Dal 12 al 15 settembre, in occasione di Tocatì
A Verona l’arte entra in gioco
Antonio Donghi, Il Giocoliere, 1936, Olio su tela, 116 × 86,50 cm, UniCredit Art Collection | Foto © Sebastiano Pellion di Persano | © ANTONIO DONGHI, by SIAE 2024
Francesca Grego
21/08/2024
Verona - A Verona anche l’arte scende in campo: in occasione di Tocatì, il festival internazionale dei giochi di strada in programma dal 12 al 15 settembre, la città scaligera si prepara ad accogliere il pubblico con un intrigante percorso diffuso sul tema del gioco nell’arte. Dall’antico al contemporaneo, passando per la grande pittura del Novecento, Arte in gioco invita a visitare i musei veronesi per lasciarsi sorprendere da allestimenti e attività nel segno del divertimento.
Ambasciatore dell’iniziativa è il dipinto del Giocoliere di Antonio Donghi (1936), che dalle collezioni d’arte di UniCredit è già approdato al Museo di Castelvecchio: qui dialoga con preziose opere residenti, dall’iconico Ritratto di fanciullo con disegno infantile di Giovan Francesco Caroto alla scultura trecentesca che raffigura un sorridente Cangrande I della Scala.
“Nella pittura di Donghi, che amava rivisitare l’arte dei maestri antichi, verità e finzione si confondono dando vita al gioco di prestigio in punta di cappello del giocoliere, che tradisce un’allusione metaforica alla fragilità della condizione umana, sempre in bilico e costretta a sottostare alle regole del ‘gioco del destino’”, spiega la direttrice dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi: “Il dipinto novecentesco viene esposto in dialogo con opere del percorso del Museo di Castelvecchio, stimolando nuove interpretazioni del contesto in una dimensione evidentemente giocosa”.

Giovan Francesco Caroto, Ritratto di fanciullo con disegno infantile, 1520 circa, olio su tavola, cm 37x29, Verona, Museo di Castelvecchio
Al Museo Archeologico Nazionale scopriremo i giochi in voga nel mondo antico attraverso reperti di diverse epoche, per poi cimentarci in prima persona con giochi di migliaia di anni fa, mentre al Teatro Romano il dipinto Cavalli e Gladiatori di Giorgio De Chirico dialogherà con i mosaici circensi del sito. Il gioco a due inteso come metafora dell’amore sarà protagonista delle esposizioni al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, dove troveremo il dipinto Marte e Venere che giocano a scacchi del Padovanino, e presso la Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, con un quadro di area fiamminga in cui un uomo e una donna si sfidano a "tavola reale”, l’odierno backgammon. Anche qui i visitatori potranno diventare protagonisti, sfidandosi in uno dei giochi più antichi di cui siamo a conoscenza.
E se al Museo di Storia Naturale scopriremo l’importanza del gioco come mezzo di socializzazione e di apprendimento per gli animali, presso l’Università degli Studi di Verona e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti esploreremo le sue relazioni con l’arte contemporanea. Il Museo di Arte Africana presenterà poi giochi e giocattoli realizzati con materiali naturali e di recupero, tra cui un teatrino in legno kamishibai pronto ad animarsi con l’intervento dei visitatori. Visite guidate a tema, laboratori e attività renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente: a Palazzo Maffei, per esempio, partecipanti di ogni età avranno l’occasione di giocare con le antiche tecniche di stampa inseguendo la Grande Onda di Hokusai, mentre all’Università degli Studi di Verona si sperimenteranno in forma divertente i linguaggi dell’arte contemporanea e alla Fondazione E.ART.H. la carta come medium creativo sarà protagonista.
Ambasciatore dell’iniziativa è il dipinto del Giocoliere di Antonio Donghi (1936), che dalle collezioni d’arte di UniCredit è già approdato al Museo di Castelvecchio: qui dialoga con preziose opere residenti, dall’iconico Ritratto di fanciullo con disegno infantile di Giovan Francesco Caroto alla scultura trecentesca che raffigura un sorridente Cangrande I della Scala.
“Nella pittura di Donghi, che amava rivisitare l’arte dei maestri antichi, verità e finzione si confondono dando vita al gioco di prestigio in punta di cappello del giocoliere, che tradisce un’allusione metaforica alla fragilità della condizione umana, sempre in bilico e costretta a sottostare alle regole del ‘gioco del destino’”, spiega la direttrice dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi: “Il dipinto novecentesco viene esposto in dialogo con opere del percorso del Museo di Castelvecchio, stimolando nuove interpretazioni del contesto in una dimensione evidentemente giocosa”.

Giovan Francesco Caroto, Ritratto di fanciullo con disegno infantile, 1520 circa, olio su tavola, cm 37x29, Verona, Museo di Castelvecchio
Al Museo Archeologico Nazionale scopriremo i giochi in voga nel mondo antico attraverso reperti di diverse epoche, per poi cimentarci in prima persona con giochi di migliaia di anni fa, mentre al Teatro Romano il dipinto Cavalli e Gladiatori di Giorgio De Chirico dialogherà con i mosaici circensi del sito. Il gioco a due inteso come metafora dell’amore sarà protagonista delle esposizioni al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, dove troveremo il dipinto Marte e Venere che giocano a scacchi del Padovanino, e presso la Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, con un quadro di area fiamminga in cui un uomo e una donna si sfidano a "tavola reale”, l’odierno backgammon. Anche qui i visitatori potranno diventare protagonisti, sfidandosi in uno dei giochi più antichi di cui siamo a conoscenza.
E se al Museo di Storia Naturale scopriremo l’importanza del gioco come mezzo di socializzazione e di apprendimento per gli animali, presso l’Università degli Studi di Verona e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti esploreremo le sue relazioni con l’arte contemporanea. Il Museo di Arte Africana presenterà poi giochi e giocattoli realizzati con materiali naturali e di recupero, tra cui un teatrino in legno kamishibai pronto ad animarsi con l’intervento dei visitatori. Visite guidate a tema, laboratori e attività renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente: a Palazzo Maffei, per esempio, partecipanti di ogni età avranno l’occasione di giocare con le antiche tecniche di stampa inseguendo la Grande Onda di Hokusai, mentre all’Università degli Studi di Verona si sperimenteranno in forma divertente i linguaggi dell’arte contemporanea e alla Fondazione E.ART.H. la carta come medium creativo sarà protagonista.
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