Letterio Scalia e Roma
Letterio Scalia e Roma, Museo di Roma in Trastevere
Dal 1 Marzo 2013 al 5 Maggio 2013
Luogo: Museo di Roma in Trastevere
Indirizzo: piazza S. Egidio 1B
Orari: da martedì a domenica 10-20
Curatori: Silvana Bonfili, Francesca Romana Morelli
Enti promotori:
- Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina
- Archivio Letterio Scalia
Costo del biglietto: intero € 7.50, ridotto € 6.50
Telefono per informazioni: +39 06 0608/ 339 4953676
E-Mail info: flaminiacasucci@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.museodiromaintrastevere.it
L’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovrintendenza Capitolina, in collaborazione con l’Archivio Letterio Scalia presentano, dal 1° marzo al 5 maggio 2013 al Museo di Roma in Trastevere, la mostra Letterio Scalia e Roma, tra pittura e fabbrica dei sogni, un’esposizione monografica che documenta per la prima volta l’opera completa di Letterio Scalia (Acireale 1908 - Roma 1996), pittore, illustratore, autore di grafica pubblicitaria e di manifesti cinematografici e, dal 1951, prima docente e poi direttore della Scuola di Arti Ornamentali del Comune di Roma.
La mostra, a cura di Silvana Bonfili e Francesca Romana Morelli, studiosa di arte italiana della prima metà del Novecento, offre l’opportunità di fare luce su un artista versatile: la cui figura appare moderna ed emblematica del periodo chiave tra le due guerre. In questo periodo l’arte ha un ruolo incisivo nella vita culturale e politica del nostro Paese, mentre le espressioni di arte popolare si servono della creatività di molti per stimolare i desideri in una società in via di mutazione e per soddisfare le richieste di un’industria cinematografica, alimentata dalle novità d’oltreoceano.
Il percorso espositivo si sviluppa in sezioni che ripercorrono la carriera artistica di Scalia: le origini siciliane; la formazione romana; la sua intensa e felice collaborazione con l’industria cinematografica e l’E.I.A. Edizioni Illustrate Americane; il confronto con il clima artistico romano tra le due guerre e la collaborazione e Direzione della Scuola delle Arti Ornamentali del Comune di Roma a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso.
Saranno esposti circa quaranta opere tra dipinti, manifesti cinematografici, fascicoli di letteratura pulp; oltre a numerosi documenti, anche fotografici, tutti provenienti dall’Archivio Scalia (Roma).
Dopo aver frequentato il liceo artistico in Sicilia, il giovane Scalia si trasferisce a Roma dove studia pittura con Umberto Coromaldi all’Accademia di Belle Arti. La sua pittura si esprime attraverso figure e paesaggi che affondano le proprie radici nella tradizione ottocentesca non solo italiana, ma anche tedesca. Nella seconda metà degli anni Trenta del secolo scorso, inizia ad illustrare manifesti cinematografici, locandine di film di celebri case di produzione e distribuzione cinematografiche, lavora nel campo della pubblicità e in parallelo avvia la ricerca di nuove sperimentazioni, dedicandosi con passione all’illustrazione di fascicoli popolari di avventura dell’ E.I.A.
Durante il secondo conflitto mondiale è fatto prigioniero sul fronte africano e trasferito in campi di prigionia in USA; qui continua l’esercizio della pittura che diventa un documento amaro della sua condizione. Dal dopoguerra Scalia si dedica con intensità al paesaggio e partecipa a premi di pittura e a esposizioni pubbliche. Importante è la sua attività di docente, dal 1951, e poi di direttore, dal 1965 al 1978, nella Scuola di Arti Ornamentali del Comune di Roma.
In questo periodo l’Istituto conosce un rinnovamento delle strutture e una fioritura dell’attività degli allievi e dei docenti grazie anche all’organizzazione di significative mostre annuali.
In vendita al pubblico, presso il Book Shop del Museo in Trastevere, sarà a disposizione la monografia pubblicata De Luca Editori d’Arte, Roma. Curata da Francesca Romana Morelli, autrice anche di un saggio sulla pittura di Letterio Scalia e del catalogo ragionato della sua opera, la monografia fa luce sulla sua figura di illustratore attraverso le parole di Enrico Fornaroli. Ileana Pansino ha ricostruito la biografia e l’attività espositiva dell’artista.
La mostra, a cura di Silvana Bonfili e Francesca Romana Morelli, studiosa di arte italiana della prima metà del Novecento, offre l’opportunità di fare luce su un artista versatile: la cui figura appare moderna ed emblematica del periodo chiave tra le due guerre. In questo periodo l’arte ha un ruolo incisivo nella vita culturale e politica del nostro Paese, mentre le espressioni di arte popolare si servono della creatività di molti per stimolare i desideri in una società in via di mutazione e per soddisfare le richieste di un’industria cinematografica, alimentata dalle novità d’oltreoceano.
Il percorso espositivo si sviluppa in sezioni che ripercorrono la carriera artistica di Scalia: le origini siciliane; la formazione romana; la sua intensa e felice collaborazione con l’industria cinematografica e l’E.I.A. Edizioni Illustrate Americane; il confronto con il clima artistico romano tra le due guerre e la collaborazione e Direzione della Scuola delle Arti Ornamentali del Comune di Roma a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso.
Saranno esposti circa quaranta opere tra dipinti, manifesti cinematografici, fascicoli di letteratura pulp; oltre a numerosi documenti, anche fotografici, tutti provenienti dall’Archivio Scalia (Roma).
Dopo aver frequentato il liceo artistico in Sicilia, il giovane Scalia si trasferisce a Roma dove studia pittura con Umberto Coromaldi all’Accademia di Belle Arti. La sua pittura si esprime attraverso figure e paesaggi che affondano le proprie radici nella tradizione ottocentesca non solo italiana, ma anche tedesca. Nella seconda metà degli anni Trenta del secolo scorso, inizia ad illustrare manifesti cinematografici, locandine di film di celebri case di produzione e distribuzione cinematografiche, lavora nel campo della pubblicità e in parallelo avvia la ricerca di nuove sperimentazioni, dedicandosi con passione all’illustrazione di fascicoli popolari di avventura dell’ E.I.A.
Durante il secondo conflitto mondiale è fatto prigioniero sul fronte africano e trasferito in campi di prigionia in USA; qui continua l’esercizio della pittura che diventa un documento amaro della sua condizione. Dal dopoguerra Scalia si dedica con intensità al paesaggio e partecipa a premi di pittura e a esposizioni pubbliche. Importante è la sua attività di docente, dal 1951, e poi di direttore, dal 1965 al 1978, nella Scuola di Arti Ornamentali del Comune di Roma.
In questo periodo l’Istituto conosce un rinnovamento delle strutture e una fioritura dell’attività degli allievi e dei docenti grazie anche all’organizzazione di significative mostre annuali.
In vendita al pubblico, presso il Book Shop del Museo in Trastevere, sarà a disposizione la monografia pubblicata De Luca Editori d’Arte, Roma. Curata da Francesca Romana Morelli, autrice anche di un saggio sulla pittura di Letterio Scalia e del catalogo ragionato della sua opera, la monografia fa luce sulla sua figura di illustratore attraverso le parole di Enrico Fornaroli. Ileana Pansino ha ricostruito la biografia e l’attività espositiva dell’artista.
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