Dal 13 febbraio al 27 settembre al Kunstmuseum
A Berna vanno in scena i grandi maestri, da Duccio di Buoninsegna a Jean-Étienne Liotard
Joseph Werner, Allegoria della Giustizia, 1662, Olio su tela, 225 x 166 cm Kunstmuseum Bern, Staat Bern | Photo: Kunstmuseum Bern
Samantha De Martin
14/01/2026
Mondo - Il Kunstmuseum di Berna accoglie il 2026 mettendo in mostra la sua straordinaria collezione di arte antica.
Dal 13 febbraio al 27 settembre il percorso "Life in Full. Old Masters from Duccio to Liotard" presenta i maestri della prima età moderna accanto a opere della pittura fiorentina e senese di Tre e Quattrocento, nonché capolavori del Barocco.
In questo viaggio nel quale l'ascetismo incontra l'opulenza, la virtù lascia il posto alla lussuria, sono racchiusi una settantina di dipinti e alcune opere su pergamena. C’è la Maestà di Duccio di Buoninsegna, il dipinto più antico della collezione del Kunstmuseum, una piccola tavola di Madonna con Bambino dipinta intorno al 1290-1295 e destinata alla devozione privata, e non mancano ospiti illustri provenienti da Germania, Francia e Paesi Bassi, mentre un focus importante è costituito dalle elaborate pale d'altare dei Maestri dei Garofani di Berna attivi tra il 1480 e il 1510, e dalla significativa collezione di opere di Niklaus Manuel, nato intorno al 1484.
Beato Angelico, Madonna col Bambino, 1445 –1450 circa, Tempera su legno di pioppo, 35.1 x 46.6 cm, Berna, Kunstmuseum, Estate of Adolf von Stürler, Versailles | Photo: Kunstmuseum Bern
Le opulenti nature morte diventano la testimonianza del lusso della vita borghese durante un secolo, il Barocco, in cui Berna fu interessata da una grande prosperità economica. Non mancano i riferimenti a uno stile di vita virtuoso affrontati anche nella pittura. Ne sono esempi i dipinti allegorici di Joseph Werner e la famosa Tavola di Cebete di Berna realizzata nel 1633 dal pittore Joseph Plepp, un dipinto monumentale che descrive le vicissitudini dell'umanità nel suo cammino verso la salvezza.
Tra gli highlights della mostra, una selezione di opere provenienti dal lascito dell'artista Adolf von Stürler, il pittore che donò circa 170 opere al Kunstmuseum, entrate a far parte della collezione nel 1902. Tra queste, lavori di maestri fiorentini e senesi del Trecento e del Quattrocento come Bernardo Daddi, Beato Angelico e creazioni provenienti dalla bottega di Sandro Botticelli. Raffigurazioni mitologiche di artisti bernesi, francesi e olandesi faranno da contraltare alle numerose scene bibliche e alle miniature di Joseph Werner.
Dal 13 febbraio al 27 settembre il percorso "Life in Full. Old Masters from Duccio to Liotard" presenta i maestri della prima età moderna accanto a opere della pittura fiorentina e senese di Tre e Quattrocento, nonché capolavori del Barocco.
In questo viaggio nel quale l'ascetismo incontra l'opulenza, la virtù lascia il posto alla lussuria, sono racchiusi una settantina di dipinti e alcune opere su pergamena. C’è la Maestà di Duccio di Buoninsegna, il dipinto più antico della collezione del Kunstmuseum, una piccola tavola di Madonna con Bambino dipinta intorno al 1290-1295 e destinata alla devozione privata, e non mancano ospiti illustri provenienti da Germania, Francia e Paesi Bassi, mentre un focus importante è costituito dalle elaborate pale d'altare dei Maestri dei Garofani di Berna attivi tra il 1480 e il 1510, e dalla significativa collezione di opere di Niklaus Manuel, nato intorno al 1484.
Beato Angelico, Madonna col Bambino, 1445 –1450 circa, Tempera su legno di pioppo, 35.1 x 46.6 cm, Berna, Kunstmuseum, Estate of Adolf von Stürler, Versailles | Photo: Kunstmuseum Bern
Le opulenti nature morte diventano la testimonianza del lusso della vita borghese durante un secolo, il Barocco, in cui Berna fu interessata da una grande prosperità economica. Non mancano i riferimenti a uno stile di vita virtuoso affrontati anche nella pittura. Ne sono esempi i dipinti allegorici di Joseph Werner e la famosa Tavola di Cebete di Berna realizzata nel 1633 dal pittore Joseph Plepp, un dipinto monumentale che descrive le vicissitudini dell'umanità nel suo cammino verso la salvezza.
Tra gli highlights della mostra, una selezione di opere provenienti dal lascito dell'artista Adolf von Stürler, il pittore che donò circa 170 opere al Kunstmuseum, entrate a far parte della collezione nel 1902. Tra queste, lavori di maestri fiorentini e senesi del Trecento e del Quattrocento come Bernardo Daddi, Beato Angelico e creazioni provenienti dalla bottega di Sandro Botticelli. Raffigurazioni mitologiche di artisti bernesi, francesi e olandesi faranno da contraltare alle numerose scene bibliche e alle miniature di Joseph Werner.
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