James Jarvaise & Henry Taylor. Sometimes a straight line has to be crooked
Henry Taylor, Untitled, 2022, Acrylic on canvas, Courtesy of © Henry Taylor. Photo: Fredrik Nilsen
Dal 12 Giugno 2026 al 5 Settembre 2026
Zurigo | Visualizza tutte le mostre a Zurigo
Luogo: Hauser & Wirth Zurich
Indirizzo: Limmatstrasse 270
Telefono per informazioni: +41 44 446 80 50
E-Mail info: zurich@hauserwirth.com
Sito ufficiale: http://www.hauserwirth.com
Apre durante lo Zurich Art Weekend 2026 Sometimes a straight line has to be crooked, la prima mostra europea che mette in dialogo le opere di Henry Taylor, uno degli artisti più celebrati della scena contemporanea, e quelle del suo maestro James Jarvaise (1924-2015), protagonista del modernismo californiano. La mostra segna il debutto di Taylor da Hauser & Wirth a Zurigo e assume un significato particolare perché nasce dal confronto con l’artista che, negli anni Ottanta, per primo ne riconobbe il talento. L’esposizione coincide inoltre con la grande personale che il Musée national Picasso-Paris dedica a Taylor, in apertura l’8 aprile 2026.
Proveniente da Hauser & Wirth Los Angeles, la mostra riunisce oltre settant’anni di produzione artistica e mette in luce l’interesse condiviso dei due artisti per la figura umana e il paesaggio. In esposizione si trovano dipinti e disegni della celebre serie Hudson River School di Jarvaise, presentata nella storica mostra Sixteen Americans al Museum of Modern Art di New York nel 1959, accanto a collage modernisti degli anni Cinquanta e dipinti figurativi degli anni Sessanta selezionati dallo stesso Taylor. A questi si affiancano oltre quaranta opere di Henry Taylor, realizzate nell’arco di più di trent’anni, tra ritratti di amici, familiari e sconosciuti, studi di figura, scene di quartiere e paesaggi.
Henry Taylor attribuisce a James Jarvaise il merito di aver riconosciuto per primo le sue capacità artistiche. All’inizio degli anni Ottanta, Taylor lavorava come tecnico psichiatrico presso il Camarillo State Mental Hospital e frequentava corsi di giornalismo, antropologia culturale e scenografia all’Oxnard College. Fu proprio nelle lezioni di pittura di Jarvaise che scoprì artisti come Max Beckmann, Jean Dubuffet, Philip Guston e Cy Twombly, fino ad allora sconosciuti per lui. Il titolo della mostra deriva da un consiglio che Jarvaise amava ripetere al suo allievo: “A volte una linea retta deve essere storta”, un insegnamento che invitava a costruire un dipinto con autenticità e integrità.
Osservate insieme, le opere dei due artisti rivelano sorprendenti affinità. I paesaggi della serie Hudson River School dialogano naturalmente con quelli di Taylor, condividendo sensibilità, ritmo e struttura compositiva. La mostra mette in evidenza il modo in cui entrambi lavorano sull’equilibrio tra figurazione e astrazione, utilizzano colori inaspettati, tonalità intense, orizzonti netti e linee sinuose, creando un confronto che supera le generazioni e unisce due percorsi artistici attraverso il tempo.
James Jarvaise
Figura centrale del regionalismo californiano, James Jarvaise insegnò per decenni in diverse istituzioni dell’area di Los Angeles. Ottenne riconoscimento nazionale grazie alla partecipazione alla storica mostra Sixteen Americans del MoMA nel 1959. Dopo aver esposto regolarmente presso la Felix Landau Gallery di Los Angeles, si trasferì a Santa Barbara nel 1970, dove creò un ambiente di vita e lavoro appartato, dedicandosi alla pittura lontano dai riflettori. Le sue opere fanno oggi parte delle collezioni di importanti musei americani, tra cui il MoMA di New York, il Los Angeles County Museum of Art e l’Hirshhorn Museum di Washington.
Henry Taylor
Henry Taylor vive e lavora a Los Angeles ed è considerato una delle voci più influenti dell’arte contemporanea americana. I suoi dipinti, caratterizzati da una forte componente narrativa e umana, raccontano la vita quotidiana delle comunità afroamericane con intensità, ironia e partecipazione. Negli ultimi anni è stato protagonista di importanti mostre internazionali, tra cui la retrospettiva B Side al MOCA di Los Angeles e al Whitney Museum di New York. Ha partecipato alla Whitney Biennial del 2017 e alla Biennale di Venezia del 2019. Le sue opere sono conservate in collezioni prestigiose come il MoMA, il Metropolitan Museum of Art, il Whitney Museum, la Fondation Louis Vuitton e la Bourse de Commerce di Parigi. Nel 2018 ha ricevuto il Robert De Niro Sr. Prize per gli straordinari risultati raggiunti nella pittura.
Proveniente da Hauser & Wirth Los Angeles, la mostra riunisce oltre settant’anni di produzione artistica e mette in luce l’interesse condiviso dei due artisti per la figura umana e il paesaggio. In esposizione si trovano dipinti e disegni della celebre serie Hudson River School di Jarvaise, presentata nella storica mostra Sixteen Americans al Museum of Modern Art di New York nel 1959, accanto a collage modernisti degli anni Cinquanta e dipinti figurativi degli anni Sessanta selezionati dallo stesso Taylor. A questi si affiancano oltre quaranta opere di Henry Taylor, realizzate nell’arco di più di trent’anni, tra ritratti di amici, familiari e sconosciuti, studi di figura, scene di quartiere e paesaggi.
Henry Taylor attribuisce a James Jarvaise il merito di aver riconosciuto per primo le sue capacità artistiche. All’inizio degli anni Ottanta, Taylor lavorava come tecnico psichiatrico presso il Camarillo State Mental Hospital e frequentava corsi di giornalismo, antropologia culturale e scenografia all’Oxnard College. Fu proprio nelle lezioni di pittura di Jarvaise che scoprì artisti come Max Beckmann, Jean Dubuffet, Philip Guston e Cy Twombly, fino ad allora sconosciuti per lui. Il titolo della mostra deriva da un consiglio che Jarvaise amava ripetere al suo allievo: “A volte una linea retta deve essere storta”, un insegnamento che invitava a costruire un dipinto con autenticità e integrità.
Osservate insieme, le opere dei due artisti rivelano sorprendenti affinità. I paesaggi della serie Hudson River School dialogano naturalmente con quelli di Taylor, condividendo sensibilità, ritmo e struttura compositiva. La mostra mette in evidenza il modo in cui entrambi lavorano sull’equilibrio tra figurazione e astrazione, utilizzano colori inaspettati, tonalità intense, orizzonti netti e linee sinuose, creando un confronto che supera le generazioni e unisce due percorsi artistici attraverso il tempo.
James Jarvaise
Figura centrale del regionalismo californiano, James Jarvaise insegnò per decenni in diverse istituzioni dell’area di Los Angeles. Ottenne riconoscimento nazionale grazie alla partecipazione alla storica mostra Sixteen Americans del MoMA nel 1959. Dopo aver esposto regolarmente presso la Felix Landau Gallery di Los Angeles, si trasferì a Santa Barbara nel 1970, dove creò un ambiente di vita e lavoro appartato, dedicandosi alla pittura lontano dai riflettori. Le sue opere fanno oggi parte delle collezioni di importanti musei americani, tra cui il MoMA di New York, il Los Angeles County Museum of Art e l’Hirshhorn Museum di Washington.
Henry Taylor
Henry Taylor vive e lavora a Los Angeles ed è considerato una delle voci più influenti dell’arte contemporanea americana. I suoi dipinti, caratterizzati da una forte componente narrativa e umana, raccontano la vita quotidiana delle comunità afroamericane con intensità, ironia e partecipazione. Negli ultimi anni è stato protagonista di importanti mostre internazionali, tra cui la retrospettiva B Side al MOCA di Los Angeles e al Whitney Museum di New York. Ha partecipato alla Whitney Biennial del 2017 e alla Biennale di Venezia del 2019. Le sue opere sono conservate in collezioni prestigiose come il MoMA, il Metropolitan Museum of Art, il Whitney Museum, la Fondation Louis Vuitton e la Bourse de Commerce di Parigi. Nel 2018 ha ricevuto il Robert De Niro Sr. Prize per gli straordinari risultati raggiunti nella pittura.
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