Lippi, Bronzino, Caravaggio, capolavori sacri e profani dalla Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza
© Courtesy Cariprato | Michelangelo Merisi da Caravaggio, Incoronazione di spine (1605)
olio su tela
Dal 7 Dicembre 2011 al 5 Febbraio 2012
Vicenza | Visualizza tutte le mostre a Vicenza
Luogo: Palazzo Thiene
Indirizzo: Contrà San Gaetano da Thiene
Orari: martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19
Curatori: Fernando Rigon
Costo del biglietto: ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 0444.339989
E-Mail info: palazzothiene@popvi.it
Sito ufficiale: http://www.palazzothiene.it
La mostra "Lippi, Bronzino, Caravaggio", in programma a Vicenza, nel palladiano Palazzo Thiene, sede storica della Banca Popolare di Vicenza, offrirà dal 7 dicembre al 5 febbraio l'occasione di ammirare per la prima volta in Veneto i capolavori pittorici presenti nella collezione della Cassa di risparmio di Prato, ora incorporata nella Popolare, ritenuta da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, «una fra le più importanti per rarità, varietà e qualità». In mostra ci saranno dipinti di soggetto sacro e profano. La gran parte, in considerazione del loro rilevante interesse per il patrimonio artistico nazionale, è stata recentemente sottoposta a decreto di vincolo da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Al centro dell'esposizione, compaiono alcuni maestri assoluti dell'arte italiana: Michelangelo Merisi,detto il Caravaggio, con l'intensa Coronazione di Spine, Filippo Lippi con la delicata Madonna col Bambino, Agnolo di Cosimo Tori, detto il Bronzino, con l'incisivo Ritratto di Tommaso di Guccio Soderini, e Puccio di Simone con una preziosa tavola fondo oro. Accanto ad essi sarà visibile una antologia di opere dei protagonisti della pittura toscana fra cinquecento e seicento: Il ritrovamento di Mosé di Matteo Rosselli; La Carità di Carlo Dolci; Il Sacrificio di Ifigenia di Bernardino Mei, la grande pala d'altare con la Natività di Tommaso di Stefano Lunetti, e tele di Francesco Curradi, Jacopo Vignali, Bartolomeo Salvestrini, Giovanni Battista Vanni, Francesco Furini, Baldassare Franceschini detto il Volterrano e Alessandro Rosi.
Normalmente esposti al pubblico nella galleria del Palazzo degli Alberti di Prato, i dipinti vengono accolti a Vicenza nella sede storica della Popolare, che rinnova così il tradizionale appuntamento di fine anno, "Capolavori che ritornano" e destinato a presentare le nuove acquisizioni avvenute nell'anno nella collezione d'arte dell'Istituto.
Contemporaneamente, nell'ottica di uno scambio artistico-culturale voluto dal presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, va in mostra a Prato a partire da metà dicembre e fino a fine gennaio l'intero nucleo di dipinti di Jacopo Bassano e dei figli Francesco e Leandro, custoditi permanentemente nella pinacoteca di Palazzo Thiene a Vicenza. La Galleria di Palazzo degli Alberti, oggi sede della direzione toscana della banca, celebra così il grande maestro della pittura veneta del Rinascimento, nel quinto centenario della sua nascita. Curatore scientifico delle esposizioni e dei cataloghi a corredo delle due mostre è Fernando Rigon, conservatore del patrimonio artistico del Gruppo Banca Popolare di Vicenza.
L'inaugurazione si terrà martedì 6 dicembre alle 18.30. La mostra sarà poi visitabile da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Chiuso il lunedì.
In parallelo, anche quest'anno è stato predisposto un xakendario di conferenze "illustrative", programmate alle 16 delle domeniche 15, 22, 29 gennaio e 5 febbraio (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili), nel Salone Palladiano di Palazzo Thiene.
Domenica 15 gennaio Cristina Gnoni Mavarelli, storico dell'arte e direttore della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze Pistoia e Prato parlaerà su "La collezione toscana della Banca Popolare di Vicenza e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Perché Lippi, Bronzino e Caravaggio son patrimonio artistico di interesse nazionale". Domenica 22 gennaio sempre alle 16, sarà la volta di Isabella Lapi Ballerini, direttore regionale della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici di Puglia, che affronterà il tema "Arte e tecnologia. L'Opificio restaura il dipinto della Banca Popolare di Vicenza". Domenica 29 gennaio su "La Pittura Toscana del Seicento. Divergenze e convergenze con l'arte veneta" è in programma un intervento di Sandro Bellesi, storico dell'arte.
Conclusione degli incontri il 5 febbraio con "Le virtù dell'Arte. Letture iconografiche su alcuni dipinti della Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza", conversazione dello stesso Fernando Rigon, curatore della mostra.
Al centro dell'esposizione, compaiono alcuni maestri assoluti dell'arte italiana: Michelangelo Merisi,detto il Caravaggio, con l'intensa Coronazione di Spine, Filippo Lippi con la delicata Madonna col Bambino, Agnolo di Cosimo Tori, detto il Bronzino, con l'incisivo Ritratto di Tommaso di Guccio Soderini, e Puccio di Simone con una preziosa tavola fondo oro. Accanto ad essi sarà visibile una antologia di opere dei protagonisti della pittura toscana fra cinquecento e seicento: Il ritrovamento di Mosé di Matteo Rosselli; La Carità di Carlo Dolci; Il Sacrificio di Ifigenia di Bernardino Mei, la grande pala d'altare con la Natività di Tommaso di Stefano Lunetti, e tele di Francesco Curradi, Jacopo Vignali, Bartolomeo Salvestrini, Giovanni Battista Vanni, Francesco Furini, Baldassare Franceschini detto il Volterrano e Alessandro Rosi.
Normalmente esposti al pubblico nella galleria del Palazzo degli Alberti di Prato, i dipinti vengono accolti a Vicenza nella sede storica della Popolare, che rinnova così il tradizionale appuntamento di fine anno, "Capolavori che ritornano" e destinato a presentare le nuove acquisizioni avvenute nell'anno nella collezione d'arte dell'Istituto.
Contemporaneamente, nell'ottica di uno scambio artistico-culturale voluto dal presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, va in mostra a Prato a partire da metà dicembre e fino a fine gennaio l'intero nucleo di dipinti di Jacopo Bassano e dei figli Francesco e Leandro, custoditi permanentemente nella pinacoteca di Palazzo Thiene a Vicenza. La Galleria di Palazzo degli Alberti, oggi sede della direzione toscana della banca, celebra così il grande maestro della pittura veneta del Rinascimento, nel quinto centenario della sua nascita. Curatore scientifico delle esposizioni e dei cataloghi a corredo delle due mostre è Fernando Rigon, conservatore del patrimonio artistico del Gruppo Banca Popolare di Vicenza.
L'inaugurazione si terrà martedì 6 dicembre alle 18.30. La mostra sarà poi visitabile da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Chiuso il lunedì.
In parallelo, anche quest'anno è stato predisposto un xakendario di conferenze "illustrative", programmate alle 16 delle domeniche 15, 22, 29 gennaio e 5 febbraio (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili), nel Salone Palladiano di Palazzo Thiene.
Domenica 15 gennaio Cristina Gnoni Mavarelli, storico dell'arte e direttore della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze Pistoia e Prato parlaerà su "La collezione toscana della Banca Popolare di Vicenza e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Perché Lippi, Bronzino e Caravaggio son patrimonio artistico di interesse nazionale". Domenica 22 gennaio sempre alle 16, sarà la volta di Isabella Lapi Ballerini, direttore regionale della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici di Puglia, che affronterà il tema "Arte e tecnologia. L'Opificio restaura il dipinto della Banca Popolare di Vicenza". Domenica 29 gennaio su "La Pittura Toscana del Seicento. Divergenze e convergenze con l'arte veneta" è in programma un intervento di Sandro Bellesi, storico dell'arte.
Conclusione degli incontri il 5 febbraio con "Le virtù dell'Arte. Letture iconografiche su alcuni dipinti della Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza", conversazione dello stesso Fernando Rigon, curatore della mostra.
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