Screen Tests di Andy Warhol
Foto dell'allestimento della mostra temporanea Screen Tests di Andy Wahrol, Sonnabend Collection Mantova, Palazzo della Ragione, Mantova dal 29 novembre 2025, courtesy © Marsilio Arte, ph:Giuseppe Gradella
Dal 29 Novembre 2025 al 31 Dicembre 2026
Mantova | Visualizza tutte le mostre a Mantova
Luogo: Palazzo della Ragione (Sonnabend Collection Mantova)
Indirizzo: Piazza Erbe, 13
Orari: Mer - Lun 10.00 - 18.00 | Martedì chiuso
Costo del biglietto: € 15,00 | € 13,00
Sito ufficiale: http://www.sonnabendmantova.it
Perché Andy .. è sempre Warhol ! - Tutte le mostre su Andy Warhol in Italia e nel mondo
In occasione dell’apertura, Sonnabend Collection Mantova - il nuovo museo di arte contemporanea ospitato a Palazzo della Ragione a Mantova - ospita un focus temporaneo dedicato agli Screen Tests di Andy Warhol, ritratti filmati di un centinaio di personaggi diversi realizzati tra il 1963 e il 1966. In questi cortometraggi in bianco e nero, Warhol filmò sia visitatori famosi dello studio - tra cui Allen Ginsberg, Dennis Hopper, Salvador Dalí, Susan Sontag, Bob Dylan, Marcel Duchamp e Lou Reed - che persone comuni, trasformandoli in “ritratti viventi”. Vengono presentati ventuno film della durata di circa quattro minuti ciascuno, selezionati dalla Sonnabend Collection Foundation in collaborazione con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts e l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.
Gli Screen Tests di Andy Warhol sono ritratti di un centinaio di personaggi diversi, filmati tra il 1963 e il 1966. In questi cortometraggi, Warhol creò il suo personale gruppo di Superstar: attori abbastanza interessanti da reggere da soli un film, non interpretando un ruolo particolare, ma semplicemente essendo se stessi. I suoi soggetti includevano visitatori dello studio sia famosi - tra cui Allen Ginsberg, Dennis Hopper, Salvador Dalí, Susan Sontag, Bob Dylan, Marcel Duchamp e Lou Reed - che persone comuni. I soggetti venivano illuminati e filmati da Warhol con una cinepresa Bolex da 16 mm, su rullini di pellicola muti in bianco e nero da 30 metri. Ogni Screen Test durava esattamente tre minuti, il tempo necessario al rullino per scorrere nella cinepresa. La formula standard, secondo cui soggetto e cinepresa rimanevano pressoché immobili per tutta la durata del film, si traduce in un “ritratto vivente”. Quando Warhol proiettò i filmati, li rallentò leggermente, estendendone la durata a circa quattro minuti ciascuno e conferendo un effetto sognante e al rallentatore alle opere finite. Sebbene il procedimento di Warhol fosse standardizzato, negli Screen Test si riscontrano sottili variazioni di illuminazione e messa a fuoco. Inoltre, diversi Screen Test si discostano completamente da questo formato, con il soggetto che si muove, gesticola o usa oggetti di scena intenzionalmente. Questi ritratti cinematografici, definiti con il termine hollywoodiano di “screen test”, non furono creati allo scopo di testare o fare provini per gli attori. Un tradizionale screen test hollywoodiano valuta l’idoneità di un attore per un film e per un personaggio specifico. Di solito all’attore vengono fornite una scena, un copione e le istruzioni per recitare davanti a una telecamera. Il regista guarda quindi il test per valutare l’aspetto e le qualità dell’attore sulla pellicola. Sebbene ogni film fosse girato alla velocità standard di 24 fotogrammi al secondo, Andy Warhol specificò che le copie fossero proiettate a 16 fotogrammi al secondo, la velocità dei film muti. Il risultato è un’insolita fluidità di ritmo, un ritmo che contrasta delicatamente con la severità dell’illuminazione e l’audacia dei primi piani di volti e capelli. Trasferite da 16mm a DVD per l’esposizione in galleria, queste opere innovative reinventano la ritrattistica tradizionale attraverso mezzi apparentemente semplici.
In occasione dell’apertura, Sonnabend Collection Mantova - il nuovo museo di arte contemporanea ospitato a Palazzo della Ragione a Mantova - ospita un focus temporaneo dedicato agli Screen Tests di Andy Warhol, ritratti filmati di un centinaio di personaggi diversi realizzati tra il 1963 e il 1966. In questi cortometraggi in bianco e nero, Warhol filmò sia visitatori famosi dello studio - tra cui Allen Ginsberg, Dennis Hopper, Salvador Dalí, Susan Sontag, Bob Dylan, Marcel Duchamp e Lou Reed - che persone comuni, trasformandoli in “ritratti viventi”. Vengono presentati ventuno film della durata di circa quattro minuti ciascuno, selezionati dalla Sonnabend Collection Foundation in collaborazione con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts e l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.
Gli Screen Tests di Andy Warhol sono ritratti di un centinaio di personaggi diversi, filmati tra il 1963 e il 1966. In questi cortometraggi, Warhol creò il suo personale gruppo di Superstar: attori abbastanza interessanti da reggere da soli un film, non interpretando un ruolo particolare, ma semplicemente essendo se stessi. I suoi soggetti includevano visitatori dello studio sia famosi - tra cui Allen Ginsberg, Dennis Hopper, Salvador Dalí, Susan Sontag, Bob Dylan, Marcel Duchamp e Lou Reed - che persone comuni. I soggetti venivano illuminati e filmati da Warhol con una cinepresa Bolex da 16 mm, su rullini di pellicola muti in bianco e nero da 30 metri. Ogni Screen Test durava esattamente tre minuti, il tempo necessario al rullino per scorrere nella cinepresa. La formula standard, secondo cui soggetto e cinepresa rimanevano pressoché immobili per tutta la durata del film, si traduce in un “ritratto vivente”. Quando Warhol proiettò i filmati, li rallentò leggermente, estendendone la durata a circa quattro minuti ciascuno e conferendo un effetto sognante e al rallentatore alle opere finite. Sebbene il procedimento di Warhol fosse standardizzato, negli Screen Test si riscontrano sottili variazioni di illuminazione e messa a fuoco. Inoltre, diversi Screen Test si discostano completamente da questo formato, con il soggetto che si muove, gesticola o usa oggetti di scena intenzionalmente. Questi ritratti cinematografici, definiti con il termine hollywoodiano di “screen test”, non furono creati allo scopo di testare o fare provini per gli attori. Un tradizionale screen test hollywoodiano valuta l’idoneità di un attore per un film e per un personaggio specifico. Di solito all’attore vengono fornite una scena, un copione e le istruzioni per recitare davanti a una telecamera. Il regista guarda quindi il test per valutare l’aspetto e le qualità dell’attore sulla pellicola. Sebbene ogni film fosse girato alla velocità standard di 24 fotogrammi al secondo, Andy Warhol specificò che le copie fossero proiettate a 16 fotogrammi al secondo, la velocità dei film muti. Il risultato è un’insolita fluidità di ritmo, un ritmo che contrasta delicatamente con la severità dell’illuminazione e l’audacia dei primi piani di volti e capelli. Trasferite da 16mm a DVD per l’esposizione in galleria, queste opere innovative reinventano la ritrattistica tradizionale attraverso mezzi apparentemente semplici.
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