Fino al 29 settembre al Museo Matisse di Nizza
Matisse e Picasso: un confronto tra giganti
Pablo Picasso, Femme couchée lisant, 1939. © Succession Picasso 2018
Francesca Grego
23/06/2018
Mondo - Mentre fervono i preparativi per Picasso Masterpieces, che dal prossimo 4 settembre esibirà a Parigi la migliore pittura del grande andaluso, quest’estate l’appuntamento è a Nizza, Museo Matisse, per un confronto al vertice tra due geni del Novecento.
Inserita nel programma internazionale Picasso – Mediterranée e insignita del titolo “Esposizione di Interesse Nazionale” per il 2018, fino al 29 settembre Matisse et Picasso, la comédie du modèle punta l’attenzione su una delle rivalità più feconde della storia dell’arte, un’amicizia tra giganti nutrita da continui scambi di opinioni, aspri contrasti e ispirazione reciproca.
I due artisti, che si frequentarono a lungo proprio in Costa Azzurra, si attraevano con la stessa intensità con la quale si respingevano, e nessuno di loro ebbe timore a rimarcare quanto distanti potessero essere le rispettive esperienze. Nonostante la stima reciproca, si racconta perfino che Picasso utilizzasse un dipinto regalatogli di Matisse (il Ritratto della figlia Margherita) come bersaglio per giocare a freccette durante le cene in compagnia, o che il rivoluzionario Les Demoiselles d’Avignon sia nato come gesto di sfida al caposcuola dei Fauves con cui Picasso, più giovane di 12 anni, aveva già ingaggiato una competizione ossessiva.
A poche decine di metri dall’atelier di Matisse, che Picasso frequentò regolarmente a partire dagli anni Quaranta, oggi va in scena una galleria di opere eccezionali – dipinti, sculture, opere grafiche - una quarantina delle quali proviene dal Musée Picasso di Parigi e altre 120 da prestigiose raccolte pubbliche e private.
L’esposizione, che nel titolo cita un’espressione del poeta surrealista Louis Aragon, è un viaggio tra Fauvisme, Cubismo e molto altro, tra “il Polo Nord e il Polo Sud”, come Gertrude Stein definì la coppia esplosiva, articolato in quattro sezioni tematiche: Progettare, Trasformare, Desiderare, Possedere. In evidenza le influenze incrociate, le irriducibili differenze, le suggestive risonanze rintracciabili nella produzione di entrambi, indagate anche alla luce del rapporto con i modelli, centrale - per Matisse come per Picasso – nella riflessione sulla rappresentazione del corpo e sull’atto creativo tout court.
E per rivivere le atmosfere della Costa Azzurra frequentata dai due, una selezione di storici scatti d’autore, da Dora Maar a Brassaï, fino a Henri Cartier-Bresson, mostra i maestri al lavoro, documentando gli scambi intellettuale e il trasferimento di opere tra le case dell'uno e dell'altro. Chicca finale: gli estratti dai film Le mystère Picasso di Georges Clouzot (1956) ed Henri Matisse di François Campaux (1946).
Leggi anche:
• In Provenza il Museo di Picasso e Jacqueline
• Picasso e il mito dell’antico. In autunno una grande mostra a Palazzo Reale
• Un giovane Picasso alla Fondation Beyeler per la mostra dell’anno
Inserita nel programma internazionale Picasso – Mediterranée e insignita del titolo “Esposizione di Interesse Nazionale” per il 2018, fino al 29 settembre Matisse et Picasso, la comédie du modèle punta l’attenzione su una delle rivalità più feconde della storia dell’arte, un’amicizia tra giganti nutrita da continui scambi di opinioni, aspri contrasti e ispirazione reciproca.
I due artisti, che si frequentarono a lungo proprio in Costa Azzurra, si attraevano con la stessa intensità con la quale si respingevano, e nessuno di loro ebbe timore a rimarcare quanto distanti potessero essere le rispettive esperienze. Nonostante la stima reciproca, si racconta perfino che Picasso utilizzasse un dipinto regalatogli di Matisse (il Ritratto della figlia Margherita) come bersaglio per giocare a freccette durante le cene in compagnia, o che il rivoluzionario Les Demoiselles d’Avignon sia nato come gesto di sfida al caposcuola dei Fauves con cui Picasso, più giovane di 12 anni, aveva già ingaggiato una competizione ossessiva.
A poche decine di metri dall’atelier di Matisse, che Picasso frequentò regolarmente a partire dagli anni Quaranta, oggi va in scena una galleria di opere eccezionali – dipinti, sculture, opere grafiche - una quarantina delle quali proviene dal Musée Picasso di Parigi e altre 120 da prestigiose raccolte pubbliche e private.
L’esposizione, che nel titolo cita un’espressione del poeta surrealista Louis Aragon, è un viaggio tra Fauvisme, Cubismo e molto altro, tra “il Polo Nord e il Polo Sud”, come Gertrude Stein definì la coppia esplosiva, articolato in quattro sezioni tematiche: Progettare, Trasformare, Desiderare, Possedere. In evidenza le influenze incrociate, le irriducibili differenze, le suggestive risonanze rintracciabili nella produzione di entrambi, indagate anche alla luce del rapporto con i modelli, centrale - per Matisse come per Picasso – nella riflessione sulla rappresentazione del corpo e sull’atto creativo tout court.
E per rivivere le atmosfere della Costa Azzurra frequentata dai due, una selezione di storici scatti d’autore, da Dora Maar a Brassaï, fino a Henri Cartier-Bresson, mostra i maestri al lavoro, documentando gli scambi intellettuale e il trasferimento di opere tra le case dell'uno e dell'altro. Chicca finale: gli estratti dai film Le mystère Picasso di Georges Clouzot (1956) ed Henri Matisse di François Campaux (1946).
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