Al Museum of Fine Arts dal 7 marzo al 31 maggio

Unforgettable: Gand riscopre le artiste fiamminghe dimenticate

Clara Peeters, Natura morta con formaggi e gamberi, c.1612-21, Olio su tavola, Collezione privata, Anversa
 

Samantha De Martin

10/02/2026

Mondo - Magdalena van de Passe eccelse nell'incisione, nella stampa su raso e lino brevettando un nuovo metodo per la stampa sui berretti da notte. Ad Anversa Martina e Catharina Plantin, così come Anna-Philippina e Isabella Regina Reyns, gestivano le fiorenti attività di famiglia dedicate alla produzione di merletti e ricami con tanto di campionari e libri per gli ordini.

Sono solo alcune delle donne che, tra il 1600 e il 1750, hanno svolto un ruolo fondamentale nella vita artistica dei Paesi Bassi, conosciute all'epoca, ma oscurate nel tempo dal panorama maschile dominato dai nomi di Rembrandt van Rijn, Paul Rubens, Antoon van Dyck.
A restituire voce a 40 artiste la cui influenza sulla cultura visiva si può ancora oggi percepire, è una mostra allestita dal Museum of Fine Arts di Gand dal 7 marzo al 31 maggio. Un percorso che mette in discussione l’idea consolidata di un’età dell’oro dominata esclusivamente da figure maschili, restituendo invece l’immagine di una costellazione di presenze femminili capaci di incidere sull’economia artistica, sociale e simbolica del loro tempo.

La mostra Unforgettable, a cura di Frederica Van Dam, la prima grande retrospettiva interamente dedicata al ruolo e al significato delle donne nell'arte del Seicento, in particolare per la regione del Belgio e dei Paesi Bassi, accoglie i contributi di oltre 40 artiste attive tra il 1600 e il 1750 nelle più disparate discipline artistiche, dai dipinti alle stampe, dalle sculture ai tessuti e ai ritagli di carta. L’esposizione include nomi come Judith Leyster, Alida Withoos, Clara Peeters, Johanna Koerten-Block, Rachel Ruysch, Geertruydt Roghman, Anna Maria van Schurman, Maria Faydherbe, Margareta de Heer, Johanna Vergouwen, Josina Margareta Weenix e Maria Sybilla Merian. Non mancano coloro che, rimaste anonime, eccellevano nell’arte del merletto, dell'incisione su vetro, del pizzo e del ricamo.
I visitatori vengono pertanto condotti lungo un percorso tematico affascinante che esplora l’opera e lo stile di vita di queste virtuose protagoniste, frugando nella famiglia, ma anche tra le aspettative sociali che hanno influenzato la loro formazione e le loro scelte di carriera. Ma soprattutto Unforgettable cerca di rispondere a un'ultima domanda cruciale: perché queste artiste sono relativamente sconosciute oggi, mentre ai loro tempi hanno ottenuto così tanto successo?


Maria Van Oosterwijck, Vanitas Still Life, 1668, Olio su tela, Vienna, Kunsthistorisches Museum

Scandita in quattro sezioni, suddivise a loro volta in temi, l’esposizione invita il pubblico a sfogliare il micromondo e il macromondo di queste donne. Attraverso i loro autoritratti e i ritratti di contemporanei, il pubblico si imbatte faccia a faccia con queste protagoniste immergendosi nel loro contesto personale, tra le reti di amicizie intellettuali, artistiche e commerciali in un contesto di crescente globalizzazione.
Anche se è la sezione "Valore ed Eredità" a costituire il fulcro del progetto. Qui, i visitatori sono invitati a riflettere sul sorprendente contrasto tra la fama che queste artiste riscossero ai loro tempi e la loro relativa oscurità oggi. Ritratti come quelli di Maria van Oosterwijk, Rachel Ruysch e Margareta Maria de Roodere, realizzati da contemporanei, illustrano il successo ottenuto da queste donne con la loro arte sottolineando l'elevata stima della quale godevano nella società dell'epoca.

La mostra, che arriva a Gand dopo una tappa al National Museum of Women in the Arts (NMWA) di Washington D.C, è solo uno dei capitoli con i quali il MSK si è soffermato sulla ricerca dedicata alle artiste, dopo la mostra Le Dame del Barocco svoltasi nel 2018 e la visita guidata tematica "Donne nell'arte" lanciata nel 2024.