A Castel Sant’Angelo fino al 30 giugno
Cipro e l’Italia. Sulle rotte del Mediterraneo antico
Cipro e l’Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia. Foto Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi © Ministero della Cultura
Francesca Grego
03/03/2026
Roma - Al centro del Mediterraneo, oggi come nell’antichità. Mentre fa notizia il drone di probabile provenienza iraniana che avrebbe compito la base britannica di Akrotiri, a Cipro, nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 marzo, a Roma una mostra celebra le comuni radici culturali che legano l’isola al nostro Paese. In corso a Castel Sant’Angelo fino al prossimo 30 giugno, Cipro e l’Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia riunisce circa 120 reperti archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti, testimonianze di scambi e commerci che, fin dalle epoche più antiche, hanno contribuito a definire il Mediterraneo come spazio comune.
Inserita tra le iniziative legate alla Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea 2026, l’esposizione è stata inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, ed è frutto di un accordo di collaborazione tra i Ministeri della Cultura dei due Paesi. A cura di Anastasia Christophilopoulou, è stata realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote.

Cipro e l’Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia. Foto Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi © Ministero della Cultura
Greci, Fenici, Etruschi, Romani sono tra i popoli protagonisti dell’avventura narrata a Castel Sant’Angelo, che individua i suoi luoghi strategici nella Sicilia e nella Sardegna, a Cipro e sulle coste della Penisola italica. Temi come la vita quotidiana, l’arte, le pratiche funerarie, le tecnologie e i processi di osmosi culturale scandiscono l’itinerario di visita, disegnando le rotte di un mondo in movimento, fondato sulla circolazione di persone, oggetti e saperi. Tra i reperti più preziosi e significativi spiccano un pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona, a Cipro, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna, i pettini in avorio da Frattesina, in Veneto, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e un sigillo in steatite proveniente dalla Sicilia.
Dalla dea madre alla sepoltura, la vita degli antichi abitanti del Mare Nostrum si dipana nelle stanze di Castel Sant’Angelo, passando per i guerrieri e le loro armi, il fascino della scrittura, i gioielli che evocano sapienze plurimillenarie, i misteriosi idoli sacri, le imbarcazioni e l’ emozionante fatica del viaggiare. Particolare attenzione è riservata alla lavorazione dei metalli, con approfondimenti sulla metallurgia sarda e cipriota, e al ruolo cruciale di Greci e Fenici nei processi di scambio, mentre alcune installazioni multimediali invitano a esplorare in modo immediato le rotte del Mediterraneo antico, i suoi paesaggi e le reti di contatto che lo caratterizzarono, restituendo la dimensione dinamica di uno spazio condiviso.

Cipro e l’Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia. Foto Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi © Ministero della Cultura
Inserita tra le iniziative legate alla Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea 2026, l’esposizione è stata inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, ed è frutto di un accordo di collaborazione tra i Ministeri della Cultura dei due Paesi. A cura di Anastasia Christophilopoulou, è stata realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote.

Cipro e l’Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia. Foto Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi © Ministero della Cultura
Greci, Fenici, Etruschi, Romani sono tra i popoli protagonisti dell’avventura narrata a Castel Sant’Angelo, che individua i suoi luoghi strategici nella Sicilia e nella Sardegna, a Cipro e sulle coste della Penisola italica. Temi come la vita quotidiana, l’arte, le pratiche funerarie, le tecnologie e i processi di osmosi culturale scandiscono l’itinerario di visita, disegnando le rotte di un mondo in movimento, fondato sulla circolazione di persone, oggetti e saperi. Tra i reperti più preziosi e significativi spiccano un pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona, a Cipro, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna, i pettini in avorio da Frattesina, in Veneto, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e un sigillo in steatite proveniente dalla Sicilia.
Dalla dea madre alla sepoltura, la vita degli antichi abitanti del Mare Nostrum si dipana nelle stanze di Castel Sant’Angelo, passando per i guerrieri e le loro armi, il fascino della scrittura, i gioielli che evocano sapienze plurimillenarie, i misteriosi idoli sacri, le imbarcazioni e l’ emozionante fatica del viaggiare. Particolare attenzione è riservata alla lavorazione dei metalli, con approfondimenti sulla metallurgia sarda e cipriota, e al ruolo cruciale di Greci e Fenici nei processi di scambio, mentre alcune installazioni multimediali invitano a esplorare in modo immediato le rotte del Mediterraneo antico, i suoi paesaggi e le reti di contatto che lo caratterizzarono, restituendo la dimensione dinamica di uno spazio condiviso.

Cipro e l’Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia. Foto Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi © Ministero della Cultura
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