Fil rouge. Da Magritte a Warhol, da De Chirico a Sissi
Fil rouge. Da Magritte a Warhol, da De Chirico a Sissi
Dal 13 October 2018 al 24 November 2018
Bologna
Luogo: Galleria d'Arte Maggiore G.A.M.
Indirizzo: via Massimo D'Azeglio 15
Telefono per informazioni: +39 051 235843
E-Mail info: info@maggioregam.com
Sito ufficiale: http://www.maggioregam.com
In attesa della prossima grande mostra celebrativa dei primi quarant'anni di attività della Galleria dedicata a Giorgio Morandi – artista che nulla riteneva più astratto della realtà stessa e nelle cui opere rivela l'intensità significativa della quotidianità attraverso una ricerca formale di equilibrio tra luci, colori e forme – la Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. presenta una selezione di opere appartenenti a correnti artistiche diverse, ma collegate conformemente tra di loro. Dalla metafisica delle opere di Giorgio de Chirico si passa al Surrealismo analizzato attraverso il distacco ermetico di René Magritte e il classicismo rinnovato delle opere di Paul Delvaux, le cui opere instaurano un magnifico dialogo con i suoi predecessori. Tra i padri del Surrealismo, Roberto Sebastian Matta si inserisce perfettamente in questo contesto e i suoi famosi inscapes guidano gradualmente verso nuovi sviluppi di stili e movimenti. Si arriva così alla pittura poetica di Joan Mirò, che mostra il proprio gioco artistico di forme e colori semplificati ma mai privi di partecipazione e contenuto. Un'importante spazio della mostra sarà dedicata al periodo informale, ben rappresentato dall'astrazione lirica di Georges Mathieu. Le sue tele si spogliano dei dogmi di cui precedentemente erano soggette per dare spazio a una poetica più libera, figlia dell'urgenza comunicativa del secondo dopoguerra. Imprescindibile il raffronto con Mattia Moreni, di cui la Galleria è anche sede d'Archivio, artista che ha vissuto a pieno diversi momenti di rilievo dello scorso secolo, rintracciabili nel suo percorso artistico ricco di punti di svolta. Leoncillo Leonardi, altro artista di cui la Galleria è sede dell'Archivio, è un passaggio obbligato per apprezzare l'Informale declinato attraverso la materia della creta, dove l'identità estetica dell'artista traspare attraverso la plasticità delle sue opere, nude, eppure rivestite di tensione. Saranno inoltre presenti opere dalla vibrante vitalità del tratto di Pablo Picasso, a cui si accosterà la figura di Antoni Clavè, i cui lavori vennero molto influenzati dal suo incontro con il pittore di Malaga. Il percorso prosegue con Arman e le sue note accumulazione, esempi perfetti del Nouveau Réalisme, per poi avvicinarsi alla Pop Art di Andy Warhol, sempre provocatoria e dall'estetica tagliente.
Questo viaggio si conclude attraversando i toni vivaci di Pablo Echaurren – le cui opere creano un cortocircuito tra cultura alta e bassa, tra i canoni dell'arte e la fumettistica – e gli alfabeti immaginari delle delicate opere su carta di Pirro Cuniberti fino alla continua e personale ricerca sul tema dell' “anatomia emotiva” di Sissi.
L'obiettivo dalla mostra è quello di armonizzare in una sinfonia di correnti e percezioni artistiche le diverse estetiche degli artisti, creando un labirinto ordinato, dove accostamenti inattesi danno origine a percorsi in qualche modo insiti nell'emotività ancestrale del pubblico.
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