Marco Tamburro. Caravaggio Forever
Marco Tamburro, Molto comune!, 2025-2026. Tecnica mista su tela, 150x150 cm. Da Caravaggio, Narciso, 1597- 1599 ca. Collezione privata
Dal 16 Luglio 2026 al 23 Agosto 2026
Luogo: Palazzo Bonaparte
Indirizzo: Piazza Venezia 5
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 87 15 111
E-Mail info: info@arthemisia.it
Sito ufficiale: http://www.mostrepalazzobonaparte.it
Palazzo Bonaparte presenta “Caravaggio Forever”, la prima mostra di Marco Tamburro dedicata al ciclo di opere ispirate a Caravaggio.
Oltre quaranta lavori dell’artista, un percorso immersivo e una selezione di documenti dedicati a Michelangelo Merisi da Caravaggio danno vita a una mostra che mette in dialogo la pittura contemporanea con uno dei più grandi rivoluzionari della storia dell'arte.
Curata da Giulia Silvia Ghia, la mostra parte da una domanda semplice: che cosa significa oggi guardare il mondo con lo stesso coraggio con cui Caravaggio cambiò la pittura oltre quattro secoli fa
La risposta di Marco Tamburro non passa dalla citazione o dall'imitazione. Le sue opere non riprendono i dipinti del maestro, ma ne condividono lo sguardo: diretto, intenso, capace di raccontare la realtà senza idealizzarla, restituendone le tensioni, la fragilità e l’umanità.
Come Caravaggio trasformò uomini e donne del suo tempo nei protagonisti della pittura, così Tamburro racconta l'uomo contemporaneo. Le sue tele parlano di città, periferie, inquietudini, relazioni, fragilità e speranze. Un linguaggio essenziale e potente che, attraverso forti contrasti, luci, ombre e una grande forza narrativa, invita a osservare il presente con occhi nuovi.
Più che un confronto tra due artisti separati da quattro secoli, la mostra propone un dialogo tra due modi di osservare il mondo, accomunati dalla necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.
Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso. È la città in cui Caravaggio rivoluzionò la storia della pittura ed è la città in cui Marco Tamburro vive e sviluppa la propria ricerca artistica. Qui passato e presente si incontrano, dimostrando come l'arte continui a parlare a ogni generazione.
Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso oltre quaranta opere che costruiscono un’esperienza narrativa e immersiva. L’esposizione è accompagnata da un documentario di Giovanni Storaro, dedicato alla figura e al percorso artistico di Marco Tamburro. Inoltre, ad arricchire il racconto, una selezione di documenti dedicati alla vita di Caravaggio e alle committenze che ne hanno accompagnato l’attività artistica che raccontano non solo la vicenda umana del Merisi, ma anche il sistema di relazioni, committenze e mecenatismo che ne rese possibili la rivoluzione artistica. Un focus che offre al visitatore una chiave di lettura storica capace di completare e approfondire il dialogo tra il maestro del Seicento e la ricerca contemporanea di Marco Tamburro.
Pittura e storia si intrecciano così in un'esperienza che supera la tradizionale visita museale e invita il pubblico a riflettere sul potere dell'arte di attraversare il tempo.
In Caravaggio Forever, Caravaggio non è un modello da copiare, ma una presenza viva. Un artista che, a oltre quattro secoli di distanza, continua a dialogare con il presente attraverso lo sguardo di Marco Tamburro.
Arthemisia, che ha prodotto la mostra, prosegue nel solco avviato ormai da qualche anno di scoperta e indagine sugli artisti contemporanei, alternando la grande arte classica e moderna a quella più attuale, consentendo al pubblico di Palazzo Bonaparte di confrontarsi anche con le sensibilità più forti del nostro tempo.
Con il patrocinio del Ministero per gli Affari esteri ed europei di Malta, dell’Ambasciata di Malta in Italia e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, con il contributo di SIAE – Società italiana degli Autori ed Editori, con la partecipazione del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, Archivio di Stato di Roma, Fondazione Banco di Napoli e GAMM – Museo delle Opere Interattive di Roma ed è a cura di Giulia Silvia Ghia con la direzione artistica di Marco Tamburro.
Main partner dell’esposizione èla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
La mostra vede come sponsor Engel & Völkers e media partner Urban Vision.
Il catalogo è edito da Moebius.
Marco Tamburro (Perugia, 1974) vive e lavora a Roma. Dopo il diploma in Architettura e Arredamento presso l’Istituto d’Arte di Perugia, prosegue la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca pone al centro la condizione umana, le trasformazioni della società contemporanea e il rapporto tra individuo e ambiente urbano, sviluppando un linguaggio pittorico riconoscibile per intensità espressiva e forza narrativa.
Nel 2019 fonda a Roma Factory Studio 8, spazio dedicato alla produzione artistica e allo scambio internazionale.
Le sue opere sono state presentate in importanti musei e istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Museo Civico di Palazzo della Penna di Perugia, Palazzo Medici Riccardi di Firenze, il MAXXI e il MACRO di Roma, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, Castel dell’Ovo di Napoli, la Biennale di Venezia, la Black Square Gallery di Miami e la Galerie an der Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera.
Prima sezione – Il desiderio e la caduta
La mostra si apre con una riflessione sul desiderio, sulla fragilità e sulla perdita dell'innocenza. Attraverso il confronto con alcune opere giovanili di Caravaggio (in mostra riprodotte con delle miniature), Marco Tamburro indaga le tensioni dell'esistenza contemporanea, trasformando il corpo, il piacere e la vulnerabilità in metafore del nostro tempo.
Seconda sezione – Roma tra visione e rumore
Roma diventa il grande teatro del confronto tra Caravaggio e Tamburro: una città sacra e profana, dove storia, potere, violenza e cultura pop convivono in un paesaggio visivo complesso. Il dialogo tra le opere attraversa il tema della rappresentazione e del rapporto tra immagine e realtà.
Terza sezione – La fede nella strada
Le grandi opere caravaggesche dedicate alla spiritualità e al martirio vengono riportate nella contemporaneità urbana. Tra traffico, denaro, gioco d'azzardo e marginalità, Tamburro riflette sul significato della fede, della responsabilità e della ricerca di senso nella società contemporanea.
Quarta sezione – Il tempo della frattura
Questa sezione segna un momento di passaggio e di crisi. Attraverso il tema della ferita, della colpa e della memoria, il dialogo con Caravaggio si trasforma in una riflessione sul tempo contemporaneo, sul ruolo dei media e sul modo in cui oggi osserviamo e interpretiamo la realtà.
Quinta sezione – Dentro la città degli umani
Ispirandosi al periodo napoletano di Caravaggio, Tamburro affronta i temi della misericordia, della violenza e della responsabilità collettiva. La città contemporanea diventa il luogo in cui si intrecciano solitudine, potere, fragilità e speranza, in un continuo confronto tra sacro e quotidiano.
Sesta sezione – Caravaggio nell'immaginario collettivo
L'ultima sezione indaga la trasformazione di Caravaggio in icona culturale universale. Non più soltanto artista, ma figura entrata nell'immaginario collettivo, capace ancora oggi di interrogare il presente attraverso temi come il potere, la violenza, il denaro, la fede e la responsabilità dello sguardo.
Oltre quaranta lavori dell’artista, un percorso immersivo e una selezione di documenti dedicati a Michelangelo Merisi da Caravaggio danno vita a una mostra che mette in dialogo la pittura contemporanea con uno dei più grandi rivoluzionari della storia dell'arte.
Curata da Giulia Silvia Ghia, la mostra parte da una domanda semplice: che cosa significa oggi guardare il mondo con lo stesso coraggio con cui Caravaggio cambiò la pittura oltre quattro secoli fa
La risposta di Marco Tamburro non passa dalla citazione o dall'imitazione. Le sue opere non riprendono i dipinti del maestro, ma ne condividono lo sguardo: diretto, intenso, capace di raccontare la realtà senza idealizzarla, restituendone le tensioni, la fragilità e l’umanità.
Come Caravaggio trasformò uomini e donne del suo tempo nei protagonisti della pittura, così Tamburro racconta l'uomo contemporaneo. Le sue tele parlano di città, periferie, inquietudini, relazioni, fragilità e speranze. Un linguaggio essenziale e potente che, attraverso forti contrasti, luci, ombre e una grande forza narrativa, invita a osservare il presente con occhi nuovi.
Più che un confronto tra due artisti separati da quattro secoli, la mostra propone un dialogo tra due modi di osservare il mondo, accomunati dalla necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.
Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso. È la città in cui Caravaggio rivoluzionò la storia della pittura ed è la città in cui Marco Tamburro vive e sviluppa la propria ricerca artistica. Qui passato e presente si incontrano, dimostrando come l'arte continui a parlare a ogni generazione.
Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso oltre quaranta opere che costruiscono un’esperienza narrativa e immersiva. L’esposizione è accompagnata da un documentario di Giovanni Storaro, dedicato alla figura e al percorso artistico di Marco Tamburro. Inoltre, ad arricchire il racconto, una selezione di documenti dedicati alla vita di Caravaggio e alle committenze che ne hanno accompagnato l’attività artistica che raccontano non solo la vicenda umana del Merisi, ma anche il sistema di relazioni, committenze e mecenatismo che ne rese possibili la rivoluzione artistica. Un focus che offre al visitatore una chiave di lettura storica capace di completare e approfondire il dialogo tra il maestro del Seicento e la ricerca contemporanea di Marco Tamburro.
Pittura e storia si intrecciano così in un'esperienza che supera la tradizionale visita museale e invita il pubblico a riflettere sul potere dell'arte di attraversare il tempo.
In Caravaggio Forever, Caravaggio non è un modello da copiare, ma una presenza viva. Un artista che, a oltre quattro secoli di distanza, continua a dialogare con il presente attraverso lo sguardo di Marco Tamburro.
Arthemisia, che ha prodotto la mostra, prosegue nel solco avviato ormai da qualche anno di scoperta e indagine sugli artisti contemporanei, alternando la grande arte classica e moderna a quella più attuale, consentendo al pubblico di Palazzo Bonaparte di confrontarsi anche con le sensibilità più forti del nostro tempo.
Con il patrocinio del Ministero per gli Affari esteri ed europei di Malta, dell’Ambasciata di Malta in Italia e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, con il contributo di SIAE – Società italiana degli Autori ed Editori, con la partecipazione del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, Archivio di Stato di Roma, Fondazione Banco di Napoli e GAMM – Museo delle Opere Interattive di Roma ed è a cura di Giulia Silvia Ghia con la direzione artistica di Marco Tamburro.
Main partner dell’esposizione èla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
La mostra vede come sponsor Engel & Völkers e media partner Urban Vision.
Il catalogo è edito da Moebius.
Marco Tamburro (Perugia, 1974) vive e lavora a Roma. Dopo il diploma in Architettura e Arredamento presso l’Istituto d’Arte di Perugia, prosegue la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca pone al centro la condizione umana, le trasformazioni della società contemporanea e il rapporto tra individuo e ambiente urbano, sviluppando un linguaggio pittorico riconoscibile per intensità espressiva e forza narrativa.
Nel 2019 fonda a Roma Factory Studio 8, spazio dedicato alla produzione artistica e allo scambio internazionale.
Le sue opere sono state presentate in importanti musei e istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Museo Civico di Palazzo della Penna di Perugia, Palazzo Medici Riccardi di Firenze, il MAXXI e il MACRO di Roma, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, Castel dell’Ovo di Napoli, la Biennale di Venezia, la Black Square Gallery di Miami e la Galerie an der Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera.
Prima sezione – Il desiderio e la caduta
La mostra si apre con una riflessione sul desiderio, sulla fragilità e sulla perdita dell'innocenza. Attraverso il confronto con alcune opere giovanili di Caravaggio (in mostra riprodotte con delle miniature), Marco Tamburro indaga le tensioni dell'esistenza contemporanea, trasformando il corpo, il piacere e la vulnerabilità in metafore del nostro tempo.
Seconda sezione – Roma tra visione e rumore
Roma diventa il grande teatro del confronto tra Caravaggio e Tamburro: una città sacra e profana, dove storia, potere, violenza e cultura pop convivono in un paesaggio visivo complesso. Il dialogo tra le opere attraversa il tema della rappresentazione e del rapporto tra immagine e realtà.
Terza sezione – La fede nella strada
Le grandi opere caravaggesche dedicate alla spiritualità e al martirio vengono riportate nella contemporaneità urbana. Tra traffico, denaro, gioco d'azzardo e marginalità, Tamburro riflette sul significato della fede, della responsabilità e della ricerca di senso nella società contemporanea.
Quarta sezione – Il tempo della frattura
Questa sezione segna un momento di passaggio e di crisi. Attraverso il tema della ferita, della colpa e della memoria, il dialogo con Caravaggio si trasforma in una riflessione sul tempo contemporaneo, sul ruolo dei media e sul modo in cui oggi osserviamo e interpretiamo la realtà.
Quinta sezione – Dentro la città degli umani
Ispirandosi al periodo napoletano di Caravaggio, Tamburro affronta i temi della misericordia, della violenza e della responsabilità collettiva. La città contemporanea diventa il luogo in cui si intrecciano solitudine, potere, fragilità e speranza, in un continuo confronto tra sacro e quotidiano.
Sesta sezione – Caravaggio nell'immaginario collettivo
L'ultima sezione indaga la trasformazione di Caravaggio in icona culturale universale. Non più soltanto artista, ma figura entrata nell'immaginario collettivo, capace ancora oggi di interrogare il presente attraverso temi come il potere, la violenza, il denaro, la fede e la responsabilità dello sguardo.
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