Leonardo Pivi. Platonic Love
Leonardo Pivi, Anima mundi, dettaglio
Dal 7 Maggio 2014 al 26 Luglio 2014
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Gluck50
Indirizzo: via Gluck 50
Orari: martedì – venerdì, 10-13; 15-19; sabato su appuntamento
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 45484623
E-Mail info: info@gluck50.com
Sito ufficiale: http://www.gluck50.com/
A pochi metri dalla Stazione Centrale di Milano, in via Gluck, una delle strade simbolo della crescita del capoluogo lombardo negli anni settanta, sorge Gluck50, nata nel 2013 come residenza privata per artisti e spazio innovativo che accoglie, su invito, artisti italiani e internazionali, già affermati ed emergenti, che potranno esprimersi in assoluta libertà, al fine di creare progetti d’arte di alto livello.
Questa realtà si pone tra i principali obiettivi quello di promuovere, sostenere, documentare la crescita artistica contemporanea di talenti, condividendo e contemplando la realizzazione di progetti d’arte ambiziosi, originali e complessi.
Dopo Thiago Rocha Pitta e Yuki Kimura, dal 7 maggio al 26 luglio 2014, Gluck50 presenterà Platonic Love, la mostra personale di Leonardo Pivi (Cesena, 1965), pensata appositamente per lo spazio espositivo nel corso del progetto di residenza per artisti avviato nel 2013.
Per l’occasione l’artista esporrà una serie di opere in marmo scolpite da modelli in gesso, realizzate in scala 1:1, con l’obiettivo di richiamare i modelli formali della classicità, all’interno dei quali convivono tipologie bizzarre e personali che si animano mostrando una potente vitalità spaziale, su cui l’autore interviene, mettendo a frutto i suoi studi sulla luce con l’ambizione di aggiornare il concetto classico e neoclassico di bellezza del corpo umano nel terzo millennio.
Colti in atteggiamenti al limite dell’osceno e del provocatorio, i personaggi di Pivi evocano una varietà di modelli ispiratori come il bello ideale e divinizzante e la materialità carnale plasmata con religiosità che ascolta e guarda gli dei, senza per questo sottrarsi a riferimenti più contemporanei come bambole gonfiabili e Crash Test Dummies, dando nuova veste alla fredda natura della materia marmorea e riportando l’attenzione sul corpo umano e a valori ad esso associati come la monumentalità, il dinamismo, la torsione e il movimento.
Spaziando da tematiche che vanno da fatti di cronaca a altri considerati pilastri del tormento esistenziale, Pivi indaga nuovi possibili scenari poetici ed espressivi utilizzando l’arma della bellezza intesa ancora come riparatrice e consolatrice dell’animo.
Leonardo Pivi nato nel 1965 a Cesena (FC).
Vive tra Milano e Riccione. Si laurea nella materia di pittura presso l’Accademia Belle Arti di Bologna nel 1988.
Nei primi anni novanta comincia il suo percorso espositivo, realizzando le sue prime istallazioni scultoree di piccolissime dimensioni. Di questo primo periodo gli eventi più rilevanti da segnalare sono le due mostre personali, la prima “Anima mangia anima” nella sede storica della galleria Neon di Bologna (curata da Roberto Daolio), nel 1994 “Atto di preghiera” presso la galleria Analix di Ginevra (curata da Gianni Romano).
Tra le più recenti esposizioni personali nel 2004 “Corpo estraneo” galleria Astuni Bologna (curatori Luca Beatrice, Marco Senaldi); “Upload”, Torino, personale presso Marena rooms Gallery (curata da Guido Curto), 2013 “Terra bruciata” presso il Museo FAR, Fabbrica Arte Rimini (curatore Marco Senaldi).
Ha partecipato ad importanti mostre collettive nazionali ed internazionali di rilievo: “Giro d’Italia” galleria Sargentini (Roberto DaOlio), “Rentrè” (curata da Renato Barilli); “Vingt pieces fragiles”, Ginevra (Gianni Romano); “Il marmo e la celluloide” e “Cover teory”, (Marco Senaldi); “Figurazione e defigurazione” alla Galleria Civica di Bolzano (Letizia Ragaglia); nel 2003 alla Basilica palladiana di Vicenza: “generazionale” (curata da Beatrice Buscaroli), e alcune biennali tra cui nel 2007 la Biennale di Scultura a Carrara (Francesco Poli).
Questa realtà si pone tra i principali obiettivi quello di promuovere, sostenere, documentare la crescita artistica contemporanea di talenti, condividendo e contemplando la realizzazione di progetti d’arte ambiziosi, originali e complessi.
Dopo Thiago Rocha Pitta e Yuki Kimura, dal 7 maggio al 26 luglio 2014, Gluck50 presenterà Platonic Love, la mostra personale di Leonardo Pivi (Cesena, 1965), pensata appositamente per lo spazio espositivo nel corso del progetto di residenza per artisti avviato nel 2013.
Per l’occasione l’artista esporrà una serie di opere in marmo scolpite da modelli in gesso, realizzate in scala 1:1, con l’obiettivo di richiamare i modelli formali della classicità, all’interno dei quali convivono tipologie bizzarre e personali che si animano mostrando una potente vitalità spaziale, su cui l’autore interviene, mettendo a frutto i suoi studi sulla luce con l’ambizione di aggiornare il concetto classico e neoclassico di bellezza del corpo umano nel terzo millennio.
Colti in atteggiamenti al limite dell’osceno e del provocatorio, i personaggi di Pivi evocano una varietà di modelli ispiratori come il bello ideale e divinizzante e la materialità carnale plasmata con religiosità che ascolta e guarda gli dei, senza per questo sottrarsi a riferimenti più contemporanei come bambole gonfiabili e Crash Test Dummies, dando nuova veste alla fredda natura della materia marmorea e riportando l’attenzione sul corpo umano e a valori ad esso associati come la monumentalità, il dinamismo, la torsione e il movimento.
Spaziando da tematiche che vanno da fatti di cronaca a altri considerati pilastri del tormento esistenziale, Pivi indaga nuovi possibili scenari poetici ed espressivi utilizzando l’arma della bellezza intesa ancora come riparatrice e consolatrice dell’animo.
Leonardo Pivi nato nel 1965 a Cesena (FC).
Vive tra Milano e Riccione. Si laurea nella materia di pittura presso l’Accademia Belle Arti di Bologna nel 1988.
Nei primi anni novanta comincia il suo percorso espositivo, realizzando le sue prime istallazioni scultoree di piccolissime dimensioni. Di questo primo periodo gli eventi più rilevanti da segnalare sono le due mostre personali, la prima “Anima mangia anima” nella sede storica della galleria Neon di Bologna (curata da Roberto Daolio), nel 1994 “Atto di preghiera” presso la galleria Analix di Ginevra (curata da Gianni Romano).
Tra le più recenti esposizioni personali nel 2004 “Corpo estraneo” galleria Astuni Bologna (curatori Luca Beatrice, Marco Senaldi); “Upload”, Torino, personale presso Marena rooms Gallery (curata da Guido Curto), 2013 “Terra bruciata” presso il Museo FAR, Fabbrica Arte Rimini (curatore Marco Senaldi).
Ha partecipato ad importanti mostre collettive nazionali ed internazionali di rilievo: “Giro d’Italia” galleria Sargentini (Roberto DaOlio), “Rentrè” (curata da Renato Barilli); “Vingt pieces fragiles”, Ginevra (Gianni Romano); “Il marmo e la celluloide” e “Cover teory”, (Marco Senaldi); “Figurazione e defigurazione” alla Galleria Civica di Bolzano (Letizia Ragaglia); nel 2003 alla Basilica palladiana di Vicenza: “generazionale” (curata da Beatrice Buscaroli), e alcune biennali tra cui nel 2007 la Biennale di Scultura a Carrara (Francesco Poli).
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