Tornano a Vicenza le grandi mostre di architettura
David Chipperfield incontra Palladio
David Chipperfield, Museum Folkwang, Essen
Francesca Grego
30/04/2018
Vicenza - La grande architettura è pronta a brillare a Vicenza con una ricca retrospettiva dedicata a David Chipperfield. Un importante ritorno, non soltanto per la vocazione storica della città legata al nome di Andrea Palladio, ma anche per la più recente rassegna di mostre che dal 1985 ha portato proprio alla Basilica Palladiana protagonisti della progettazione contemporanea come Mario Botta, Renzo Piano, Tokyo Ito, Tadao Ando, Alvaro Siza, Alberto Campo Baeza, Kazuijo Sejima & Ryue Nishizawa.
Il 12 maggio David Chipperfield Architects Works 2018 inaugurerà il nuovo corso dell’iniziativa vicentina, dopo la lunga interruzione causata dal restauro dell’edificio iniziato nel 2007.
Quindici progetti recenti realizzati dagli studi Chipperfield di Londra, Berlino, Milano e Shanghai saranno presentati attraverso disegni, gigantografie, modelli e un sistema di proiezione di immagini sospeso nella volta del Salone Superiore della Basilica. Non solo un’esposizione, ma un percorso che guiderà il visitatore alla scoperta dell’intero processo di progettazione e creazione architettonica, mostrando il lavoro di un moderno studio di architettura impegnato in parallelo in sfide molto diverse, con risorse, culture e obiettivi decisamente variabili.
Dopo l’apertura dello studio milanese, l’impegno come curatore della Biennale di Venezia 2012 o come progettista del Mudec e l’incarico dello scorso autunno per la ristrutturazione delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia, l’archistar britannica rafforza ulteriormente il proprio legame con l’Italia, che per Chipperfield “rimane la casa spirituale dell’architettura, dove si può comprendere pienamente l’importanza degli edifici non come singoli spettacoli, bensì come manifestazione dei valori collettivi e scenari della vita quotidiana”.
Organizzata dal Comune di Vicenza e dall’associazione Abacoarchitettura, David Chipperfield Architects Works 2018 sarà visitabile alla Basilica Palladiana fino al 2 settembre.
Leggi anche:
• Vicenza - Mito e arte della seduzione alle Gallerie d'Italia
• Palladio protagonista di un documentario on the road - Intervista a Francesco Invernizzi
Il 12 maggio David Chipperfield Architects Works 2018 inaugurerà il nuovo corso dell’iniziativa vicentina, dopo la lunga interruzione causata dal restauro dell’edificio iniziato nel 2007.
Quindici progetti recenti realizzati dagli studi Chipperfield di Londra, Berlino, Milano e Shanghai saranno presentati attraverso disegni, gigantografie, modelli e un sistema di proiezione di immagini sospeso nella volta del Salone Superiore della Basilica. Non solo un’esposizione, ma un percorso che guiderà il visitatore alla scoperta dell’intero processo di progettazione e creazione architettonica, mostrando il lavoro di un moderno studio di architettura impegnato in parallelo in sfide molto diverse, con risorse, culture e obiettivi decisamente variabili.
Dopo l’apertura dello studio milanese, l’impegno come curatore della Biennale di Venezia 2012 o come progettista del Mudec e l’incarico dello scorso autunno per la ristrutturazione delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia, l’archistar britannica rafforza ulteriormente il proprio legame con l’Italia, che per Chipperfield “rimane la casa spirituale dell’architettura, dove si può comprendere pienamente l’importanza degli edifici non come singoli spettacoli, bensì come manifestazione dei valori collettivi e scenari della vita quotidiana”.
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