Glitch. Interferenze tra arte e cinema in Italia
Dal 11 Ottobre 2014 al 6 Gennaio 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea
Indirizzo: via Palestro 14
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30; giovedì 9.30-22.30
Curatori: Davide Giannella
Enti promotori:
- Comune di Milano – Cultura
- PAC
- CIVITA
- AMACI
Costo del biglietto: intero € 8, ridotto € 6,50 / € 4
Telefono per informazioni: +39 02 88446359
E-Mail info: mostre@comune.milano.it
Sito ufficiale: http://www.pacmilano.it
Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, PAC e CIVITA, GLITCH inaugura in occasione della 10a Giornata del Contemporaneo indetta per sabato 11 ottobre 2014 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, di cui il Padiglione milanese è socio fondatore. Come da tradizione il PAC aprirà gratuitamente al pubblico dalle 18 alle 24.
“Il PAC sta accompagnando i suoi visitatori lungo un viaggio alla scoperta di una realtà che incide profondamente sul nostro quotidiano e sulla nostra emozione, contribuendo a formare la nostra sensibilità e, in fondo, la nostra cultura di uomini contemporanei – ha dichiaratol’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Dopo aver condotto i visitatori in un percorso affascinante che si snodava tra crimine e arte con The crime is almost perfect, ecco ora una mostra che ci introduce in un mondo immaginario situato all’esatta intersezione tra tecnologia e arte, grazie al linguaggio più attuale in assoluto: quello dell’immagine in movimento. Un ‘luogo’ tutto italiano dove Milano si trova perfettamente a suo agio, essendo la capitale della creatività italiana e, al tempo stesso, dell’industria e dell’innovazione tecnologica”.
Commissionata dal nuovo Comitato Scientifico del PAC - alla sua seconda mostra - e curata da Davide Giannella, GLITCH presenta una selezione di opere tra film, installazioni, fotografia e performance, realizzate da artisti italiani negli ultimi quindici anni, dal 2000 al 2015, con pochissime eccezioni che suggeriscono antecedenti e contrappunti.
Il titolo della mostra si rifà al linguaggio dell’elettronica e del digitale: il glitch è una distorsione, un’interferenza non prevista all’interno di una riproduzione audio o video, un’onda breve e improvvisa che dura un istante e poi si stabilizza. Un momento inatteso che può diventare rivelatore, come possono esserlo le opere in mostra: tracce di un territorio i cui confini sono in costante via di definizione, tesi e sfumati tra diversi sistemi critici, di produzione, distribuzione e fruizione. Dalle immagini sofisticate, dense ed evocative di Yuri Ancarani ai lavori partecipativi di Marinella Senatore; dalle icone hollywoodianedel Caligola di Francesco Vezzoli alla precarietà del quotidiano nel Totò Nudo di Diego Perrone; dalla compostezza radicale dei fratelli De Serio alle sperimentazioni del duo piacentino Invernomuto; dallo stravolgimento dei formati cinematografici nei Turbo Film del collettivo Alterazioni Video al contrasto tra archeologia e fiction documentato da Rä di Martino.
Filo conduttore è l’idea di storytelling, di rifrazione tra narrativa lineare e non lineare, verità e finzione, ma anche di ricerca attorno all’atto di guardare e di montare storie: elementi fondanti del cinema e trame dell’arte recente, ma soprattutto strumenti nella creazione di miti e immaginari attraverso differenti linguaggi.
Il passaggio definitivo al digitale ha portato allo snellimento degli strumenti e all'assottigliamento dei costi nella produzione e distribuzione di immagini in movimento. Quelle che sino a pochi anni fa erano, per qualità formale e costi, produzioni esclusive dell’industria cinematografica, sono oggi alla portata di un sempre più ampio numero di autori. L’episodio dell’ 11 Settembre 2001 ha decretato in maniera definitiva quanto la creazione e rielaborazione di immagini sia dominio di tutti e come i racconti, per quanto frammentati, siano generatori di immaginari prima ancora che testimonianze di realtà, rendendo il reale fittizio e materializzando finzioni.
A questo si è aggiunta nel 2003 la nascita di youtube.com: sempre più artisti visivi - anche in Italia - si sono avvicinati alla sperimentazione nell’ambito delle immagini in movimento, superando o discostandosi della videoarte per avvicinarsi al linguaggio più narrativo del cinema e all'immediatezza di internet. Il risultato è l’allargamento di quell’area di confine in continua evoluzione, l’interstizio tra territori attigui, ma ancora distinti, chiamato Art Cinema.
GLITCH si sviluppa su tre piani principali, tre aree che si muovono intorno all'idea di opera filmica.
Il primo livello, quello cinematografico, trasforma il PAC in un multisala con un programma di film d'artista proiettati in veri e propri mini-cinema realizzati ad hoc per la mostra. Le opere, raccolte in serie e per temi, avranno soprattutto carattere narrativo: produzioni di artisti che lavorano nella cornice dell’arte contemporanea o meta-film, appartenenti all’ampia categoria del cinema sperimentale.
Il secondo livello, quello delle installazioni, contiene opere che instaurano relazioni con il linguaggio e l’immaginario cinematografico e funzionano come declinazioni, traduzioni o presupposti dei lavori filmici.
Il terzo livello, quello performativo, proporrà performance come dispositivi dal vivo di immagini in movimento, presentando progetti che sfondano la dimensione dello schermo, oppure creano relazioni multimediali o ancora analizzano e sottolineano, reinterpretandoli, elementi specifici del cinema.
La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva annuale del PAC, e con il supporto di Vulcano.
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