KeziaT. EmoTVa
KeziaT. EmoTVa, Officine Culturali, Bitonto
Dal 14 Febbraio 2014 al 7 Marzo 2014
Bitonto | Bari | Visualizza tutte le mostre a Bari
Luogo: Officine Culturali
Indirizzo: largo Gramsci 7
Orari: da lunedi a venerdi 9-21
Curatori: Amalia Di Lanno
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 080 3743487
E-Mail info: info@officineculturali.it
Sito ufficiale: http://www.officineculturali.it
Nell’ambito del progetto culturale 10x10, dieci artisti per dieci mesi, riformulato in seconda edizione da Amalia Di Lanno, si inaugura venerdì 14 febbraio 2014 alle ore 20 nella sala espositiva del Laboratorio Urbano Officine Culturali di Bitonto la mostra EmoTVa dell’artista pugliese KeziaT.
Un viaggio in un altrove immaginario, un percorso introspettivo delirante e allucinato nell' emotività umana, affascinati e rapiti da memorie infantili entriamo in EmoTVa, progetto visionario di Kezia Terracciano, in arte Keziat.
Sempre attenta alla sperimentazione creativa e ai linguaggi del contemporaneo Keziat rivisita ed espone, in sintonia con lo spazio ospitante, un originale iter rappresentativo di un mondo immaginario, una simbolica e personale ricerca dell’interiorità che si sviluppa mediante l’interpretazione fantastica di mondi surreali che si incontrano e prendono forma in un universo mediatico. Espressioni eterogenee e combinazioni di un assurdo, siamo al confine di una amabile follia che incanta e induce l’occhio a guardare oltre, a ricordare il tempo del vissuto, l’ora dell’immaginazione come momento di salvezza che ci conduca al centro di una terra sconosciuta, verso noi stessi. Una chiave di lettura profonda quella che Keziat intende comunicare, osservare l’inquietudine rappresentata dal caos e, al contempo, essere continuamente osservati divenendo partecipi di una realtà alienata. Perduti e disorientati, nessuna identità, soltanto l’immaginazione come filo di Arianna che ci guidi in un labirinto infinito dove la poesia diviene musica per gli occhi. Non esiste la meta, è un dove invisibile in cui le fragilità vengono allo scoperto, e noi siamo all’interno di scatole virtuali dove il bene e il male rappresentano unicamente ciò che siamo; forme inquietanti, ironiche, all’apparenza incomprensibili. Disegni su carta, su tela, realizzati con la semplicità di una biro, video e installazioni che hanno come filo conduttore la presenza costante di osservatori mediatici, sono soltanto alcune delle modalità espressive attraverso cui Keziat snoda e rivela il suo ‘racconto magico’. EmoTVa è lo sguardo che penetra e scandaglia l’animo, l’occhio alla ricerca costante di un nascondiglio, di uno spazio tranquillo, un luogo in cui ci si riscopre e riconosce autentici. Comunicare l’emozione, trasmettere l’incomunicabile e riflettere sulla difficoltà di poterci affrancare quotidianamente da strutture sociali e tecnologiche che ci sovrastano impedendoci di viaggiare liberamente verso l’essenzialità, è questo il messaggio di Keziat.
EmoTVa non è che l’affascinante visione di un artista che gioca a scoprirsi e scoprire il mondo, un mondo che desideriamo sia diverso, che ci sorprenda, ci diverta e ci riporti felicemente in un tempo dell’infanzia, della semplicità, della emotività. Keziat desidera fortemente destare l’osservatore, renderlo consapevole del disordine e dell’aridità dilagante e, al contempo, proiettarlo in una visione poetica, infantile, totalmente irreale dove la razionalità lascia il posto all’inconscio e l’intimità si riappropria di una forma divenendo immagine di un autentico e meraviglioso spazio dell’essere.
Un viaggio in un altrove immaginario, un percorso introspettivo delirante e allucinato nell' emotività umana, affascinati e rapiti da memorie infantili entriamo in EmoTVa, progetto visionario di Kezia Terracciano, in arte Keziat.
Sempre attenta alla sperimentazione creativa e ai linguaggi del contemporaneo Keziat rivisita ed espone, in sintonia con lo spazio ospitante, un originale iter rappresentativo di un mondo immaginario, una simbolica e personale ricerca dell’interiorità che si sviluppa mediante l’interpretazione fantastica di mondi surreali che si incontrano e prendono forma in un universo mediatico. Espressioni eterogenee e combinazioni di un assurdo, siamo al confine di una amabile follia che incanta e induce l’occhio a guardare oltre, a ricordare il tempo del vissuto, l’ora dell’immaginazione come momento di salvezza che ci conduca al centro di una terra sconosciuta, verso noi stessi. Una chiave di lettura profonda quella che Keziat intende comunicare, osservare l’inquietudine rappresentata dal caos e, al contempo, essere continuamente osservati divenendo partecipi di una realtà alienata. Perduti e disorientati, nessuna identità, soltanto l’immaginazione come filo di Arianna che ci guidi in un labirinto infinito dove la poesia diviene musica per gli occhi. Non esiste la meta, è un dove invisibile in cui le fragilità vengono allo scoperto, e noi siamo all’interno di scatole virtuali dove il bene e il male rappresentano unicamente ciò che siamo; forme inquietanti, ironiche, all’apparenza incomprensibili. Disegni su carta, su tela, realizzati con la semplicità di una biro, video e installazioni che hanno come filo conduttore la presenza costante di osservatori mediatici, sono soltanto alcune delle modalità espressive attraverso cui Keziat snoda e rivela il suo ‘racconto magico’. EmoTVa è lo sguardo che penetra e scandaglia l’animo, l’occhio alla ricerca costante di un nascondiglio, di uno spazio tranquillo, un luogo in cui ci si riscopre e riconosce autentici. Comunicare l’emozione, trasmettere l’incomunicabile e riflettere sulla difficoltà di poterci affrancare quotidianamente da strutture sociali e tecnologiche che ci sovrastano impedendoci di viaggiare liberamente verso l’essenzialità, è questo il messaggio di Keziat.
EmoTVa non è che l’affascinante visione di un artista che gioca a scoprirsi e scoprire il mondo, un mondo che desideriamo sia diverso, che ci sorprenda, ci diverta e ci riporti felicemente in un tempo dell’infanzia, della semplicità, della emotività. Keziat desidera fortemente destare l’osservatore, renderlo consapevole del disordine e dell’aridità dilagante e, al contempo, proiettarlo in una visione poetica, infantile, totalmente irreale dove la razionalità lascia il posto all’inconscio e l’intimità si riappropria di una forma divenendo immagine di un autentico e meraviglioso spazio dell’essere.
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