Rosalie D’Hérin Seris (1871-1956). La prima donna fotografa in Valle d’Aosta
© Archivio BREL - Fondo Seris | Rosalie D’Hérin Seris, Sposi e invitati, Valle d’Aosta, anni 1920. Negativo b/n gelatina-bromuro, su lastra di vetro, 18x13 cm.
Dal 24 Luglio 2026 al 28 Febbraio 2027
Luogo: Chiesa di San Lorenzo
Indirizzo: Via Sant'Orso
Orari: martedì-domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Curatori: Daria Jorioz
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0165.275937
E-Mail info: u-mostre@regione.vda.it
Sito ufficiale: http://www.regione.vda.it
L’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d'Aosta comunica che venerdì 24 luglio 2026, alle ore 18, sarà inaugurata l'esposizione Rosalie D’Hérin Seris (1871-1956). La prima donna fotografa in Valle d’Aosta, allestita presso la Chiesa di San Lorenzo di Aosta, curata da Daria Jorioz e realizzata dalla Struttura Attività culturali, espositive e Politiche identitarie nell’ambito della valorizzazione degli archivi del Bureau Régional Ethnologie et Linguistique.
Il pubblico è invitato a conoscere la vicenda poco nota di un’autrice che ha documentato la storia della Valle d’Aosta attraverso la ritrattistica fotografica negli anni Venti del Novecento ed è stata la prima donna professionista in questo settore nella nostra regione.
Il percorso espositivo si compone di una pregiata antologia di opere selezionate dalla curatrice tra i settecento fototipi originali negativi in bianco e nero alla gelatina-bromuro su lastra di vetro che compongono il Fondo Seris, con l’intento di ripercorrere l’importante contributo della fotografa valdostana alla storia della fotografia. Le ventinove immagini presentate in mostra, riprodotte in grande formato, sono state stampate filologicamente da Enrico Peyrot, alcune con procedimento ai sali d’argento, altre con tecnologia digitale.
“La mostra dedicata alla fotografa di Saint-Vincent - dichiara l’Assessore Erik Lavevaz - sottolinea il valore collettivo degli archivi fotografici e multimediali della Valle d’Aosta. Il loro patrimonio, accompagnato dalle preziose energie delle donne e degli uomini che ci lavorano, è un tassello fondamentale della nostra coscienza storica: sono luoghi che conservano la memoria della nostra comunità, che in essi può trovare percorsi in cui riconoscersi e cogliere allo stesso tempo l’evoluzione della nostra comunità”.
Marie Rosalie D’Hérin Seris è una figura atipica nella storia della fotografia in Valle d’Aosta. Nata nel 1871 in un villaggio di Montjovet, in un contesto contadino, nel suo destino sembra non esserci posto per grandi ambizioni. Il primo contatto con la fotografia avviene quando, poco più che ventenne, incontra un fotografo ambulante piemontese specialista in ritratti. La giovane decide di seguirlo per imparare l’utilizzo dell’apparecchio fotografico e poco più tardi trascorre alcuni mesi a Torino per apprendere e perfezionare la tecnica fotografica e di stampa, facendo poi ritorno in Valle d’Aosta, dove si specializza nel ritratto in studio e in esterno. I suoi clienti sono gli abitanti del luogo e i villeggianti della Fons Salutis di Saint-Vincent, agiati borghesi che amano farsi ritrarre in gruppo nell’ambiente termale.
“Rosalie D’Hérin Seris, la cui prima attestazione come fotografa è contenuta in un documento del 1899, - sottolinea la curatrice Daria Jorioz - può essere considerata una figura pionieristica non solo in Valle d’Aosta, ma anche in ambito italiano. La sua predilezione della luce naturale che accarezza i volti, la scelta di pose e ambientazioni non convenzionali, la prospettiva leggermente ribassata adottata per i ritratti singoli, l’inserimento nell’inquadratura di piante e scorci architettonici, rendono le sue immagini riconoscibili e il suo stile personale e mai scontato”.
Questa prima esposizione monografica a lei dedicata e il volume che l’accompagna sono un omaggio alla determinazione e alla passione di una donna che ha saputo con le sue sole forze farsi strada sin dai primi anni del Novecento in un settore considerato prevalentemente maschile.
Il catalogo bilingue italiano-francese, curato da Daria Jorioz e riccamente illustrato con oltre cinquanta immagini, è edito dalla Tipografia Valdostana.
Il pubblico è invitato a conoscere la vicenda poco nota di un’autrice che ha documentato la storia della Valle d’Aosta attraverso la ritrattistica fotografica negli anni Venti del Novecento ed è stata la prima donna professionista in questo settore nella nostra regione.
Il percorso espositivo si compone di una pregiata antologia di opere selezionate dalla curatrice tra i settecento fototipi originali negativi in bianco e nero alla gelatina-bromuro su lastra di vetro che compongono il Fondo Seris, con l’intento di ripercorrere l’importante contributo della fotografa valdostana alla storia della fotografia. Le ventinove immagini presentate in mostra, riprodotte in grande formato, sono state stampate filologicamente da Enrico Peyrot, alcune con procedimento ai sali d’argento, altre con tecnologia digitale.
“La mostra dedicata alla fotografa di Saint-Vincent - dichiara l’Assessore Erik Lavevaz - sottolinea il valore collettivo degli archivi fotografici e multimediali della Valle d’Aosta. Il loro patrimonio, accompagnato dalle preziose energie delle donne e degli uomini che ci lavorano, è un tassello fondamentale della nostra coscienza storica: sono luoghi che conservano la memoria della nostra comunità, che in essi può trovare percorsi in cui riconoscersi e cogliere allo stesso tempo l’evoluzione della nostra comunità”.
Marie Rosalie D’Hérin Seris è una figura atipica nella storia della fotografia in Valle d’Aosta. Nata nel 1871 in un villaggio di Montjovet, in un contesto contadino, nel suo destino sembra non esserci posto per grandi ambizioni. Il primo contatto con la fotografia avviene quando, poco più che ventenne, incontra un fotografo ambulante piemontese specialista in ritratti. La giovane decide di seguirlo per imparare l’utilizzo dell’apparecchio fotografico e poco più tardi trascorre alcuni mesi a Torino per apprendere e perfezionare la tecnica fotografica e di stampa, facendo poi ritorno in Valle d’Aosta, dove si specializza nel ritratto in studio e in esterno. I suoi clienti sono gli abitanti del luogo e i villeggianti della Fons Salutis di Saint-Vincent, agiati borghesi che amano farsi ritrarre in gruppo nell’ambiente termale.
“Rosalie D’Hérin Seris, la cui prima attestazione come fotografa è contenuta in un documento del 1899, - sottolinea la curatrice Daria Jorioz - può essere considerata una figura pionieristica non solo in Valle d’Aosta, ma anche in ambito italiano. La sua predilezione della luce naturale che accarezza i volti, la scelta di pose e ambientazioni non convenzionali, la prospettiva leggermente ribassata adottata per i ritratti singoli, l’inserimento nell’inquadratura di piante e scorci architettonici, rendono le sue immagini riconoscibili e il suo stile personale e mai scontato”.
Questa prima esposizione monografica a lei dedicata e il volume che l’accompagna sono un omaggio alla determinazione e alla passione di una donna che ha saputo con le sue sole forze farsi strada sin dai primi anni del Novecento in un settore considerato prevalentemente maschile.
Il catalogo bilingue italiano-francese, curato da Daria Jorioz e riccamente illustrato con oltre cinquanta immagini, è edito dalla Tipografia Valdostana.
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