Dal 7 dicembre al 10 marzo 2018 in mostra all’Ermitage

Da Napoli a San Pietroburgo la grande scultura antica

Museo Archeologico Nazionale di Napoli | Galata h 57; lungh 107; largh 35 - primo quarto II secolo d.C.
 

Francesca Grego

30/11/2017

Mondo - È pronto a volare in Russia per “I giorni dell’Ermitage” il magnifico gruppo scultoreo del Galata Morente, tra i tesori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Ogni anno il 6 e il 7 dicembre il museo di San  Pietroburgo voluto da Caterina la Grande celebra l’anniversario della propria nascita, con un ricco programma di eventi.
Tra gli ospiti d’onore, spicca un capolavoro proveniente da un prestigioso museo internazionale.

Per i solenni festeggiamenti del 2017 la scelta è caduta sul MANN, che nei mesi scorsi ha siglato con l’Ermitage un importante accordo di collaborazione insieme a Pompei.
Studi e ricerche congiunte si profilano all’orizzonte, ma anche due grandi mostre in cantiere per il 2019: con Canova e l’Antico sbarcheranno a Napoli i gioielli dello scultore italiano ammirato da Caterina II, mentre a San Pietroburgo andrà in scena l’incanto archeologico di Pompei.

Intanto dal 7 dicembre il Galata Morente e altre tre statue del leggendario Piccolo Donario Attalide saranno al centro dell’esposizione The Fallen – I Caduti nell’Atrio Romano disegnato per l’Ermitage da Leo Von Klenze. Il gruppo sarà ospitato da una base circolare, che offrirà ai visitatori una visione completa, nella cornice scenografica delle grandi colonne del patio.

Ritrovate a Roma nel 1514 per poi passare nelle collezioni Ludovisi e Farnese, le quattro sculture sono preziose repliche romane in marmo asiatico di un articolato monumento celebrativo un tempo collocato sull’Acropoli di Atene.
 Qui più di 50 statue di bronzo ricordavano la vittoria dei sovrani Attalidi sui barbari Galati in quattro sezioni corrispondenti a battaglie storiche e mitologiche: contro i Giganti e le Amazzoni, contro i Persiani a Maratona e i Galli in Mysia.

Nel gruppo del MANN si ritrovano i reduci di tre di questi conflitti: oltre al Galata in fin di vita, possiamo scorgervi un’Amazzone distesa, un Gigante dalla chioma scarmigliata e un Persiano dal berretto frigio, che ancora imbraccia il suo scudo circolare.
Per la prima volta nel mondo classico i vinti diventano i soggetti di un’opera d’arte: la grandezza non riguarda solo i vincitori ma anche e soprattutto i caduti, in un filone che sarà sviluppato dai Romani, e che in seguito affascinerà gli artisti del Rinascimento, del Barocco, fino al XX secolo.
 
“L’arte antica ci dà continui spunti per l'oggi”, spiega il direttore del Museo Archeologico di Napoli Paolo Giulierini: “Il patrimonio di opere conservate al MANN è un giacimento di valori universali e di conoscenza quanto mai attuali. In questo senso, salvaguardare e far conoscere questi capolavori è una missione prioritaria per il nostro Museo”.

E, a proposito del nuovo accordo con l’Ermitage, aggiunge: “L’internazionalità delle relazioni e dell’immagine del MANN è stato uno degli obiettivi che mi sono posto fin da quando ho assunto la direzione del museo napoletano, che vanta collezioni straordinarie.
Collaborare con istituzioni prestigiose come il Getty Museum o l’Ermitage non è solo un onore, ma il riconoscimento di una nuova politica culturale di sviluppo e nel contempo un enorme stimolo per la ricerca e la salvaguardia, le scelte gestionali e la valorizzazione”.

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