Dall'antico Egitto al Modernismo, la storia diel MET di New York
Una mostra online per festeggiare i 150 anni del Metropolitan Museum
The Metropolitan Museum of Art, New York, Visitatori di fronte al dipinto di Emanuel Leutze Washington Crossing the Delaware (1851) nel 1910 e nel 2019 | Immagine composita: Roderick Aichinger (a destra) © The Metropolitan Museum of Art, New York 2019
Francesca Grego
17/04/2020
Mondo - Dici New York, dici The Met. Gigantesco, enciclopedico, globale, eppure profondamente legato alla storia dell’America e della Grande Mela: il Metropolitan Museum of Art ha appena spento 150 candeline e invitato alla sua festa online gli spettatori di tutto il mondo. Certo, fino a un mese fa sulla Fifth Avenue bolliva in pentola ben altro. In attesa che l’emergenza Covid cessi e che le celebrazioni programmate possano finalmente prendere il via, è già pronto sul sito del museo un assaggio della grande mostra pensata per l’occasione. Making the Met, 1870-2020 porta in scena 250 opere per raccontare un’avventura lunga un secolo e mezzo.

Abraham Bloemaert (1566 - 1651), Moses Striking the Rock, 1596, Olio su tela, 79.7 x 108 cm, New York, Metropolitan Museum of Art, Purchase, Gift of Mary V. T. Eberstadt, by exchange, 1972 | Courtesy Metropolitan Museum of Art, New York City
Dalla storica stampa che annuncia l’apertura del museo a capolavori come la statua della regina egizia Hatshepsut o alla Santa Rosalia che Antoon van Dyck dipinse a Palermo durante una quarantena per la peste, ripercorriamo trasformazioni che corrono di pari passo con l’evoluzione degli States, fino all’apertura verso il Moderno che fece del Met un punto di riferimento anche per l’avanguardia. Archeologia cipriota e pittura ottocentesca americana, sculture precolombiane, strumenti musicali e armature provenienti da ogni angolo del globo costituivano il singolare mix della collezione originaria. L’arte per tutti e la scoperta della funzione educativa del museo, l’impegno negli scavi di inizio Novecento, la creazione di una narrazione della storia artistica americana sono alcune delle tappe presentate dalla mostra. Ma l’attenzione si appunta anche su figure di artisti e collezionisti che hanno cambiato la storia del Metropolitan, come forse solo in America poteva accadere.
Per esempio ci sono i coniugi Havemeyer, industriali dello zucchero e intimi amici di Mary Cassatt, che donano al museo una raccolta di dipinti impressionisti di livello mondiale. Oppure il fotografo Alfred Stieglitz e sua moglie, la celebre pittrice Georgia O’Keeffe, che espandono gli orizzonti del museo in senso modernista e contribuiscono al riconoscimento del valore artistico della fotografia. Con loro più di 400 scatti, nonché sculture, dipinti e opere su carta fanno il loro ingresso sulla Fifth Avenue tra il 1928 e il 1946. La scoperta delle arti non occidentali e dell’uso artistico delle ultime tecnologie sono state le nuove frontiere degli ultimi tre decenni. Importanti donazioni e motre temporanee basate su prestigiosi prestiti internazionali sono state protagoniste di questi anni, coronati dall’apertura, in occasione dell’anniversario, dei nuovi spazi delle British Galleries. Inaugurate il 2 marzo e momentaneamente richiuse,sfoggeranno presto in un’esposizione di 11 mila metri quadrati oltre 400 opere di arti decorative e scultura britannica dal XVI al XIX secolo.

Statua seduta di Hatshepsut, Diciottesima Dinastia d'Egitto, Circa 1473-1458 a.C., New York, Metropolitan Museum of Art | Courtesy Metropolitan Museum of Art, New York City

Abraham Bloemaert (1566 - 1651), Moses Striking the Rock, 1596, Olio su tela, 79.7 x 108 cm, New York, Metropolitan Museum of Art, Purchase, Gift of Mary V. T. Eberstadt, by exchange, 1972 | Courtesy Metropolitan Museum of Art, New York City
Dalla storica stampa che annuncia l’apertura del museo a capolavori come la statua della regina egizia Hatshepsut o alla Santa Rosalia che Antoon van Dyck dipinse a Palermo durante una quarantena per la peste, ripercorriamo trasformazioni che corrono di pari passo con l’evoluzione degli States, fino all’apertura verso il Moderno che fece del Met un punto di riferimento anche per l’avanguardia. Archeologia cipriota e pittura ottocentesca americana, sculture precolombiane, strumenti musicali e armature provenienti da ogni angolo del globo costituivano il singolare mix della collezione originaria. L’arte per tutti e la scoperta della funzione educativa del museo, l’impegno negli scavi di inizio Novecento, la creazione di una narrazione della storia artistica americana sono alcune delle tappe presentate dalla mostra. Ma l’attenzione si appunta anche su figure di artisti e collezionisti che hanno cambiato la storia del Metropolitan, come forse solo in America poteva accadere.
Per esempio ci sono i coniugi Havemeyer, industriali dello zucchero e intimi amici di Mary Cassatt, che donano al museo una raccolta di dipinti impressionisti di livello mondiale. Oppure il fotografo Alfred Stieglitz e sua moglie, la celebre pittrice Georgia O’Keeffe, che espandono gli orizzonti del museo in senso modernista e contribuiscono al riconoscimento del valore artistico della fotografia. Con loro più di 400 scatti, nonché sculture, dipinti e opere su carta fanno il loro ingresso sulla Fifth Avenue tra il 1928 e il 1946. La scoperta delle arti non occidentali e dell’uso artistico delle ultime tecnologie sono state le nuove frontiere degli ultimi tre decenni. Importanti donazioni e motre temporanee basate su prestigiosi prestiti internazionali sono state protagoniste di questi anni, coronati dall’apertura, in occasione dell’anniversario, dei nuovi spazi delle British Galleries. Inaugurate il 2 marzo e momentaneamente richiuse,sfoggeranno presto in un’esposizione di 11 mila metri quadrati oltre 400 opere di arti decorative e scultura britannica dal XVI al XIX secolo.

Statua seduta di Hatshepsut, Diciottesima Dinastia d'Egitto, Circa 1473-1458 a.C., New York, Metropolitan Museum of Art | Courtesy Metropolitan Museum of Art, New York City
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