La dimensione verticale
©2004 The Frank Lloyd Wright Foundation, Scottsdale, AZ |
Progetto di Frank lloyd Wright
06/12/2004
Lo Skyscraper Museum di New York presenta in una retrospettiva straordinaria, i progetti del più famoso architetto d’America: Frank Lloyd Wright (1867-1959).
L’esposizione esamina il profondo interesse di Wright verso la reinvenzione degli edifici di grande altezza. L’architetto progettò una dozzina di grattacieli ma ne vennero costruiti soltanto due , il Johnson Research Tower a Racine nel Wisconsin (1944), e il Price Tower di Bartlesville, Oklahoma (1952-56). I disegni di Wright denotano una profonda fiducia nel progresso, nella tecnologia e nella democrazia Americana.
Allievo del noto Louis Sullivan, fu sostenitore dell’Architettura organica, disciplina che metteva al centro l’uomo con le proprie esigenze e desideri. Un’architettura fusa nella natura, intesa a integrare i grattacieli nel territorio, intesi come grandi alberi affondano le radici nella terra e che dal piano orizzontale penetrano in una dimensione verticale.
La mostra raccoglie 14 progetti di grattacieli corredati da schizzi, disegni, plastici, foto, lettere e documenti inediti, che raccontano la vita e il percorso professionale di uno dei grandi protagonisti del Novecento.
Frank Lloyd Wright: The Vertical Dimension
Fino al 9 gennaio 2005
Skyscraper Museum
New York, 39 Battery Place
www.skyscraper.org
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Roma | Dal 15 gennaio al 12 aprile 2026
Le rivelazioni del non finito. Dietro le quinte dell’arte ai Musei Capitolini
-
Presto in mostra a Venezia
Etruschi e Veneti, il racconto delle acque sacre
-
Mondo | Dal 13 febbraio al 27 settembre al Kunstmuseum
A Berna vanno in scena i grandi maestri, da Duccio di Buoninsegna a Jean-Étienne Liotard
-
Brescia | Dal 24 gennaio a Palazzo Martinengo
L’Italia del Liberty va in scena a Brescia
-
Milano | Gli appuntamenti da non perdere
Cinque mostre di fotografia da vedere a Milano
-
Mondo | Alla Fundaçao Serralves in collaborazione con il Getty Research Institute
A Porto la prima grande mostra postuma su Frank Gehry