Il Bello o il Vero: la scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento
Rocco Milanese, Sogna
Dal 30 October 2014 al 31 May 2015
Napoli
Luogo: Complesso di San Domenico Maggiore
Indirizzo: vico San Domenico Maggiore 18
Orari: 10-18
Curatori: Isabella Valente
Enti promotori:
- Comune di Napoli
- Università degli Studi di Napoli Federico II
- Regione Campania
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 081 5629085
E-Mail info: ilbellooilvero@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.ilbellooilvero.it/
Si inaugura il 30 ottobre 2014, nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, “Il Bello o il Vero. La Scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento”, la mostra curata per conto del Forum Universale delle Culture di Napoli e della Campania daIsabella Valente e che coniuga arte e nuove tecnologie, con 250 opere provenienti da musei, gallerie e collezioni private di tutta Italia. La mostra si caratterizza per un percorso espositivo unico, non solo per le dimensioni e per la capacità di valorizzazione del territorio campano, ma anche per la novità delle installazioni tecnologiche che lo caratterizzano, alla base di un originale modello esperienziale. Si tratta di una delle linee di ricerca sulle quali Databenc – Distretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali – sta operando sin dalla sua costituzione e rientra nell’ambito dei progetti CHIS (Cultural Heritage Information System), SNECS (Social Network delle Entità dei Centri Storici), OPS (Opera parlanti Show) e Muse@Home.
La rassegna approfondisce con un taglio fortemente innovativo un periodo dell’arte napoletana ancora poco studiato e tuttavia fondamentale, offrendo un contributo visivo e documentario sulla situazione della scultura partenopea tra il XIX e il XX secolo di straordinario valore e di grande rilevanza scientifica e culturale.
“Il Bello o il Vero nasce dall’ esigenza critica di riportare alla luce quel paesaggio artistico che andò formandosi tra secondo Ottocento e primo Novecento - spiega Isabella Valente - le cui tracce sono rimaste sepolte troppo a lungo, a margine della storiografia e tralasciate dalle occasioni espositive. Vogliamo riportare all’attenzione della critica specializzata e del pubblico una storia ancora da scoprire, mettendo in primo piano la qualità della ricerca, coniugando progresso scientifico, divulgazione della conoscenza e godimento estetico”.
Con l’ausilio di supporti tecnici specifici, sviluppati da Databenc e pensati per stimolare la curiosità e la conoscenza critica, il visitatore può muoversi attraverso un itinerario fruitivo dinamico, viaggiare nel tempo e nello spazio, tra i capolavori dei più importanti artisti fin de siècle (da Vincenzo Gemito ad Achille d’Orsi, da Giovan Battista Amendola a Raffaele Belliazzi, da Francesco e Vincenzo Jerace a Costantino Barbella, da Filippo Cifariello a Giuseppe Renda) e ricostruzioni in 3D.
A ogni opera in esposizione è dedicata una “carta d’identità” multi-lingua, in grado di raccogliere descrizioni, dati e file multimediali, archiviati all’interno di un database strutturato. In questo modo è possibile dialogare con le opere e interagire attivamente con le informazioni e i contenuti, attraverso applicazioni per smartphone o tablet e ricostruzioni virtuali su schermi ad alta definizione, ma anche condividere opinioni e esperienze con altri fruitori, sviluppando una nuova rete assimilabile ai social-networking.
Il pubblico può così decidere se lasciarsi guidare lungo tappe definite, avvalendosi di specifici supporti didattici e tecnologici, oppure assecondare le proprie inclinazioni, percorrendo in libertà gli ambienti del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore in cui sono allestite le 9 sezioni della mostra, dedicate ad altrettanti ambiti tematici: dagli spazi pubblici della scultura otto-novecentesca fino alle innovative lezioni dei maestri del realismo e del simbolismo.
L’evento è organizzato da Databenc e dal Forum Universale delle Culture con il patrocinio dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Campania e del Comune di Napoli e con il contributo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, della Soprintendenza Speciale per il patrimonio artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e del Museo Civico di Castel Nuovo.
La rassegna approfondisce con un taglio fortemente innovativo un periodo dell’arte napoletana ancora poco studiato e tuttavia fondamentale, offrendo un contributo visivo e documentario sulla situazione della scultura partenopea tra il XIX e il XX secolo di straordinario valore e di grande rilevanza scientifica e culturale.
“Il Bello o il Vero nasce dall’ esigenza critica di riportare alla luce quel paesaggio artistico che andò formandosi tra secondo Ottocento e primo Novecento - spiega Isabella Valente - le cui tracce sono rimaste sepolte troppo a lungo, a margine della storiografia e tralasciate dalle occasioni espositive. Vogliamo riportare all’attenzione della critica specializzata e del pubblico una storia ancora da scoprire, mettendo in primo piano la qualità della ricerca, coniugando progresso scientifico, divulgazione della conoscenza e godimento estetico”.
Con l’ausilio di supporti tecnici specifici, sviluppati da Databenc e pensati per stimolare la curiosità e la conoscenza critica, il visitatore può muoversi attraverso un itinerario fruitivo dinamico, viaggiare nel tempo e nello spazio, tra i capolavori dei più importanti artisti fin de siècle (da Vincenzo Gemito ad Achille d’Orsi, da Giovan Battista Amendola a Raffaele Belliazzi, da Francesco e Vincenzo Jerace a Costantino Barbella, da Filippo Cifariello a Giuseppe Renda) e ricostruzioni in 3D.
A ogni opera in esposizione è dedicata una “carta d’identità” multi-lingua, in grado di raccogliere descrizioni, dati e file multimediali, archiviati all’interno di un database strutturato. In questo modo è possibile dialogare con le opere e interagire attivamente con le informazioni e i contenuti, attraverso applicazioni per smartphone o tablet e ricostruzioni virtuali su schermi ad alta definizione, ma anche condividere opinioni e esperienze con altri fruitori, sviluppando una nuova rete assimilabile ai social-networking.
Il pubblico può così decidere se lasciarsi guidare lungo tappe definite, avvalendosi di specifici supporti didattici e tecnologici, oppure assecondare le proprie inclinazioni, percorrendo in libertà gli ambienti del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore in cui sono allestite le 9 sezioni della mostra, dedicate ad altrettanti ambiti tematici: dagli spazi pubblici della scultura otto-novecentesca fino alle innovative lezioni dei maestri del realismo e del simbolismo.
L’evento è organizzato da Databenc e dal Forum Universale delle Culture con il patrocinio dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Campania e del Comune di Napoli e con il contributo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, della Soprintendenza Speciale per il patrimonio artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e del Museo Civico di Castel Nuovo.
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