Sebastião Salgado. Ghiacciai
Dal 24 Aprile 2026 al 27 Settembre 2026
Bard | Aosta | Visualizza tutte le mostre a Aosta
Luogo: Forte di Bard
Indirizzo: Via Vittorio Emanuele II
Orari: feriali: 10.00 | 18.00 sabato, domenica, festivi: 10.00 | 19.00 lunedì chiuso
Curatori: Lélia Wanick Salgado
Costo del biglietto: Intero: 15,00 euro Ridotto: 12,00 euro Gratuità: possessori Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta; Membership Card Forte di Bard; fascia 0-18 anni. *Le tariffe includono altri due spazi espositivi a scelta
Telefono per informazioni: +39 0125 833811
E-Mail info: info@fortedibard.it
Sito ufficiale: http://www.fortedibard.it
Sebastião Salgado (1944-2025) non è stato solo un fotografo, ma un testimone instancabile della nostra epoca: attraverso il suo sguardo di attivista e umanista, ha documentato le metamorfosi sociali ed economiche del mondo. In questo progetto ha rivolto l'obiettivo verso la bellezza vulnerabile delle nevi perenni, immortalando in centinaia di scatti uno degli ecosistemi più affascinanti e minacciati del pianeta. L'esposizione al Forte di Bard offre un duplice approccio: permette di esplorare l'arte dell'artista e invita alla riflessione sul cambiamento climatico. I monitoraggi degli anni Sessanta hanno mostrato una costante e significativa riduzione delle masse glaciali, portando all'estinzione di molti ghiacciai. La loro diminuzione comporta una perdita culturale di paesaggi che hanno ispirato arte e letteratura per secoli. Inoltre, i ghiacciai sono elementi essenziali per il clima e il ciclo idrologico, garantendo l'approvvigionamento di acqua potabile a due miliardi di persone e supportando due terzi dell'agricoltura irrigua globale.
Salgado cattura la bellezza mozzafiato di questo patrimonio ambientale a rischio: dalla Penisola Antartica al Canada, dalla Patagonia all’Himalaya, dalla Georgia del Sud alla Russia, le sue immagini ritraggono, in un bianco e nero ricco di contrasti, luoghi che negli anni sono al centro delle attenzioni dei ricercatori che indagano la storia geologica del nostro pianeta, così come le conseguenze a breve e lungo termine della crisi climatica e del riscaldamento globale.
Salgado ci propone un nuovo tributo visivo che ci invita ancora una volta a riflettere sull'importanza della salvaguardia degli ecosistemi, attraverso comportamenti più rispettosi e consapevoli nei confronti della natura per preservarne la bellezza e l'equilibrio.
All’interno della mostra sono presenti approfondimenti scientifici curati da Michele Freppaz, professore ordinario del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino dando così vita ad un percorso che coniuga arte e scienza. Presente anche un percorso inclusivo tattile per una maggiore e più inclusiva fruizione dei contenuti a cura di Dieci Occhi (Valentina Lungo, Tactile Book Designer, ed Enrico Delmastro, Graphic Designer), insieme a Luigi Giunta, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - sezione Valle d’Aosta e della Cooperativa sociale C’era l’Acca.
Sebastião Ribeiro Salgado nasce l’8 febbraio 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. A 16 anni si trasferisce nella vicina Vitoria, dove finisce le scuole superiori e intraprende gli studi universitari. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo ulteriori studi a San Paolo, la coppia si trasferisce prima a Parigi e poi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo. Lavorando prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, creare infine insieme a Lélia la agenzia Amazonas Images. Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli Indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti. Prima documenta la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro La mano dell’uomo, (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane). Quindi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo Mondo. Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais in Brasile. L’Instituto Terra ha riconvertito in foresta equatoriale – che era a rischio di sparizione – una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire. Sebastião Salgado muore a Parigi il 23 maggio 2025.
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