Silvia De Bei. Fiori

Silvia De Bei. Fiori, Villa Carlotta, Tremezzo (CO)
Dal 18 Aprile 2014 al 11 Maggio 2014
Tremezzo | Como
Luogo: Villa Carlotta
Indirizzo: via Regina 2
Curatori: Michele Caldarelli
Telefono per informazioni: +39 0344 40405
E-Mail info: segreteria@villacarlotta.it
Sito ufficiale: http://www.villacarlotta.it
Dal 18 aprile all’11 maggio Villa Carlotta, Museo e Giardino botanico sul Lago di Como, accoglie “Fiori”, rassegna artistica che propone una selezione di tele della pittrice milanese Silvia De Bei che fa del colore e dei temi botanici, indagati in chiave scientifica e poetica, i cardini della propria produzione.
I quadri saranno affiancati da volumi antichi di Copernico e Keplero provenienti dalla Meda Riquier Rare Books di Londra, da una selezione di fossili, cristalli, da citazioni di Leonardo Da Vinci, Platone, Keplero e Pacioli, per dare vita a una vera e propria Wunderkammer contemporanea, allestita nella nuova sala espositiva che Villa Carlotta, con questa iniziativa, apre per la prima volta al pubblico.
L’idea di proporre una “Camera delle Meraviglie” moderna rispecchia la complessità dell’indagine artistica della De Bei, dove l’interesse per la botanica e la natura è affrontato in un delicato equilibrio tra ricerca della razionalità e sperimentazione creativa, in una sorta di “stratificazione intellettuale”. Spiega infatti Michele Caldarelli, curatore della mostra: “Recuperando il senso della Wunderkammer come protomuseo che sperimenta nell’accumulazione dei più disparati materiali la possibilità di connotazione ed articolazione di un’idea centrale, ho voluto porre al centro dell’attenzione la ricerca della cifra armonica che sta alla base dello sviluppo naturale di tutti gli organismi viventi e delle leggi fisiche dell’universo. La mia è volutamente un’indicazione di percorso tra finito e infinito, reale ed immaginario.”
Le stesse caratteristiche che si ritrovano nelle opere di Silvia De Bei. Una carriera, la sua, fatta di studio delle proporzioni geometriche, ricerca cromatica e armonia della forme. Aldo Carpi e Achille Funi, i suoi maestri. Crippa, Dova, Alik Cavaliere, Francese, Ajmone, Peverelli, Kodra, Tiziana Fantini, Anna Sogno, Antonia Tomasini e Luigia Zanfretta, i compagni di crescita artistica. Un percorso di maturazione che si conclude negli anni Ottanta quando, una serie di personali e collettive ne confermano il successo e la sigla stilistica: ordine, congruenza delle forme ed equilibrio, unite al mai assopito interesse per il colore.
“I miei quadri sono quasi tutti strutturati secondo la Sezione Aurea "Divina Proporzione"– raccontava Silvia De Bei a Michele Caldarelli in un’intervista –. Un’Intuizione artistica imbrigliata in regole fisse, la mia, ma libera di agire con fantasia. Non forme essenziali astratte, ma un dato di natura inserito in uno schema severo”
In un tempo,il nostro, fatto di asimmetrie, contrapposizioni e continue antinomie, il rigore delle forme che trova ispirazione, nei quadri dell’artista, addirittura nella matematica di Fibonacci rende il lavoro della De Bei ancora più affascinante. È la “bellezza della matematica”, che si concretizza nei colori e nelle forme. Come non rimanerne stregati?
I quadri saranno affiancati da volumi antichi di Copernico e Keplero provenienti dalla Meda Riquier Rare Books di Londra, da una selezione di fossili, cristalli, da citazioni di Leonardo Da Vinci, Platone, Keplero e Pacioli, per dare vita a una vera e propria Wunderkammer contemporanea, allestita nella nuova sala espositiva che Villa Carlotta, con questa iniziativa, apre per la prima volta al pubblico.
L’idea di proporre una “Camera delle Meraviglie” moderna rispecchia la complessità dell’indagine artistica della De Bei, dove l’interesse per la botanica e la natura è affrontato in un delicato equilibrio tra ricerca della razionalità e sperimentazione creativa, in una sorta di “stratificazione intellettuale”. Spiega infatti Michele Caldarelli, curatore della mostra: “Recuperando il senso della Wunderkammer come protomuseo che sperimenta nell’accumulazione dei più disparati materiali la possibilità di connotazione ed articolazione di un’idea centrale, ho voluto porre al centro dell’attenzione la ricerca della cifra armonica che sta alla base dello sviluppo naturale di tutti gli organismi viventi e delle leggi fisiche dell’universo. La mia è volutamente un’indicazione di percorso tra finito e infinito, reale ed immaginario.”
Le stesse caratteristiche che si ritrovano nelle opere di Silvia De Bei. Una carriera, la sua, fatta di studio delle proporzioni geometriche, ricerca cromatica e armonia della forme. Aldo Carpi e Achille Funi, i suoi maestri. Crippa, Dova, Alik Cavaliere, Francese, Ajmone, Peverelli, Kodra, Tiziana Fantini, Anna Sogno, Antonia Tomasini e Luigia Zanfretta, i compagni di crescita artistica. Un percorso di maturazione che si conclude negli anni Ottanta quando, una serie di personali e collettive ne confermano il successo e la sigla stilistica: ordine, congruenza delle forme ed equilibrio, unite al mai assopito interesse per il colore.
“I miei quadri sono quasi tutti strutturati secondo la Sezione Aurea "Divina Proporzione"– raccontava Silvia De Bei a Michele Caldarelli in un’intervista –. Un’Intuizione artistica imbrigliata in regole fisse, la mia, ma libera di agire con fantasia. Non forme essenziali astratte, ma un dato di natura inserito in uno schema severo”
In un tempo,il nostro, fatto di asimmetrie, contrapposizioni e continue antinomie, il rigore delle forme che trova ispirazione, nei quadri dell’artista, addirittura nella matematica di Fibonacci rende il lavoro della De Bei ancora più affascinante. È la “bellezza della matematica”, che si concretizza nei colori e nelle forme. Come non rimanerne stregati?
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