Graziella Vigo. Verdi in scena/ Circuito aperto. Collettiva
Graziella Vigo. Verdi in scena/ Circuito aperto. Collettiva, Centro Culturale Altinate - San Gaetano, Padova
Dal 21 Aprile 2013 al 23 Giugno 2013
Padova | Visualizza tutte le mostre a Padova
Luogo: Centro Culturale Altinate - San Gaetano
Indirizzo: via Altinate 71
Orari: da martedì a venerdì 15-19; sabato e domenica 10-13/ 15-19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 049 8204526/ 4547
E-Mail info: bertolinl@comune.padova.it
Sito ufficiale: http://padovacultura.padovanet.it/
Graziella Vigo. Verdi in scena
«Silenziosa, immobile, invisibile, come non fosse lì…, presenza appassionata e cocciuta ma incorporea, impercettibile elfo vestito di bianco nel buio dei teatri, indaffarato e muto …».
Così Natalia Aspesi descrive Graziella Vigo e il suo lavoro che dà vita alla mostra VERDI IN SCENA, nella quale la musica è la grande protagonista delle foto in esposizione: sono uno straordinario omaggio, nell'anno delle celebrazioni verdiane, al grande compositore. Realizzate nei più prestigiosi teatri del mondo solo con l'illuminazione della scena, sono immagini che rendono emotivamente partecipi della rappresentazione.
Graziella Vigo con la sua macchina fotografica e un occhio vigile ma discreto, ha realizzato un’esperienza unica sia professionale che umana: dal 2001, anno del primo centenario della morte di Giuseppe Verdi, e per sette anni, ha scattato migliaia di fotografie delle opere verdiane messe in scena nei più prestigiosi teatri del mondo, da la Scala di Milano al Regio di Parma al Teatro Verdi di Busseto fino al Metropolitan Opera di New York e il NHK di Tokyo.
Da questo grande lavoro sono nati due volumi fotografici e un’importante mostra che, dopo Milano e Parma, è appena tornata dai successi di New York, Washington e Boston.
La mostra di Padova è costituita da oltre 100 immagini delle opere di Macbeth, Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata, Un Ballo in maschera, Otello, Falstaff e la famosa Aida di Zeffirelli, presentate in allestimenti diversi di teatri diversi, scattate sempre con il pubblico in sala, durante le rappresentazioni stesse nel pieno rispetto delle luci originali degli spettacoli e dei “pianissimi” della musica di Verdi.
Le immagini, tutte copie uniche, sono stampate su una speciale tela fotografica, simile al canovaccio dei pittori, con inchiostri speciali resistenti nel tempo, senza alcun intervento di postproduzione e montate su leggeri telai di legno. Graziella Vigo-personale.jpg Esse non riproducono soltanto le scene di un’opera ma la ricreano in una sontuosità di gesti, in una ricchezza di costumi, in un sorgere di ombre drammatiche e di luci sfumate nel mistero, rivelando particolari che ascoltando e guardando l’insieme del palcoscenico sfuggono, la leggerezza di un fazzoletto, la perfezione di un ricamo, il dolore di uno sguardo, l’abbandono di una figura secondaria eppure essenziale all’armonia, all’equilibrio dell'insieme.
Mostra collettiva Circuito aperto
La mostra Circuito aperto, curata da Maria Beatrice Autizi, costituisce uno stimolante confronto fra i differenti linguaggi di tre fotografi europei e un italiano e pone l’attenzione sulle valenze, sulle possibilità espressive, sulle relazioni tra immagini e rielaborazione. Circuito aperto, che espone le opere di Anna Halm Schudel, Peter Schudel, Sascha Weidner e del padovano Antonio Lovison, è un’occasione per soffermarsi su alcune tendenze della fotografia digitale, ma soprattutto sulle tecniche e la personalità artistica di artisti che hanno portato avanti una ricerca avente come tema comune la comunicazione, il sentire dell’uomo e l’ambiente che lo circonda.
La fotografia digitale permette una libertà quasi illimitata, ma sollecita anche un dibattito sul suo valore, sulla veridicità dell’immagine, sull’impatto emotivo a volte accelerato e fine a se stesso e sul concetto stesso di creatività. Comunicare attraverso le immagini sta diventando comune come l’uso della parola. Grazie alle email, agli sms, ad applicazioni come WhatsApp, si inviano gli scatti in tempo reale e ci si rapporta, come non mai, anche attraverso le fotografie. L’innovazione tecnica comporta da un lato la nascita di un nuovo modo di dialogare ma anche una illimitata libertà. Una sorta di rivoluzione in cui quasi tutto è permesso, dai collages alle composizioni più fantastiche, dall’intervento sui colori e sulle linee alla contaminazione con la pittura e la grafica.
La mostra CIRCUITO APERTO (20 aprile-23 giugno 2013) presenta le fotografie di tre noti artisti europei e di un artista padovano, le cui immagini si interrogano sul valore della comunicazione, dell'apparenza, della sorpresa e della percezione.
L'esposizione collettiva è inserita all'interno della Rassegna di mostre fotografiche Padova PHOTO-GRAPHIA. Breaking the Media. Al di là dell'immagine.
«Silenziosa, immobile, invisibile, come non fosse lì…, presenza appassionata e cocciuta ma incorporea, impercettibile elfo vestito di bianco nel buio dei teatri, indaffarato e muto …».
Così Natalia Aspesi descrive Graziella Vigo e il suo lavoro che dà vita alla mostra VERDI IN SCENA, nella quale la musica è la grande protagonista delle foto in esposizione: sono uno straordinario omaggio, nell'anno delle celebrazioni verdiane, al grande compositore. Realizzate nei più prestigiosi teatri del mondo solo con l'illuminazione della scena, sono immagini che rendono emotivamente partecipi della rappresentazione.
Graziella Vigo con la sua macchina fotografica e un occhio vigile ma discreto, ha realizzato un’esperienza unica sia professionale che umana: dal 2001, anno del primo centenario della morte di Giuseppe Verdi, e per sette anni, ha scattato migliaia di fotografie delle opere verdiane messe in scena nei più prestigiosi teatri del mondo, da la Scala di Milano al Regio di Parma al Teatro Verdi di Busseto fino al Metropolitan Opera di New York e il NHK di Tokyo.
Da questo grande lavoro sono nati due volumi fotografici e un’importante mostra che, dopo Milano e Parma, è appena tornata dai successi di New York, Washington e Boston.
La mostra di Padova è costituita da oltre 100 immagini delle opere di Macbeth, Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata, Un Ballo in maschera, Otello, Falstaff e la famosa Aida di Zeffirelli, presentate in allestimenti diversi di teatri diversi, scattate sempre con il pubblico in sala, durante le rappresentazioni stesse nel pieno rispetto delle luci originali degli spettacoli e dei “pianissimi” della musica di Verdi.
Le immagini, tutte copie uniche, sono stampate su una speciale tela fotografica, simile al canovaccio dei pittori, con inchiostri speciali resistenti nel tempo, senza alcun intervento di postproduzione e montate su leggeri telai di legno. Graziella Vigo-personale.jpg Esse non riproducono soltanto le scene di un’opera ma la ricreano in una sontuosità di gesti, in una ricchezza di costumi, in un sorgere di ombre drammatiche e di luci sfumate nel mistero, rivelando particolari che ascoltando e guardando l’insieme del palcoscenico sfuggono, la leggerezza di un fazzoletto, la perfezione di un ricamo, il dolore di uno sguardo, l’abbandono di una figura secondaria eppure essenziale all’armonia, all’equilibrio dell'insieme.
Mostra collettiva Circuito aperto
La mostra Circuito aperto, curata da Maria Beatrice Autizi, costituisce uno stimolante confronto fra i differenti linguaggi di tre fotografi europei e un italiano e pone l’attenzione sulle valenze, sulle possibilità espressive, sulle relazioni tra immagini e rielaborazione. Circuito aperto, che espone le opere di Anna Halm Schudel, Peter Schudel, Sascha Weidner e del padovano Antonio Lovison, è un’occasione per soffermarsi su alcune tendenze della fotografia digitale, ma soprattutto sulle tecniche e la personalità artistica di artisti che hanno portato avanti una ricerca avente come tema comune la comunicazione, il sentire dell’uomo e l’ambiente che lo circonda.
La fotografia digitale permette una libertà quasi illimitata, ma sollecita anche un dibattito sul suo valore, sulla veridicità dell’immagine, sull’impatto emotivo a volte accelerato e fine a se stesso e sul concetto stesso di creatività. Comunicare attraverso le immagini sta diventando comune come l’uso della parola. Grazie alle email, agli sms, ad applicazioni come WhatsApp, si inviano gli scatti in tempo reale e ci si rapporta, come non mai, anche attraverso le fotografie. L’innovazione tecnica comporta da un lato la nascita di un nuovo modo di dialogare ma anche una illimitata libertà. Una sorta di rivoluzione in cui quasi tutto è permesso, dai collages alle composizioni più fantastiche, dall’intervento sui colori e sulle linee alla contaminazione con la pittura e la grafica.
La mostra CIRCUITO APERTO (20 aprile-23 giugno 2013) presenta le fotografie di tre noti artisti europei e di un artista padovano, le cui immagini si interrogano sul valore della comunicazione, dell'apparenza, della sorpresa e della percezione.
L'esposizione collettiva è inserita all'interno della Rassegna di mostre fotografiche Padova PHOTO-GRAPHIA. Breaking the Media. Al di là dell'immagine.
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