In mostra alla National Gallery
La rivincita di Zurbaràn, il Caravaggio spagnolo
Francisco Zurbaràn, Agnus Dei, 1635-1640. Oil on canvas, 37.3 x 62 cm. Museo Nacional del Prado, Madrid © Photographic Archive Museo Nacional del Prado
Francesca Grego
05/05/2026
Mondo - Se pensiamo alla pittura del Barocco in Spagna, la mente corre immediatamente a Velàsquez, o a Murillo in seconda battuta. Ma nel secolo d’oro dell’arte iberica c’è un gigante meno noto al pubblico internazionale, pronto a prendersi la rivincita sul palcoscenico di tre grandi musei. Si tratta Francisco de Zurbaràn, protagonista della primavera alla National Gallery di Londra con una mostra che riunisce capolavori da importanti collezioni europee e statunitensi. Organizzata in collaborazione con il Louvre e l’Art Institute of Chicago, l’esposizione volerà a Parigi a partire da ottobre e infine oltre l’Atlantico nel 2027. Prima monografica dedicata al pittore andaluso nel Regno Unito, la tappa londinese presenta oltre quaranta dipinti scelti per restituire l’intera carriera di Zurbaràn e la sua sfaccettata personalità artistica.
Terra e cielo, materia e spirito, umano e divino si incontrano in modo nuovo sulle tele del maestro seicentesco, caratterizzate da un vivido naturalismo e da una potente carica emotiva. “Dalla scorza di un limone allo sguardo senza tempo di un santo, Zurbaràn trova anche nelle realtà più comuni un’intensità inusitata”, recita la presentazione del museo britannico. Qualcuno lo ha accostato a Caravaggio per l’uso della luce e il desiderio di portare le storie sacre nella quotidianità del proprio tempo. Zurbaràn non ha l’indole impetuosa del Merisi, ma dalle sue composizioni spira un senso di drammatico mistero. Altrettanto interessante è il suo talento narrativo, l’inventiva con cui racconta storie in modo originale e sempre diverso, accanto alla naturale abilità con cui fa appello ai sensi, evocando suoni, superfici, profumi. Notevole è la resa della materia e delle texture più varie: “nel dipinto Santa Casilda - osservano i curatori della mostra - si può quasi percepire il fruscio della seta. Cuoio, lana, raso, stoffa: Zurbarán sapeva dare vita a qualsiasi tipo di materiale e possedeva un senso del colore unico, mescolando tenui rosa, arancioni e marroni, senza dimenticare il sapiente uso del bianco negli abiti dei monaci”. Una sensibilità forse sviluppata da ragazzo nella bottega del padre, mercante di tessuti e filati, e osservando le numerose processioni religiose che attraversavano le strade andaluse nel XVII secolo.
Zurbarán trascorse gran parte della vita a Siviglia, all'epoca una delle città più ricche d'Europa, i cui legami marittimi con le Americhe la rendevano un centro nevralgico del commercio globale. Dipinse principalmente per gli ordini religiosi della città, realizzando pale d'altare e cicli di dimensioni e ingegno eccezionali, ma anche per committenti privati e, a Madrid, per il re di Spagna.

Francisco de Zurbarán, Santa Casilda, c. 1640-45, Olio su tela, cm 171 x 107. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
“È emozionante presentare la prima grande mostra monografica su Zurbarán nel Regno Unito, un evento atteso da tempo”, afferma la curatrice della National Gallery Francesca Whitlum-Cooper, che firma il progetto con Daniel Sobrino Ralston, in collaborazione con Charlotte Chastel-Rousseau del Louvre e Rebecca Long dell’Art Institute of Chicago: “Che siano alti tre metri o piccoli quanto il pugno di una mano, i suoi dipinti sono straordinariamente potenti. Spero che i visitatori di Londra - e delle nostre sedi partner a Parigi e Chicago - rimangano stupiti e commossi da questo incontro con l'opera di Zurbarán”.
In programma fino al prossimo 23 agosto, la mostra presenta oltre quaranta opere del maestro: dalle prime commissioni religiose ai dipinti della maturità, dalle monumentali pale d’altare alle piccole tele per la devozione privata, fino a rare e preziose nature morte. Lungo il percorso spiccano capolavori come Cristo con la Vergine nella casa di Nazaret, in prestito dal Cleveland Museum of Art, che avvicina come mai prima la storia sacra alla vita delle persone comuni, l’Agnus Dei (Museo Nacional del Prado), immagine simbolica di un realismo intenso e delicatissimo, e la Crocifissione dell’Art Institute of Chicago, che sancì la consacrazione dell’artista ventinovenne sulla scena di Siviglia. Commissionato dall'Ordine Domenicano di San Pablo el Real, è la prima opera firmata e datata di Zurbarán giunta fino a noi. Nella sua collocazione originale, in una cappella buia, illuminata da candele e visibile solo attraverso una grata metallica, il Cristo in croce appariva così reale che molti lo hanno scambiato per una scultura.

Francisco Zurbaràn, Natura morta con limoni, arance e una rosa, 1633. Olio su tela, 62.2 × 109.5 cm. The Norton Simon Foundation, Pasadena, California © The Norton Simon Foundation
Per la prima volta dopo oltre un secolo, inoltre, sono riunite le parti dell’enorme pala d'altare dipinta per la Certosa di Nuestra Señora de la Defensión a Jerez de la Frontera, di cui si ricompone il secondo livello con gli episodi della Circoncisione, l'Adorazione dei Magi e la Vergine del Rosario con i Certosini, quest'ultima un'opera monumentale alta oltre tre metri. Frutto di un’altra grande commissione - la più prestigiosa della carriera di Zurbaràn - sono invece i dipinti del ciclo di Ercole realizzati per il Buen Retiro, il nuovo Palazzo Reale voluto a Madrid da Filippo IV.
Da non perdere, infine, è il capitolo dedicato alle nature morte, esempi di un genere che si afferma proprio nel Seicento e “tra le più belle mai dipinte” secondo gli esperti della National Gallery. Guardando composizioni così vivide e ricche di dettagli, “sembra quasi di respirare il profumo degli agrumi, dei limoni e dei fiori d'arancio colti dagli alberi sotto i quali Zurbaràn passeggiava a Siviglia”. Intime, essenziali, moderne, queste tele sono in realtà piuttosto rare nella produzione dell’artista: l’unica firmata e datata è meritatamente tra gli highlight della mostra londinese e si intitola Natura morta con limoni, arance e una rosa (The Norton Simon Foundation, Pasadena), da ammirare a confronto con dipinti dello stesso genere realizzati da Juan Zurbaràn, il talentuoso figlio del maestro morto a 29 anni durante la peste del 1649.

Francisco Zurbaràn, Cristo e la Vergine nella Casa di Nazaret, 1640 circa. Olio su tela, 165 x 218.2 cm. The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio © The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio
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Zurbarán trascorse gran parte della vita a Siviglia, all'epoca una delle città più ricche d'Europa, i cui legami marittimi con le Americhe la rendevano un centro nevralgico del commercio globale. Dipinse principalmente per gli ordini religiosi della città, realizzando pale d'altare e cicli di dimensioni e ingegno eccezionali, ma anche per committenti privati e, a Madrid, per il re di Spagna.

Francisco de Zurbarán, Santa Casilda, c. 1640-45, Olio su tela, cm 171 x 107. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
“È emozionante presentare la prima grande mostra monografica su Zurbarán nel Regno Unito, un evento atteso da tempo”, afferma la curatrice della National Gallery Francesca Whitlum-Cooper, che firma il progetto con Daniel Sobrino Ralston, in collaborazione con Charlotte Chastel-Rousseau del Louvre e Rebecca Long dell’Art Institute of Chicago: “Che siano alti tre metri o piccoli quanto il pugno di una mano, i suoi dipinti sono straordinariamente potenti. Spero che i visitatori di Londra - e delle nostre sedi partner a Parigi e Chicago - rimangano stupiti e commossi da questo incontro con l'opera di Zurbarán”.
In programma fino al prossimo 23 agosto, la mostra presenta oltre quaranta opere del maestro: dalle prime commissioni religiose ai dipinti della maturità, dalle monumentali pale d’altare alle piccole tele per la devozione privata, fino a rare e preziose nature morte. Lungo il percorso spiccano capolavori come Cristo con la Vergine nella casa di Nazaret, in prestito dal Cleveland Museum of Art, che avvicina come mai prima la storia sacra alla vita delle persone comuni, l’Agnus Dei (Museo Nacional del Prado), immagine simbolica di un realismo intenso e delicatissimo, e la Crocifissione dell’Art Institute of Chicago, che sancì la consacrazione dell’artista ventinovenne sulla scena di Siviglia. Commissionato dall'Ordine Domenicano di San Pablo el Real, è la prima opera firmata e datata di Zurbarán giunta fino a noi. Nella sua collocazione originale, in una cappella buia, illuminata da candele e visibile solo attraverso una grata metallica, il Cristo in croce appariva così reale che molti lo hanno scambiato per una scultura.

Francisco Zurbaràn, Natura morta con limoni, arance e una rosa, 1633. Olio su tela, 62.2 × 109.5 cm. The Norton Simon Foundation, Pasadena, California © The Norton Simon Foundation
Per la prima volta dopo oltre un secolo, inoltre, sono riunite le parti dell’enorme pala d'altare dipinta per la Certosa di Nuestra Señora de la Defensión a Jerez de la Frontera, di cui si ricompone il secondo livello con gli episodi della Circoncisione, l'Adorazione dei Magi e la Vergine del Rosario con i Certosini, quest'ultima un'opera monumentale alta oltre tre metri. Frutto di un’altra grande commissione - la più prestigiosa della carriera di Zurbaràn - sono invece i dipinti del ciclo di Ercole realizzati per il Buen Retiro, il nuovo Palazzo Reale voluto a Madrid da Filippo IV.
Da non perdere, infine, è il capitolo dedicato alle nature morte, esempi di un genere che si afferma proprio nel Seicento e “tra le più belle mai dipinte” secondo gli esperti della National Gallery. Guardando composizioni così vivide e ricche di dettagli, “sembra quasi di respirare il profumo degli agrumi, dei limoni e dei fiori d'arancio colti dagli alberi sotto i quali Zurbaràn passeggiava a Siviglia”. Intime, essenziali, moderne, queste tele sono in realtà piuttosto rare nella produzione dell’artista: l’unica firmata e datata è meritatamente tra gli highlight della mostra londinese e si intitola Natura morta con limoni, arance e una rosa (The Norton Simon Foundation, Pasadena), da ammirare a confronto con dipinti dello stesso genere realizzati da Juan Zurbaràn, il talentuoso figlio del maestro morto a 29 anni durante la peste del 1649.

Francisco Zurbaràn, Cristo e la Vergine nella Casa di Nazaret, 1640 circa. Olio su tela, 165 x 218.2 cm. The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio © The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio
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