In mostra alla National Gallery per tre mesi
Il Galata morente rientra da Washington
Il Galata Morente dei Musei Capitolini
E. Bramati
20/03/2014
Roma - Dopo alcuni mesi di silenzio i Musiei Capitolini tornano pian piano a ripopolarsi delle numerose opere concesse in prestito.
Il 21 marzo sarà la volta del Galata morente, che farà il suo rientro dalla National Gallery of Art di Washington. La scultura in marmo, forse un'opera ellenistica o forse una copia romana successiva, era stata rinvenuta a Roma agli inizi del XVII secolo.
Collocata presso la "Rotunda" del museo americano dal 12 dicembre 2013 al 16 marzo 2014, è stata ammirata da oltre 700 mila visitatori.
Era la prima volta in più di 200 anni che il Galata lasciava l'Italia, da quando cioè le truppe di Napoleone l'avevano trasferita in Francia nel 1797. Dopo alcuni anni di residenza al Museo del Louvre, era stata restituita nel 1816.
Il prestito è stato possibile grazie due iniziative: da un lato il 2013, anno della cultura Italiana negli Stati Uniti, dall'altro il progetto "The Dream of Rome", che grazie ad uno scambio tra istituzioni ha consentito anche di esporre presso l'Ara Pacis alcuni capolavori impressionisti della National Gallery, attirando oltre 120 mila persone.
Il 21 marzo sarà la volta del Galata morente, che farà il suo rientro dalla National Gallery of Art di Washington. La scultura in marmo, forse un'opera ellenistica o forse una copia romana successiva, era stata rinvenuta a Roma agli inizi del XVII secolo.
Collocata presso la "Rotunda" del museo americano dal 12 dicembre 2013 al 16 marzo 2014, è stata ammirata da oltre 700 mila visitatori.
Era la prima volta in più di 200 anni che il Galata lasciava l'Italia, da quando cioè le truppe di Napoleone l'avevano trasferita in Francia nel 1797. Dopo alcuni anni di residenza al Museo del Louvre, era stata restituita nel 1816.
Il prestito è stato possibile grazie due iniziative: da un lato il 2013, anno della cultura Italiana negli Stati Uniti, dall'altro il progetto "The Dream of Rome", che grazie ad uno scambio tra istituzioni ha consentito anche di esporre presso l'Ara Pacis alcuni capolavori impressionisti della National Gallery, attirando oltre 120 mila persone.
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