Antonia Di Giulio. Appunti di Pittura
Antonia Di Giulio. Appunti di Pittura
Dal 4 Ottobre 2015 al 1 Novembre 2015
Luogo: Museo Pietro Canonica
Indirizzo: viale Pietro Canonica (Piazza di Siena) 2
Orari: da martedì a domenica 10-16
Enti promotori:
- Roma Capitale Assessorato alla Cultura e allo Sport - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 060608
E-Mail info: info@museocanonica.it
Sito ufficiale: http://www.museocanonica.it
L'atmosfera proposta da Antonia Di Giulio con la sua mostra Appunti di pittura, si dissemina nelle sette sale del museo, nell'atelier e nelle stanze private dell'artista, per disegnare, mediante cortocircuiti costruttivi e seducenti ponti immaginifici, un appuntamento sovratemporale che, se da una parte non rinuncia al temperamento astratto e pungente della pittura, dall'altra crea sottili stati d'animo, muti rimandi alle atmosfere plastiche che abitano la casa-museo dello scultore piemontese.
Un'opera intitolata 1° marzo 1869, accanto ad altre cinque di grandi dimensioni (14 ottobre 1917, 23 settembre 1924, 9 aprile 1958, 18 novembre 1958 e 6 gennaio 1964 – le cui date sono volutamente ignote, private, affettive), è il primo omaggio immediato al padrone di casa, il primo atto dialogico con una collezione totale fatta di bronzi, di marmi, di bozzetti, di modelli originali, di studi, di repliche che mostrano l'itinerario intellettuale di un maestro indiscusso della scultura italiana. Alla committenza del monumento pubblico e alla galleria di ritratti che sfilano nei vari ambienti del museo, Di Giulio compara, seguendo un procedimento analitico, un progetto privato che indica un tragitto confidenziale per invitare il pubblico a riflettere sul permanente e sul temporaneo, sul luminoso percorso scultoreo di Canonica, appunto, e sulle proprie irrinunciabili proairesi pittoriche che popolano trasversalmente gli ambienti museali.
Con una geometria pungente che ridefinisce lo spazio della tela per dar vita a figure compatte la cui paralisi viene messa in discussione dalla stesura scomposta e nervosa del colore, le cinque grandi opere proposte da Antonia Di Giulio nelle sale espositive del museo tagliano volutamente la quiete del luogo con lo scopo di plasmare un urto estetico il cui riflesso invita a guardare due modelli che, da angolazioni differenti, ritraggono una metà dell'arte (il transitorio, il fuggitivo, il contingente) di cui l'altra metà è l'eterno e l'immutabile (Baudelaire).
Accanto ai cinque grandi lavori che dialogano con la maestosità della scultura e con un tessuto visivo che impone una forza espressiva realistica alquanto articolata, Di Giulio propone inoltre una serie di piccole ma preziose tele Senza titolo (appunti) – 13 precisamente – che, come intervalli visivi appartati, trovano la loro collocazione tra il primo e il secondo piano del museo per trasportare il fruitore al di là delle apparenze e delle immediatezze, verso tracce emozionali che coincidono con la scoperta della pittura, dello spazio, dei luoghi, della memoria, degli arredi.
Nei suoi Appunti di pittura proposti al Museo Pietro Canonica, Antonia Di Giulio gioca ancora una volta «in una doppia dimensione tra ridondanza ed essenzialità, tra senso del gioco e disciplina, tra rigore ed autoironia» (Achille Bonito Oliva) per raccontare, dunque, e con un modus operandi volutamente estraniante e apparentemente spiazzante, la storia di un incontro impossibile, la magia di un dialogo creativo che non sa più qual mano si fece spola ad intrecciarne i fili (Antonello Tolve).
Un'opera intitolata 1° marzo 1869, accanto ad altre cinque di grandi dimensioni (14 ottobre 1917, 23 settembre 1924, 9 aprile 1958, 18 novembre 1958 e 6 gennaio 1964 – le cui date sono volutamente ignote, private, affettive), è il primo omaggio immediato al padrone di casa, il primo atto dialogico con una collezione totale fatta di bronzi, di marmi, di bozzetti, di modelli originali, di studi, di repliche che mostrano l'itinerario intellettuale di un maestro indiscusso della scultura italiana. Alla committenza del monumento pubblico e alla galleria di ritratti che sfilano nei vari ambienti del museo, Di Giulio compara, seguendo un procedimento analitico, un progetto privato che indica un tragitto confidenziale per invitare il pubblico a riflettere sul permanente e sul temporaneo, sul luminoso percorso scultoreo di Canonica, appunto, e sulle proprie irrinunciabili proairesi pittoriche che popolano trasversalmente gli ambienti museali.
Con una geometria pungente che ridefinisce lo spazio della tela per dar vita a figure compatte la cui paralisi viene messa in discussione dalla stesura scomposta e nervosa del colore, le cinque grandi opere proposte da Antonia Di Giulio nelle sale espositive del museo tagliano volutamente la quiete del luogo con lo scopo di plasmare un urto estetico il cui riflesso invita a guardare due modelli che, da angolazioni differenti, ritraggono una metà dell'arte (il transitorio, il fuggitivo, il contingente) di cui l'altra metà è l'eterno e l'immutabile (Baudelaire).
Accanto ai cinque grandi lavori che dialogano con la maestosità della scultura e con un tessuto visivo che impone una forza espressiva realistica alquanto articolata, Di Giulio propone inoltre una serie di piccole ma preziose tele Senza titolo (appunti) – 13 precisamente – che, come intervalli visivi appartati, trovano la loro collocazione tra il primo e il secondo piano del museo per trasportare il fruitore al di là delle apparenze e delle immediatezze, verso tracce emozionali che coincidono con la scoperta della pittura, dello spazio, dei luoghi, della memoria, degli arredi.
Nei suoi Appunti di pittura proposti al Museo Pietro Canonica, Antonia Di Giulio gioca ancora una volta «in una doppia dimensione tra ridondanza ed essenzialità, tra senso del gioco e disciplina, tra rigore ed autoironia» (Achille Bonito Oliva) per raccontare, dunque, e con un modus operandi volutamente estraniante e apparentemente spiazzante, la storia di un incontro impossibile, la magia di un dialogo creativo che non sa più qual mano si fece spola ad intrecciarne i fili (Antonello Tolve).
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A ROMA
-
Dal 13 Aprile 2022 al 30 Aprile 2032
Musei Capitolini
I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini
-
Dal 6 Aprile 2023 al 31 Dicembre 2030
Casa di Giacomo Balla
Casa Balla
Visualizza tutte le mostre a Roma
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 9 Giugno 2026 al 13 Dicembre 2026
Roma | Musei Capitolini
Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo
-
Dal 29 Maggio 2026 al 27 Settembre 2026
Como | Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica di Como
TURNER. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano
-
Dal 29 Maggio 2026 al 4 Ottobre 2026
Roma | Museo dell'Ara Pacis
Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza
-
Dal 30 Maggio 2026 al 15 Settembre 2026
Torino | Galleria Sabauda
La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo
-
Dal 16 Aprile 2026 al 6 Settembre 2026
Zurigo | Museo Rietberg
Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea
-
Dal 28 Maggio 2026 al 30 Agosto 2026
Venaria Reale | Reggia di Venaria
ROBINO. Eredità visive di tre generazioni