Gerald Moroder. Lo Spazio dell'Essere
Gerald Moroder. Lo Spazio dell'Essere, Galleria i-Sculpture, San Gimignano
Dal 5 Settembre 2014 al 21 Settembre 2014
San Gimignano | Siena | Visualizza tutte le mostre a Siena
Luogo: Galleria i-Sculpture
Indirizzo: via Berignano 25
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0577 941078
E-Mail info: press@isculpture.it
Sito ufficiale: http://isculpture.wordpress.com
La Galleria iSculpture è lieta di presentare la mostra personale Lo Spazio dell’Essere di Gerald Moroder, presso la sede di San Gimignano, il cui catalogo è a cura della stessa galleria. Contemporaneamente, sarà presentata al Castello di Casole, le installazioni site-specific Guardare Oltre ed Eccomi!.
Il nuovo progetto artistico di Gerald Moroder (Milano, 1972), Lo Spazio dell’Essere, si pone come punto di partenza di una nuova ricerca stilistica, volta all’esaltazione totale della materia, intraprendendo così una indagine diversa e più radicale rispetto al passato.
Fin dagli inizi, nella figurazione di Moroder si avverte il bisogno di divenire essenziale, di trascendere fino a smaterializzarsi e costituire spirito. Le sue linee, prima scolpite nel legno, poi formate nell’impasto di porfido, a dispetto della gravità della materia, sembrano danzare, vagare senza meta o librarsi nell’aria, inarcarsi per percorrere uno spazio indefinito. Con Lo Spazio dell’Essere, lo scultore si libera della figura umanacurva o longilinea, tratto distintivo della sua produzione, ma essa continua ad abitarvi come soffio vitale, quasi ultraterrena. Sono la materia e il concetto più sublime dell’Essere a rappresentare allo stesso tempo poetica e fonte ispiratrice. I pannelli, presentati in mostra, rappresentano una meditazione sul tempo e sullo spazio modulati in termini plastici. Le superfici erose e graffiate, con accenti concavi e taglio netto, rappresentano una riflessione profonda e privata sulla scomposizione della figurazione. Sono essenziali nella loro complessità, sono figurativi in termini di astrazione pura, sono notti stellate, rami che si intrecciano e campi di fili d’erba.
Al fine di proporre una lettura più attenta e di largo respiro della produzione artistica di Moroder, per l’installazione presso la splendida cornice del Castello di Casole (Siena) sono stati scelti il trittico Guardare Oltre ed Eccomi!. Queste opere rappresentano il culmine di anni di ricerca, sia materica che stilistica, così da far evidenziare al critico Chiara Canali che “In un ideale vortice circolare, le figure magre e longilinee modellate dall’artista sono dei fotogrammi dello stesso uomo colto in fasi successive di smaterializzazione corporea che vuole approdare a una forma di levità, di dissolvenza, di intangibilità dell’essere”.
Ad assimilare le due apparentemente distinte produzioni, sia momumentali che più contenute, di nuovo la materia. Essa costituisce il legame dell’artista con la propria terra, la Val Gardena, dall’iniziale utilizzo del legno della tradizione locale, fino alla roccia rossa, il porfido, delle sue montagne.
Attraverso queste materie antiche egli si ostina a cercare una configurazione che corrisponda al senso di una frattura con il mondo, o di una ferita, o di una lacerazione con l’esistente da colmare con un abbraccio.
Gerald Moroder nasce a Milano il 1972. Dopo l’Istituto d’Arte di Ortisei (BZ) inizia l’apprendistato presso diversi maestri scultori. Membro di Unika, associazione di artigiani ed artisti della Val Gardenanata a tutela e garanzia dell’artigianalità, unicità ed inimitabilità delle opere d’arte da loro realizzate. Negli anni ha partecipato a numerose esposizioni pubbliche e private, in diverse Gallerie d’Arte e Musei, sia in Italia che all’estero, in particolare in Germania, Austria e Svizzera.
Il nuovo progetto artistico di Gerald Moroder (Milano, 1972), Lo Spazio dell’Essere, si pone come punto di partenza di una nuova ricerca stilistica, volta all’esaltazione totale della materia, intraprendendo così una indagine diversa e più radicale rispetto al passato.
Fin dagli inizi, nella figurazione di Moroder si avverte il bisogno di divenire essenziale, di trascendere fino a smaterializzarsi e costituire spirito. Le sue linee, prima scolpite nel legno, poi formate nell’impasto di porfido, a dispetto della gravità della materia, sembrano danzare, vagare senza meta o librarsi nell’aria, inarcarsi per percorrere uno spazio indefinito. Con Lo Spazio dell’Essere, lo scultore si libera della figura umanacurva o longilinea, tratto distintivo della sua produzione, ma essa continua ad abitarvi come soffio vitale, quasi ultraterrena. Sono la materia e il concetto più sublime dell’Essere a rappresentare allo stesso tempo poetica e fonte ispiratrice. I pannelli, presentati in mostra, rappresentano una meditazione sul tempo e sullo spazio modulati in termini plastici. Le superfici erose e graffiate, con accenti concavi e taglio netto, rappresentano una riflessione profonda e privata sulla scomposizione della figurazione. Sono essenziali nella loro complessità, sono figurativi in termini di astrazione pura, sono notti stellate, rami che si intrecciano e campi di fili d’erba.
Al fine di proporre una lettura più attenta e di largo respiro della produzione artistica di Moroder, per l’installazione presso la splendida cornice del Castello di Casole (Siena) sono stati scelti il trittico Guardare Oltre ed Eccomi!. Queste opere rappresentano il culmine di anni di ricerca, sia materica che stilistica, così da far evidenziare al critico Chiara Canali che “In un ideale vortice circolare, le figure magre e longilinee modellate dall’artista sono dei fotogrammi dello stesso uomo colto in fasi successive di smaterializzazione corporea che vuole approdare a una forma di levità, di dissolvenza, di intangibilità dell’essere”.
Ad assimilare le due apparentemente distinte produzioni, sia momumentali che più contenute, di nuovo la materia. Essa costituisce il legame dell’artista con la propria terra, la Val Gardena, dall’iniziale utilizzo del legno della tradizione locale, fino alla roccia rossa, il porfido, delle sue montagne.
Attraverso queste materie antiche egli si ostina a cercare una configurazione che corrisponda al senso di una frattura con il mondo, o di una ferita, o di una lacerazione con l’esistente da colmare con un abbraccio.
Gerald Moroder nasce a Milano il 1972. Dopo l’Istituto d’Arte di Ortisei (BZ) inizia l’apprendistato presso diversi maestri scultori. Membro di Unika, associazione di artigiani ed artisti della Val Gardenanata a tutela e garanzia dell’artigianalità, unicità ed inimitabilità delle opere d’arte da loro realizzate. Negli anni ha partecipato a numerose esposizioni pubbliche e private, in diverse Gallerie d’Arte e Musei, sia in Italia che all’estero, in particolare in Germania, Austria e Svizzera.
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