Jonas Bendiksen. The place we live
© Magnum Photos | Jonas Bendiksen, Photolux. Festival internazionale di fotografia, Lucca
Dal 23 Novembre 2013 al 15 Dicembre 2013
Luogo: Real Collegio
Indirizzo: piazza del Collegio
Orari: da lunedì a venerdì0 15-19.30; sabato e domenica 10-19-30
Enti promotori:
- Città di Lucca
- Provincia di Lucca
- Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca
- Fondazione Banca del Monte di Lucca
- Camera di Commercio di Lucca
Costo del biglietto: biglietto Cumulativo € 18, Real Collegio € 10
Telefono per informazioni: +39 0583 5899224
E-Mail info: info@photoluxfestival.it
Sito ufficiale: http://www.photoluxfestival.it
Siamo ad un punto di svolta nella storia dell'umanità: la popolazione urbana del pianeta è sul punto di superare quella rurale. Quasi nello stesso momento, il numero delle persone che vivono nelle bidonville sta superando il miliardo, ovvero un terzo di tutti coloro che abitano nelle città.
Jonas Bendiksen attraverso questo progetto fotografico ha voluto creare un mezzo per far conoscere i problemi legati alla crescita esplosiva della popolazione e all'urbanizzazione della povertà, che costituisce la meta-storia alla base di molti dei problemi più urgenti del nostro tempo: il degrado ambientale, l'approvvigionamento idrico, le disuguaglianze in tutto il mondo, la diffusione di malattie e le molte guerre in corso. La percentuale crescente di abitanti delle baraccopoli sicuramente si rivelerà essere uno degli sviluppi geo-politici più cruciali del nostro secolo.
L'obiettivo è quello di comunicare visivamente che cosa siano questi luoghi, cosa significhino per le famiglie che ci vivono. Le baraccopoli urbane sono molto più che monoliti di povertà e di miseria - contengono un'ampia e sorprendente gamma di storie personali, prospettive ed esperienze.
Jonas Bendiksen è nato in Norvegia nel 1977. Ha cominciato la sua carriera a 19 anni come tirocinante negli uffici di Magnum a Londra, prima di trasferirsi in Russia per perseguire la propria carriera come fotogiornalista. Durante i sette anni trascorsi là, Bendiksen ha fotografato storie dalle perifierie dell' ex Unione Sovietica, un progetto che è stato pubblicato nel libro Satellites (2006).
Il suo lavoro si focalizza spesso sulle comunità isolate e sulle enclavi. Nel 2005, con un grant della Alicia Patterson Foundation, ha cominciato a lavorare su The Places We Live, un progetto sulla crescita delle slum in tutto il mondo, progetto che combina fotografia, video e registrazioni audio per creare installazioni tridimensionali.
Ha ricevuto numerosi premi tra i quali l'Infinity Award dall'International Center of Photography nel 2003.
Tra i suoi clienti il National Geographic, Geo, Newsweek, il Sunday Times Magazine, Independent on Sunday Review e il Rockfeller Foundation.
Jonas Bendiksen attraverso questo progetto fotografico ha voluto creare un mezzo per far conoscere i problemi legati alla crescita esplosiva della popolazione e all'urbanizzazione della povertà, che costituisce la meta-storia alla base di molti dei problemi più urgenti del nostro tempo: il degrado ambientale, l'approvvigionamento idrico, le disuguaglianze in tutto il mondo, la diffusione di malattie e le molte guerre in corso. La percentuale crescente di abitanti delle baraccopoli sicuramente si rivelerà essere uno degli sviluppi geo-politici più cruciali del nostro secolo.
L'obiettivo è quello di comunicare visivamente che cosa siano questi luoghi, cosa significhino per le famiglie che ci vivono. Le baraccopoli urbane sono molto più che monoliti di povertà e di miseria - contengono un'ampia e sorprendente gamma di storie personali, prospettive ed esperienze.
Jonas Bendiksen è nato in Norvegia nel 1977. Ha cominciato la sua carriera a 19 anni come tirocinante negli uffici di Magnum a Londra, prima di trasferirsi in Russia per perseguire la propria carriera come fotogiornalista. Durante i sette anni trascorsi là, Bendiksen ha fotografato storie dalle perifierie dell' ex Unione Sovietica, un progetto che è stato pubblicato nel libro Satellites (2006).
Il suo lavoro si focalizza spesso sulle comunità isolate e sulle enclavi. Nel 2005, con un grant della Alicia Patterson Foundation, ha cominciato a lavorare su The Places We Live, un progetto sulla crescita delle slum in tutto il mondo, progetto che combina fotografia, video e registrazioni audio per creare installazioni tridimensionali.
Ha ricevuto numerosi premi tra i quali l'Infinity Award dall'International Center of Photography nel 2003.
Tra i suoi clienti il National Geographic, Geo, Newsweek, il Sunday Times Magazine, Independent on Sunday Review e il Rockfeller Foundation.
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