A Palazzo Tarasconi di Parma dal 2 aprile al 27 dicembre 2020 e al cinema dal 4 marzo 2020
La contemporaneità di Antonio Ligabue tra l'irruenza della Natura e le contraddizioni dell'essere umano.
La città di Parma si prepara ad accogliere a Palazzo Tarasconi dal 2 aprile 2020 la grande mostra intitolata Ligabue e Vitaloni. Dare voce alla natura, curata da Augusto Agosta Tota, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi, organizzata dal Centro Studi e Archivio Antonio Ligabue di Parma, promossa dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma e inserita nel calendario d’iniziative di Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura.
Un ricco percorso espositivo che associa 72 dipinti e 4 sculture di Ligabue, tra autoritratti, paesaggi e gli onnipresenti animali, sia selvaggi sia domestici, ad una sezione con 15 opere plastiche di Michele Vitaloni (Milano, 1967), artista contemporaneo particolarmente affine a Ligabue per la viscerale empatia verso il regno animale.
Antonio Ligabue è il pittore che cantava l'energia prorompente della Natura in tutta le sua bestialità, raffigurando un mondo addomesticato da un lato, e dall'altro abitato da esseri dagli istinti primordiali, il cui sguardo ferino accomuna talvolta le belve selvatiche agli uomini.
Emarginato e vessato dai suoi stessi simili sin dalla nascita, dall'abbandono da parte della madre naturale a soli nove mesi al ripudio da parte di quella adottiva vent'anni dopo, Antonio Ligabue (1899 - 1965) rappresenta l'emblema del riscatto dalle miserie umane attraverso l'Arte e la profonda comprensione della Natura di cui l'uomo è parte indissolubile.
Oggi, il lascito di Ligabue si rivela estremamente contemporaneo e l'artista verrà ricordato anche dal film Volevo nascondermi che esce nelle sale cinematografiche italiane da mercoledì 4 marzo 2020. Elio Germano che interpreta il ruolo di Ligabue nel film diretto da Giorgio Diritti ha di recente vinto l'Orso d'argento al 70° Internationale Filmfestspiele Berlin.
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FOTO
Il mondo di Ligabue a Parma in una grande mostra
Antonio Ligabue, Tigre assalita dal serpente, 1953, Olio su faesite, 66 x 80 cm | Courtesy Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma
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