Alle Gallerie Italia di Milano dal 30 ottobre 2020 al 21 marzo 

Tiepolo, da Venezia all'Europa, tra colore e tenerezza

 

Samantha De Martin

28/10/2020

Milano - Azzurro. Come il cuore dei dipinti di Giambattista Tiepolo, dominati da un trionfo di nuvole e putti, dame ed eroi animati da un dinamismo magico dalla spiccata teatralità.
È con un allestimento che dà ampio spazio alla luce, restituendo l’intelligenza guizzante dell'artista, che la mostra dedicata al pittore veneziano dalle Gallerie d'Italia di Piazza Scala - sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano - prende forma, nella ricorrenza dei 250 anni della morte del maestro.
L’esposizione dal titoloTiepolo. Venezia, Milano, l’Europache si potrà visitare dal 30 ottobre 2020 al 21 marzo 2021 è un viaggio, o meglio una storia che ripercorre, dagli esordi veneziani al successo madrileno, la vita e la carriera del poliedrico artista. Di quel pittore dall’inesauribile fantasia e dall’arguta ironia narrativa che il collezionista Carl Gustaf Tessin descriveva come “pieno di spirito, con un fuoco inesauribile, un colore splendido e d’una rapidità sorprendente”, capace di realizzare “un quadro in meno tempo che ad altri occorre per stemperare i colori”.

La prima esposizione mai dedicata da Milano a Tiepolo, fortemente incentrata sul rapporto tra il pittore e la città lombarda, si avvale di prestiti di istituzioni importanti, dalla National Gallery di Londra al Kimbell Art Museum di Fort Worth, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia al Museo del Prado.


Giambattista Tiepolo, San Francesco d'Assisi riceve le stimmate, 1767-1769, olio su tela, 278 x 153 cm. Madrid, Museo Nacional del Prado © Museo Nacional del Prado

“Abbiamo immaginato di montare un racconto per fare emergere fatti nuovi - spiega Alessandro Morandotti, curatore del percorso assieme a Fernando Mazzocca -. Abbiamo selezionato le opere in funzione degli spazi montando un percorso visivo. L’idea è stata quella di seguire la vicenda di Tiepolo, dagli anni della formazione a Venezia, nella prima metà del Settecento, la città più corteggiata d’Europa, celebre per i suoi artisti, avendo tuttavia come fulcro Milano, tra i principali centri europei dell’illuminismo”.

Come nel corso della sua attività l’artista si destreggiava con abilità tra affresco, tela, pale da altare, acqueforti, pronto ad assecondare le richieste di una committenza sempre più vasta, così le circa 70 opere in mostra seguono la prolifica produzione del pittore attraverso la riproposizione di quel dialogo che Tiepolo intrattenne con importanti artisti suoi contemporanei. 
Dall’ excursus dedicato all’esercizio sul nudo, del quale Venezia è stata un centro di elaborazione importante, agli esordi di Tiepolo tra Pagani, Pellegrini e Piazzetta, il percorso arriva alla prima affermazione a Venezia, accendendo un focus sui due cicli eseguiti per le famiglie dei Sandi e degli Zenobio. Qui la fantasia dell’artista inizia e elaborare temi storici e mitologici con la sua straordinaria capacità di orchestrazione e di libera interpretazione che costituirà la ragione del suo successo in Europa, come grande narratore al servizio della celebrazione dei committenti.

Un percorso tra opere inedite e restaurate per l'occasione
In mostra sarà presente un nucleo di opere restaurate per l’occasione. Tra queste Apollo scortica Marsia, Ercole soffoca Anteo, Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede, Il trionfo della nobiltà e della virtù, Il martirio di san Vittore, Il naufragio di san Satiro, Bacco e Arianna e Apollo e Pan alla presenza di Re Mida di Sebastiano Ricci.


Giambattista Tiepolo,Trionfo della Nobiltà e della Virtù (allestimento), 1740 ca, affresco staccato, 283 x 283 cm | Foto: © Foto Luca Rossi

Otto opere da non perdere
Tra le opere da non perdere, gli affreschi staccati della basilica di Sant’Ambrogio - che narrano eventi sacri con i toni epici del grande pittore di storia - e l’affresco eseguito per Palazzo Gallarati Scotti, con l’invenzione aerea che Tiepolo riproporrà con varianti in molte opere successive.
Il rapimento di Elena o Enea e Anchise fuggono da Troia in fiamme, realizzate da Paolo Pagani, ribadiscono quell’elasticità delle figure che sarà un punto di forza dell’arte di Tiepolo che si confronta con lo studio delle composizioni dinamiche per restituire carica drammatica alle sue figure in movimento. Un’opera giovanile di Antonio Pellegrini, Spartaco guida gli schiavi alla rivolta, con l’incredibile capacità dinamica delle figure che si muovono nello spazio come basculando, dialoga con Rea Silvia ammonita da Amulio davanti al tempio di Vesta, un’opera giovanile di Tiepolo nella quale la madre dei gemelli, con gesto spettacolare, si prostra di fronte al Re d’Alba. Qui Tiepolo tiene a mente il plasticismo di Piazzetta ma investe su una luminosità più attenta.
Particolarmente intenso anche il confronto che chiude la mostra, un dialogo tra padre e figlio, con il San Francesco d'Assisi riceve le stimmate di Tiepolo senior del Museo del Prado a confronto con Abramo e i tre angeli delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, opera di Giandomenico.
In mostra sarà presente anche la pala di Este, un noto capolavoro del pittore, visibile a Milano prima della sua attesa ricollocazione, dopo anni di revisione conservativa, nell’abside del duomo atestino.

Tiepolo e Milano: l’antefatto del successo
Una sezione importante della mostra è dedicata al rapporto tra l’artista e Milano. Tiepolo a Milano: la prima tappa dell’affermazione internazionale indaga la complessa rete di relazioni che permettono al pittore di trovare fortuna nella città lombarda in due momenti importanti della sua carriera. Tra le soluzioni sempre più ariose e spettacolari spicca quanto realizzato in Palazzo Clerici, una sorta di antefatto di quanto il pittore compirà qualche anno dopo a Würzburg e a Madrid.


Allestimento della mostra Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa alle Gallerie d'Italia | Foto: © Luca Rossi

L’ultimo Tiepolo: l’incontro tra padre e figli
Tra il 1751 e il 1753 Tiepolo si sposta in Germania insieme ai figli. A Wurzburg Giandomenico inizia ad affiancare il padre. L’ultima tappa della vita di Giambattista, raccontata nella sezione Tiepolo e i figli in Spagna, è segnata dalla collaborazione sempre più stretta con i figli, che lo seguiranno a Madrid, per rimanervi dopo la sua morte. Approfondendo il confronto con il talento di Giandomenico, la mostra mette in luce le nuove scelte stilistiche di Giambattista, improntate a un’inconsueta tenerezza espressiva, a un’introspezione più malinconica che ha riflessi nelle stesure più morbide, nel disegno più diligente e meno risentito. Gli ultimi anni della storia di Tiepolo sono tratteggiati in mostra con poche opere nelle quali padre e figli si confrontano sul tema delle Teste di carattere.

Un illustre collezionista di Tiepolo
“La mostra - commenta Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo - si collega idealmente alle esposizioni dedicate nel 2016 a Canaletto, Bellotto e Antonio Canova. Quest’ultimo fu un grande collezionista di Tiepolo, del quale acquistò numerosi disegni e quasi tutta la collezione grafica. L’interesse e la venerazione per il pittore, a 250 anni dalla scomparsa, è confermata dall’ultima asta da Sotheby's, dove la monumentale pala d'altare Madonna del rosario con angeli eseguita nel 1735, è stata venduta per 17,3 milioni di dollari".

Dove ammirare i capolavori di Tiepolo in Lombardia?
Genio indiscusso del Settecento europeo, Giambattista Tiepolo ha lasciato tra Milano, Bergamo e Brescia alcuni dei suoi più emozionanti capolavori.
Alla prima grande impresa decorativa in palazzo Archinto a Milano nel 1730 (distrutto purtroppo assieme ai suoi affreschi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale) seguono i cantieri di palazzo Casati (poi Dugnani) e della basilica di Sant’Ambrogio, fino alla visione magnifica della Corsa del carro del sole (1740) della galleria di palazzo Clerici, quasi una prova generale delle grandiose imprese di Würzburg e Madrid.
L’avventura lombarda di Tiepolo prosegue attraverso importanti commissioni religiose, tradotte in dipinti di straordinaria forza comunicativa: nella cappella Colleoni di Bergamo, nella cappella e nella cattedrale di Sant’Alessandro, e in Val Seriana, nella chiesa parrocchiale di Rovetta, come pure nei territori bresciani, a Folzano, Desenzano e Verolanuova.
In momenti diversi, in alcuni casi tramite il collezionismo recente, giungono nei musei, dal Museo Poldi Pezzoli all’Accademia Carrara, e nelle raccolte pubbliche lombarde, preziosi bozzetti affiancati da autentici capolavori, come la giovanile Madonna del Carmelo della Pinacoteca di Brera.


Giambattista Tiepolo, Cacciatore a cavallo, 1718, Olio su tela, 148 x 262 cm, Fondazione Cariplo

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