Il re del legno amato dal re
Omaggio all’ebanista Piffetti
L.S.
07/09/2013
Torino - Dal 13 settembre al 12 gennaio la Fondazione Accorsi-Ometto di Torino ospiterà una mostra dedicata a Pietro Piffetti, primo ebanista al servizio della corte di Carlo Emanuele III di Savoia, considerato uno dei più importanti mobilieri d'Occidente.
Il recente acquisto da parte del museo di un cofano forte che si aggiunge ai sette capolavori barocchi della collezione, ha offerto lo spunto per allestire l’esposizione curata direttamente dalla Fondazione e organizzata grazie alla collaborazione con il consiglio Regionale del Piemonte che ospiterà parte della mostra.
Il percorso sarà organizzato in due sezioni: una dedicata alle numerose opere profane, e l’altra ai più rari lavori sacri e, oltre ai pezzi di proprietà della Fondazione, raccoglierà capolavori inediti appartenenti a collezioni private.
I visitatori potranno così ammirare il cofano con intarsi in avorio graffito e policromo e confrontarlo con altri manufatti come un arcolaio, due cofanetti, due cassettoni, uno scrittoio e diversi tavolini. Tra le opere sacre figurano invece due tabernacoli e un inginocchgiatoio da parete.
La sezione allestita a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, accoglierà invece un altro tabernacolo e una coppia di stipi.
Malgrado i suoi lavori siano sempre stati esposti nei grandi eventi dedicati al barocco, a Piffetti non è mai stata dedicata una mostra monografica prima d’ora.
Il recente acquisto da parte del museo di un cofano forte che si aggiunge ai sette capolavori barocchi della collezione, ha offerto lo spunto per allestire l’esposizione curata direttamente dalla Fondazione e organizzata grazie alla collaborazione con il consiglio Regionale del Piemonte che ospiterà parte della mostra.
Il percorso sarà organizzato in due sezioni: una dedicata alle numerose opere profane, e l’altra ai più rari lavori sacri e, oltre ai pezzi di proprietà della Fondazione, raccoglierà capolavori inediti appartenenti a collezioni private.
I visitatori potranno così ammirare il cofano con intarsi in avorio graffito e policromo e confrontarlo con altri manufatti come un arcolaio, due cofanetti, due cassettoni, uno scrittoio e diversi tavolini. Tra le opere sacre figurano invece due tabernacoli e un inginocchgiatoio da parete.
La sezione allestita a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, accoglierà invece un altro tabernacolo e una coppia di stipi.
Malgrado i suoi lavori siano sempre stati esposti nei grandi eventi dedicati al barocco, a Piffetti non è mai stata dedicata una mostra monografica prima d’ora.
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