A Firenze in mostra permanente entro la fine del 2019
Quattro nuove sale per le icone russe di Palazzo Pitti
Bottega moscovita, San Giovanni battista decollato, c. 1590-1610, tavola, argento dorati, smalti, cm 26 x 31,2 cm inv. 1890 n. 9355
Samantha De Martin
03/09/2019
Firenze - La loro presenza a Firenze risale al 1761. Probabile dono della comunità ortodossa di Livorno a Francesco Stefano di Lorena, le 78 icone russe che compongono la più antica collezione al mondo al di fuori della Russia troveranno presto collocazione permanente nelle quattro grandi sale al piano terra di Palazzo Pitti.
Secondo il progetto presentato a Mosca nell’ambito di una conferenza internazionale dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, entro Natale le sale entreranno a far parte del normale percorso di visita della ex reggia.
I visitatori potranno così ammirare in maniera permanente l’antica collezione risalente in buona parte al secondo quarto del XVIII secolo.
La diaspora di questi capolavori, un tempo accolti agli Uffizi, era iniziata nel 1796 quando le icone finirono per la maggior parte depositate prima alla villa medicea di Castello, poi all’Accademia, quindi a Palazzo Pitti, di nuovo all’Accademia, per concludere, nel 2013, la loro peregrinazione nuovamente agli Uffizi.
Adesso queste preziose opere - tra le quali spicca l'icona con Santa Caterina d’Alessandria, databile al 1693-1694, dove la principessa martire è raffigurata con attributi molto simili a quelli dell’arte occidentale, o quella raffigurante la Madre di Dio o la Decollazione del Battista, tra le più antiche della collezione - si potranno ammirare regolarmente.
“C’è un filo rosso che unisce, attraversando la storia, la Russia all’Italia, ed in particolare Firenze - spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt -. L’importantissima raccolta di icone degli Uffizi, forte di ben 78 esemplari, è una precoce testimonianza di questo legame, e finalmente, per la prima volta, essa potrà essere ammirata nel suo splendore e nella sua completezza dai turisti di tutto il mondo”.
Da dicembre, con l’apertura ufficiale, sarà regolarmente visibile anche la Cappella Palatina. Questo spazio con gli affreschi ottocenteschi del pittore milanese Luigi Ademollo, era finora accessibile solo in occasione di ricorrenze speciali.
Secondo il progetto presentato a Mosca nell’ambito di una conferenza internazionale dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, entro Natale le sale entreranno a far parte del normale percorso di visita della ex reggia.
I visitatori potranno così ammirare in maniera permanente l’antica collezione risalente in buona parte al secondo quarto del XVIII secolo.
La diaspora di questi capolavori, un tempo accolti agli Uffizi, era iniziata nel 1796 quando le icone finirono per la maggior parte depositate prima alla villa medicea di Castello, poi all’Accademia, quindi a Palazzo Pitti, di nuovo all’Accademia, per concludere, nel 2013, la loro peregrinazione nuovamente agli Uffizi.
Adesso queste preziose opere - tra le quali spicca l'icona con Santa Caterina d’Alessandria, databile al 1693-1694, dove la principessa martire è raffigurata con attributi molto simili a quelli dell’arte occidentale, o quella raffigurante la Madre di Dio o la Decollazione del Battista, tra le più antiche della collezione - si potranno ammirare regolarmente.
“C’è un filo rosso che unisce, attraversando la storia, la Russia all’Italia, ed in particolare Firenze - spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt -. L’importantissima raccolta di icone degli Uffizi, forte di ben 78 esemplari, è una precoce testimonianza di questo legame, e finalmente, per la prima volta, essa potrà essere ammirata nel suo splendore e nella sua completezza dai turisti di tutto il mondo”.
Da dicembre, con l’apertura ufficiale, sarà regolarmente visibile anche la Cappella Palatina. Questo spazio con gli affreschi ottocenteschi del pittore milanese Luigi Ademollo, era finora accessibile solo in occasione di ricorrenze speciali.
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