Francesco Manetti ripropone al Globe Theatre di Roma "Pene d'amor perdute "
12/09/2006
Lo spettacolo viene riproposto in un’ambientazione in stile anni ’50 con musiche, costumi e balli dell’epoca. Rivisitando un decennio di moda e mondanità ma anche di guerre cruente e di paura per le sorti dell’umanità.
Il Re di Navarra Ferdinando e i suoi nobili amici hanno fatto giuramento di non dedicarsi a niente, che non sia lo studio, per tre anni di seguito; è quindi esclusa la frequentazione di compagnie femminili, ed anche la sia pur minima confidenza con una donna. Proprio quando è ora di mettere in pratica il proponimento, giunge alla corte di Ferdinando la figlia del re di Francia, insieme alle proprie dame di compagnia, inviata dal vecchio padre per discutere di alcune cessioni territoriali: i giovani spagnoli non appena ricevute le nobili francesi in nome del protocollo di corte, si scoprono tutti innamorati chi dell'una chi dell'altra.
In parallelo Shakespare ci presenta una serie di personaggi “bassi” che popolano la Corte di Navarra costruiti sul modello delle maschere della Commedia dell’Arte: Don Armado un capitano innamorato, Bruscolino, Melacotta e Giachenetta servi scaltri o pasticcioni, Oloferne un prete pedante. Le vicende di questi due mondi si intrecciano grazie a una serie di fraintendimenti ed esilaranti scambi di lettere d’amore.
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Ancona | Dal 14 febbraio al 16 aprile
Tiziano e Lorenzo Lotto insieme ad Ancona
-
Roma | Dal 12 febbraio al 5 luglio a Palazzo Velli
Roma in noir con le atmosfere di Jack Vettriano
-
Roma | Dal 12 febbraio alle Gallerie Nazionali d’Arte Antica
Bernini e i Barberini. La nascita del Barocco si racconta a Roma
-
Milano | Dal 6 febbraio a Palazzo Citterio
Un Morandi “al contrario”. L’omaggio di William Kentridge al maestro
-
Roma | Nella sede dell'ex Mattatoio dal 30 gennaio al 29 giugno
Il Centro della Fotografia di Roma apre al pubblico con Irving Penn e Silvia Camporesi
-
Roma | Dal 27 marzo a Palazzo Bonaparte
Presto a Roma la più grande mostra mai dedicata a Hokusai