New York alla Biennale Architettura
Meyerowitz
25/02/2004
Sedici tonnellate d'acciaio bruciato e ritorto agli estremi, collocate innanzi al padiglione degli Stati Uniti accolgono il visitatore di questa 8.Mostra Internazionale di Architettura della Biennale, aperta fino al 3 novembre a Venezia, che politicamente si intitola "next", monito ottimista del profondo ripensamento che l'architettura contemporanea sta inevitabilmente intraprendendo dopo l'11 settembre 2001.
La liricissima reliquia del World Trade Center, selezionata personalmente da funzionari del Dipartimento di Stato americano che meriterebbero un premio, vibra della sua tremenda potenza evocatrice trasportando per un istante il visitatore dalla arcadia dei giardini della Biennale all'inferno dell'estremità sud di Manhattan.
Muta come le migliaia di vittime innocenti della tragedia della paura e del delirio dell'incomunicabilità umana, cadute nell'ennesimo terribile attacco globale nel cuore della megalopoli del nord-est degli Stati Uniti, essa annuncia le potentissime immagini delle operazioni di ground zero riprese con profonda consapevolezza storica da Joel Meyerowitz durante le operazioni di ricerca dei superstiti e di trasferimento delle rovine dell'apocalisse urbana a poche settimane dal crollo delle Twin Towers.
La mostra all'interno del padiglione statunitense è curata da Robert Ivy, FAIA, e presentata dal Bureau of Educational and Cultural Affairs del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
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