OutArt 2006 , mostra d’arte contemporanea a Villa dei Quintili
04/05/2006
OutArt è una mostra d’arte contemporanea all’aperto, che si terrà a Roma nel mese di Giugno 2006, all’interno del sito archeologico di Villa dei Quintili, della
Soprintendenza Archeologica di Roma.
Gli artisti, molto diversi fra loro generazionalmente, per curriculum e identità artistica, si esprimono, secondo le modalità tecniche ed espressive a loro più congeniali, a vari livelli sul territorio. Le opere “site specific” mirano a integrarsi e a dialogare con l’ambiente, in un percorso che va dalla fotografia alla scultura, dal legno al ferro, dall’alluminio al plexiglass, dall’installazione alla videoarte, dal manuale al digitale.
L’arte contemporanea nella sua molteplicità ha tra i suoi denominatori comuni la possibilità di integrarsi con diversi contesti, di adattarsi a svariati ambienti, uscendo sempre più frequentemente dai tradizionali contesti espositivi quali museo galleria, modellando i luoghi, spogliandoli della loro quotidiana funzionalità e rendendoli elementi significanti dei suoi messaggi.
Questa qualità nomade, permette alla creazione contemporanea di esplorare e testare gli spazi, di indagare ed esaltare la loro potenza estetica e comunicativa, alterando la lunghezza d’onda con cui vengono solitamente percepiti.
Le rovine che vanno a costituire i siti archeologici attraversano, nel corso dei secoli, una graduale trasformazione che agisce, non solo al livello della forma, l’inarrestabile azione del tempo, ma anche al livello del contenuto, mettendo in atto un passaggio dalla dimensione empirica a quella estetica, dal vivere le costruzioni un tempo adibite a scopi particolari al contemplarle in quanto oggetti estetici, dunque opere d’arte.
Questo è lo status che definisce e situa i ruderi nella realtà contemporanea, almeno dal punto di vista della maggioranza degli spettatori, che assumono di fronte a questi la stessa attitudine percettiva che avrebbero davanti a un quadro o a una video-installazione.
L’intenzione di OutArt 2006 è quella di giocare su questa affinità percettiva tra arte contemporanea e archeologia che rappresenta infatti il reale fattore di coesione tra passato e presente.
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