Pablo Picasso. La Célestine
Pablo Picasso. La Célestine, Galleria Bellinzona, Milano
Dal 16 Gennaio 2014 al 8 Marzo 2014
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria Bellinzona
Indirizzo: via Alessandro Volta 10
Orari: da martedì a sabato 16-19.30; giovedì fino alle 21
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 6598631/ 0341 365488
E-Mail info: info@galleriabellinzona.it
Sito ufficiale: http://www.galleriabellinzona.com
Tra il 16 gennaio e l’8 marzo 2014, la Galleria Bellinzona espone la suite di incisioni eseguita da Pablo Picasso nel 1968 per illustrare “La Celestina” di Fernando de Rojas. La mostra si svolgerà parzialmente in contemporanea con la rappresentazione della “Celestina” in programma al Piccolo Teatro Strehler dal 30 gennaio al 1 marzo 2014.
La Celestina è una delle più importanti opere della letteratura spagnola e ne ha segnato la transizione dal Medioevo al Rinascimento. La prosa dei dialoghi è vivace, i personaggi ben delineati e la descrizione dei costumi della società spagnola al tempo dei re cattolici è sorprendente.
La trama è semplice: Calisto è appassionatamente innamorato di Melibea che lo respinge. Il suo servitore Sempronio gli suggerisce di comprare, pagando profumatamente, i favori di Celestina che, a quel punto, potrebbe adoperarsi per combinare l’incontro. Celestina è il personaggio più rilevante dell’opera, la sua corruzione non conosce confini, la cupidigia le fa inventare ogni sorta di stratagemmi e sotterfugi. Infatti riesce ad avvicinare Melibea, ragazza casta e strettamente sorvegliata, e a far nascere in lei l’amore per Calisto, in breve tempo riesce a far incontrare i due amanti, ma nel suo successo è scritta la sua condanna.
Quando Sempronio insieme ad un amico dice a Celestina che deve dividere il denaro della mazzetta incassata, lei rifiuta decisamente e loro la uccidono, crimine per il quale verranno impiccati. A questo punto Calisto, inseguito da quelli che conoscono il suo segreto, cade da una scala e muore.
Infine Melibea si getta da una torre della casa di suo padre, il quale resta miseramente solo a piangere la morte della figlia “perché mi hai lasciato triste e solo in questa valle di lacrime?” Quello che, di questa vicenda, interessava a Picasso erano gli incontri amorosi tra i due amanti che si svolgevano in presenza di Celestina. È utile rammentare che l’artista, nel 1903, aveva dipinto un ritratto realistico, persino crudele, del personaggio (Z.I, 183).
Le incisioni eseguite per La Célestine sono parte della famosa serie “347”. Tra il 16 marzo ed il 5 ottobre 1968 Picasso lavorò alla lastre quasi tutti i giorni, usando varie tecniche (a volte sulla stessa lastra). Era impaziente di vedere la stampa non appena tirata da Aldo e Piero Crommelynck che avevano installato il loro atelier a Mougins. Per illustrare La Célestine Picasso usò soprattutto il procedimento dell’acquatinta.
Per questo libro, il cui testo è in francese*, sono state scelte 66 incisioni, di piccolo formato, datate dall’11 aprile al 18 agosto. Le incisioni rappresentano i due amanti clandestini spesso in compagnia dell’intermediaria, dipinta come una vecchia: fa la sua prima apparizione il 14 maggio in immagini erotiche con lei che guarda e in scene di rapimenti notturni.
Picasso non voleva che si stampasse il testo sul retro delle pagine con l’incisione, per questa ragione il libro è composto in modo particolare: pagine doppie non tagliate con un’incisione ed una pagina con il testo si alternano a pagine singole con due pagine di testo.
Durante la stampa delle incisioni Picasso ebbe l’idea di fare una stampa di tutte le 66 lastre su un solo foglio.
La Celestina è una delle più importanti opere della letteratura spagnola e ne ha segnato la transizione dal Medioevo al Rinascimento. La prosa dei dialoghi è vivace, i personaggi ben delineati e la descrizione dei costumi della società spagnola al tempo dei re cattolici è sorprendente.
La trama è semplice: Calisto è appassionatamente innamorato di Melibea che lo respinge. Il suo servitore Sempronio gli suggerisce di comprare, pagando profumatamente, i favori di Celestina che, a quel punto, potrebbe adoperarsi per combinare l’incontro. Celestina è il personaggio più rilevante dell’opera, la sua corruzione non conosce confini, la cupidigia le fa inventare ogni sorta di stratagemmi e sotterfugi. Infatti riesce ad avvicinare Melibea, ragazza casta e strettamente sorvegliata, e a far nascere in lei l’amore per Calisto, in breve tempo riesce a far incontrare i due amanti, ma nel suo successo è scritta la sua condanna.
Quando Sempronio insieme ad un amico dice a Celestina che deve dividere il denaro della mazzetta incassata, lei rifiuta decisamente e loro la uccidono, crimine per il quale verranno impiccati. A questo punto Calisto, inseguito da quelli che conoscono il suo segreto, cade da una scala e muore.
Infine Melibea si getta da una torre della casa di suo padre, il quale resta miseramente solo a piangere la morte della figlia “perché mi hai lasciato triste e solo in questa valle di lacrime?” Quello che, di questa vicenda, interessava a Picasso erano gli incontri amorosi tra i due amanti che si svolgevano in presenza di Celestina. È utile rammentare che l’artista, nel 1903, aveva dipinto un ritratto realistico, persino crudele, del personaggio (Z.I, 183).
Le incisioni eseguite per La Célestine sono parte della famosa serie “347”. Tra il 16 marzo ed il 5 ottobre 1968 Picasso lavorò alla lastre quasi tutti i giorni, usando varie tecniche (a volte sulla stessa lastra). Era impaziente di vedere la stampa non appena tirata da Aldo e Piero Crommelynck che avevano installato il loro atelier a Mougins. Per illustrare La Célestine Picasso usò soprattutto il procedimento dell’acquatinta.
Per questo libro, il cui testo è in francese*, sono state scelte 66 incisioni, di piccolo formato, datate dall’11 aprile al 18 agosto. Le incisioni rappresentano i due amanti clandestini spesso in compagnia dell’intermediaria, dipinta come una vecchia: fa la sua prima apparizione il 14 maggio in immagini erotiche con lei che guarda e in scene di rapimenti notturni.
Picasso non voleva che si stampasse il testo sul retro delle pagine con l’incisione, per questa ragione il libro è composto in modo particolare: pagine doppie non tagliate con un’incisione ed una pagina con il testo si alternano a pagine singole con due pagine di testo.
Durante la stampa delle incisioni Picasso ebbe l’idea di fare una stampa di tutte le 66 lastre su un solo foglio.
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