L'opera, sospesa a 35 metri dal suolo, era stata colpita da un fulmine
Restauro da vertigini per il San Giorgio del Palladio
La Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia
E. Bramati
13/04/2014
Venezia - Sono quasi terminati i lavori di restauro che riporteranno allo splendore originario la statua di San Giorgio, che sovrasta la laguna di Venezia dalla cupola della basilica di San Giorgio Maggiore, accanto all'isola della Giudecca.
L'opera in legno e rame, progettata dall'architetto vicentino Andrea Palladio intorno alla metà del XVI secolo, nel 2002 era stata violentemente colpita da un fulmine, che aveva danneggiato un braccio e il vessillo da questo sorretto.
Ora il pezzo mancante ritornerà finalmente al suo posto, grazie all'intervento di esperti restauratori, che hanno condotto parte del lavoro dall'alto della cupola, sospesi a circa 35 metri dal suolo.
L'architetto Massimo Rigo, che ha diretto i lavori, ha spiegato che le particolari condizioni climatiche cui è sottoposta la statua non hanno permesso di utilizzare collanti o protettivi organici, rendendo invece necessario un consolidamento di tipo tradizionale, con acciaio sagomato a mano e tessuti di basalto.
L'opera in legno e rame, progettata dall'architetto vicentino Andrea Palladio intorno alla metà del XVI secolo, nel 2002 era stata violentemente colpita da un fulmine, che aveva danneggiato un braccio e il vessillo da questo sorretto.
Ora il pezzo mancante ritornerà finalmente al suo posto, grazie all'intervento di esperti restauratori, che hanno condotto parte del lavoro dall'alto della cupola, sospesi a circa 35 metri dal suolo.
L'architetto Massimo Rigo, che ha diretto i lavori, ha spiegato che le particolari condizioni climatiche cui è sottoposta la statua non hanno permesso di utilizzare collanti o protettivi organici, rendendo invece necessario un consolidamento di tipo tradizionale, con acciaio sagomato a mano e tessuti di basalto.
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