Ingressi illimitati per un anno con la nuova card del Museo Archeologico

Con OpenMANN dalle cucine di Pompei alla storia di Napoli

Gatto in lotta con pollo; anatre, pesci e conchiglie. Mosaico pompeiano. Courtesy MANN
 

Francesca Grego

26/11/2018

Napoli - Non solo archeologia: dopo il lancio di un progetto di street art nel centralissimo quartiere di Forcella, il viaggio del MANN prosegue tra antico e contemporaneo, alla scoperta delle possibili connessioni tra le culture del presente e il patrimonio del più grande museo archeologico italiano.
Con una sorpresa in più per gli aficionados presenti e futuri: dal 1° dicembre la card OpenMANN consentirà l’accesso illimitato per un anno alle collezioni permanenti e alle iniziative temporanee del museo. I visitatori adulti (con più di 25 anni) potranno acquistarla al prezzo di lancio di 15 euro fino al prossimo 7 gennaio, mentre sono previste formule agevolate per giovani, famiglie e aziende.
 
Quali sono le novità da scoprire già a dicembre armati di card?
Cominciamo con la mostra Res Rustica (fino al 18 febbraio) che chiude l’Anno del Cibo Italiano portandoci nelle cucine dell’antica Pompei. A guidarci è un’incredibile varietà di reperti ‘commestibili’ - dalla vite alle olive, dal fico al melograno, dai cereali ai legumi – che trovano eco in dieci preziosi affreschi provenienti dalla cittadina vesuviana: rappresentazioni di frutti, ortaggi e antiche leccornie come il “garum”, la salsa di pesce che faceva impazzire i Romani. E tra pentole, stampi e brocche sopravvissute all’ira del vulcano, possiamo ammirare anche la ricostruzione di una tipica tavola pompeiana. In linea con il tema della mostra, nella giornata di oggi il convegno Archeologia del cibo, gastronomia e marketing territoriale esplora l’eredità della cultura alimentare romana e mediterranea dal pane alle confetture, fino a inattesi progetti di archeofood.
 
Tutt’altra musica per Metro & the City (fino al 31 dicembre), nata dalla collaborazione del MANN con Metropolitana di Napoli e Ansaldo STS: un viaggio nel sottosuolo e nella storia attraverso quella che oggi è la più grande opera pubblica della città. Sono passati 43 anni da quando il giovane Edoardo Bennato presentava un innovativo progetto di metropolitana per Napoli – la sua tesi di laurea in architettura - sulla cover dell’album Io non sono l’imperatore: oggi il capoluogo partenopeo dispone di una rete di trasporti sotterranei ben più estesa di allora, che in parte coincide con le proposte del cantautore. Una rete che connette opere contemporanee d’arte e architettura con i luoghi storici e i reperti antichi di un insediamento nato 26 secoli fa. Dal centro storico alla Città dei Viceré e alla Città Borghese, si snoda un percorso stratificato nel tempo, alla scoperta delle metamorfosi di una capitale del Mediterraneo.
 
E se Hercules alla guerra (fino al 31 gennaio) scava ancora nel passato della città mettendo a confronto con le effigi degli eroi antichi i protagonisti delle Quattro Giornate di Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale, due mostre fotografiche rileggono l’antico alla luce di sensibilità prettamente contemporanee: si tratta di Fantasmi a Pompei (fino all’8 gennaio) di Dario Assisi e Riccardo Cipolla, che dialogano con affreschi e mosaici vesuviani, e di P-Reesistenze (fino al 6 gennaio) di Pino Codispoti, che ci catapulta nelle suggestioni del borgo calabrese di Badolato mostrando come si possa fare archeologia anche con la macchina fotografica.
 
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