A Mestre dal 1° dicembre
Verso l'apertura di M9, il nuovo Museo dedicato al Novecento
L’edificio che ospita l’M9, il Museo del Novecento. Foto: © Alessandra Chemollo
Samantha De Martin
14/11/2018
Venezia - I tredici colori sulla facciata distribuiti su mattonelle rettangolari sembrano conferire all’edificio un’idea di rapido trascorrere.
È la nuova casa del Novecento, dove è possibile immergersi in una piazza affollata durante un comizio, sperimentare il lavoro di fabbrica, curiosare nella cucina dei bisnonni rivivendone la vita quotidiana e assistendo ai cambiamenti della natura con i ritmi lenti della campagna, ma senza spostarsi da Mestre.
L’M9, il Museo del Novecento, un viaggio multimediale nel secolo breve, ma anche il progetto più importante della Fondazione di Venezia, realizzato con l'obiettivo di far conoscere agli italiani "il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna”, sarà inaugurato il prossimo 1° dicembre.
In questo itinerario attraverso cento anni di Italia, il pubblico sarà immerso nei cambiamenti della cultura, degli stili di vita, dei paesaggi naturali e urbani, sarà invitato a comprendere i movimenti della popolazione, dell’economia, della politica che stanno alla base di queste trasformazioni e che con queste hanno interagito.
Il percorso si snoda attraverso otto sezioni tematiche, con modalità di visita che cambiano a seconda del profilo e degli interessi di ciascun visitatore, dallo studente al bambino, dagli italiani all’estero ai discendenti di chi, emigrando, ha trovato una patria altrove senza tuttavia dimenticare del tutto quella d’origine.
Dalla prima sezione dedicata alla demografia, ai ruoli sociali e alle dinamiche delle strutture familiari, profondamente mutate nel corso del tempo, il visitatore scivola tra i vari modelli di consumo e gli stili di vita, scopre com’è cambiata la casa nel tempo e quanto i mezzi di comunicazione di massa abbiano influenzato i nuovi sistemi di produzione.
Nella tappa dedicata al progresso, grazie a una serie di installazioni interattive sarà possibile conoscere, smontare e rimontare gli oggetti che hanno cambiato le abitudini, i ritmi e la vita degli italiani, dalla lampadina alla lavatrice, dalla doccia al telecomando, dal telefono cellulare al bancomat. Ma il Novecento è anche è il secolo in cui gli italiani hanno spiccato “il grande balzo”, scalzando le condizioni di estrema povertà che affliggevano il paese all’inizio del ventesimo secolo. Ed è per questo che il percorso è anche un’occasione per cogliere i cambiamenti dell’Italia del lavoro e della produzione con le relative ricadute sociali prodotte nel tempo.
In questo viaggio attraverso campagne, città, zone costiere, luoghi naturali e spazi artificiali, lo sguardo del visitatore potrà posarsi sui tanti elementi che connotano i diversi paesaggi italiani, dai cento campanili dei borghi storici alle conurbazioni della megalopoli padana, dalle urbanizzazioni postbelliche alle radicali mutazioni delle zone montane e costiere.
In questo grande museo in cui sarà possibile ascoltare, toccare, osservare, sfogliare, come in un libro di storia, non poteva mancare la piazza, evoluzione naturale dell’antica agorà, spazio pubblico per antonomasia, che è anche metafora dell’appartenenza a una collettività.
L’ultima sezione invita invece a interrogarsi su quale sia oggi l’identità italiana, partendo dalle produzioni e dai consumi culturali. A raccontare le vicende letterarie, artistiche, cinematografiche, musicali, televisive e sportive del paese sarà una grande installazione enciclopedica dedicata al ruolo delle religioni nella formazione dell’identità del belpaese.
Progettato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, M9 può contare su oltre 2500 metri quadrati di esposizione permanente, 1400 metri quadrati dedicati a esposizioni temporaneee dedicate a tematiche che spaziano dalla fotografia al design, dall’arte alla tecnologia, e su 4 grandi spazi dedicati agli eventi.
La narrazione scorre tra materiali digitali - 6mila foto, oltre 800 video e ancora manifesti, periodici, quotidiani - offerti da 150 archivi.
È la nuova casa del Novecento, dove è possibile immergersi in una piazza affollata durante un comizio, sperimentare il lavoro di fabbrica, curiosare nella cucina dei bisnonni rivivendone la vita quotidiana e assistendo ai cambiamenti della natura con i ritmi lenti della campagna, ma senza spostarsi da Mestre.
L’M9, il Museo del Novecento, un viaggio multimediale nel secolo breve, ma anche il progetto più importante della Fondazione di Venezia, realizzato con l'obiettivo di far conoscere agli italiani "il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna”, sarà inaugurato il prossimo 1° dicembre.
In questo itinerario attraverso cento anni di Italia, il pubblico sarà immerso nei cambiamenti della cultura, degli stili di vita, dei paesaggi naturali e urbani, sarà invitato a comprendere i movimenti della popolazione, dell’economia, della politica che stanno alla base di queste trasformazioni e che con queste hanno interagito.
Il percorso si snoda attraverso otto sezioni tematiche, con modalità di visita che cambiano a seconda del profilo e degli interessi di ciascun visitatore, dallo studente al bambino, dagli italiani all’estero ai discendenti di chi, emigrando, ha trovato una patria altrove senza tuttavia dimenticare del tutto quella d’origine.
Dalla prima sezione dedicata alla demografia, ai ruoli sociali e alle dinamiche delle strutture familiari, profondamente mutate nel corso del tempo, il visitatore scivola tra i vari modelli di consumo e gli stili di vita, scopre com’è cambiata la casa nel tempo e quanto i mezzi di comunicazione di massa abbiano influenzato i nuovi sistemi di produzione.
Nella tappa dedicata al progresso, grazie a una serie di installazioni interattive sarà possibile conoscere, smontare e rimontare gli oggetti che hanno cambiato le abitudini, i ritmi e la vita degli italiani, dalla lampadina alla lavatrice, dalla doccia al telecomando, dal telefono cellulare al bancomat. Ma il Novecento è anche è il secolo in cui gli italiani hanno spiccato “il grande balzo”, scalzando le condizioni di estrema povertà che affliggevano il paese all’inizio del ventesimo secolo. Ed è per questo che il percorso è anche un’occasione per cogliere i cambiamenti dell’Italia del lavoro e della produzione con le relative ricadute sociali prodotte nel tempo.
In questo viaggio attraverso campagne, città, zone costiere, luoghi naturali e spazi artificiali, lo sguardo del visitatore potrà posarsi sui tanti elementi che connotano i diversi paesaggi italiani, dai cento campanili dei borghi storici alle conurbazioni della megalopoli padana, dalle urbanizzazioni postbelliche alle radicali mutazioni delle zone montane e costiere.
In questo grande museo in cui sarà possibile ascoltare, toccare, osservare, sfogliare, come in un libro di storia, non poteva mancare la piazza, evoluzione naturale dell’antica agorà, spazio pubblico per antonomasia, che è anche metafora dell’appartenenza a una collettività.
L’ultima sezione invita invece a interrogarsi su quale sia oggi l’identità italiana, partendo dalle produzioni e dai consumi culturali. A raccontare le vicende letterarie, artistiche, cinematografiche, musicali, televisive e sportive del paese sarà una grande installazione enciclopedica dedicata al ruolo delle religioni nella formazione dell’identità del belpaese.
Progettato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, M9 può contare su oltre 2500 metri quadrati di esposizione permanente, 1400 metri quadrati dedicati a esposizioni temporaneee dedicate a tematiche che spaziano dalla fotografia al design, dall’arte alla tecnologia, e su 4 grandi spazi dedicati agli eventi.
La narrazione scorre tra materiali digitali - 6mila foto, oltre 800 video e ancora manifesti, periodici, quotidiani - offerti da 150 archivi.
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