La Rinascita. Storie dell'Italia che ce l'ha fatta
La Rinascita. Storie dell'Italia che ce l'ha fatta, Asti
Dal 22 June 2013 al 3 November 2013
Asti
Luogo: Palazzo Mazzetti/ Palazzo Ottolenghi/ Palazzo Alfieri
Indirizzo: corso Vittorio Alfieri
Orari: da martedì a domenica 10.30-19.30
Enti promotori:
- Comune di Asti
- Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
- Palazzo Mazzetti
Costo del biglietto: intero € 9, ridotto € 7, scuole € 3
Telefono per informazioni: +39 0141 530403
E-Mail info: ufficiostampa@spaini.it
Sito ufficiale: http://www.larinascitaasti.it
Vent’anni di produzione artistica e industriale che hanno consacrato l’Italia come patria del design, della moda, della creatività.
Un’esposizione che coinvolge tre palazzi nel centro storico di Asti e inaugura la sede di Palazzo Alfieri come spazio espositivo.
1945 -1970. L’affermarsi del Made in Italy
In origine la definizione di Made in Italy è soltanto un marchio sopra i prodotti
di origine italiana, richiesto all’industria nell’ambito del commercio estero con nazioni europee come Germania e Inghilterra, che vogliono chiaramente indicare
al loro pubblico l’origine non nazionale dei prodotti del Belpaese. Una diffidenza che, con l’aumento della qualità della produzione italiana e del generale riconoscimento internazionale, si trasforma in segno di esclusività e garanzia di qualità. L’entusiasmo generato dal successo assolutamente imprevisto del Made in Italy, contamina anche la produzione culturale di quella generazione, scatenando una positiva evoluzione nell’ambito editoriale, del cinema, dell’arte, della fotografia, dello spettacolo in generale e infine nel costume e nella società che durerà per decenni, andando a delineare quell’Italian Lifestyle, che scalerà l’immaginario globale conquistandosi il titolo, talvolta troppo idealizzato, di migliore stile di vita possibile. Il mondo del cinema, la grande pubblicità, l’arte e la fotografia anticipano e sviluppano questo fervore nuovo, raccontando un’Italia inedita, fertile e creativa, un popolo pieno di entusiasmo e di fiducia che affronta la sfida del decollo industriale, del consumo di massa, del mutamento degli stili di vita dei giovani, con una leggerezza e una spinta propulsiva che sembra non lasciare troppo spazio alla riflessione e che non mancherà poi di creare motivi di scompensi e disordini sociali negli anni Settanta. Ma quali sono stati i processi che hanno reso possibile questo fenomeno? Quali le storie imprenditoriali? Quali le scoperte? E soprattutto, in un momento di crisi come questo è possibile che il miracolo si ripeta? Questa mostra sarà il racconto di quel repentino cambiamento, di una trasformazione generale dell’immaginario collettivo che passa dalla bicicletta alla Vespa, da “Ladri di biciclette” a “La Dolce Vita”, da Carla Boni a Caterina Caselli e tutto questo con la fiducia incondizionata in una trasformazione che non avrebbe portato altro che benefici e nuove speranze. È la storia dell’affermarsi di prodotti originali italiani che diventano veri e propri status globali come il pneumatico Cinturato Pirelli, la macchina per scrivere Lettera Olivetti. Prodotti e brevetti che saranno esposti ad Asti e giungeranno da Fondazioni Aziendali e direttamente dall’Archivio di stato di Roma. Accanto a questi prodotti che racconteranno la trasformazione della quotidianità e della produttività italiana, anche le opere d’arte figurativa, del cinema, della letteratura e il diffondersi della comunicazione di massa, della televisione nelle abitazioni e della radio.
Una città in mostra: Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri, Palazzo Ottolenghi
L’esposizione avrà tre linguaggi espositivi precisi, distinti e dialoganti tra loro, ciascuno utilizzato in uno dei tre edifici storici che costituiscono il percorso della mostra. Una mostra urbana che si snoda lungo Corso Alfieri, cuore storico della città, su cui affacciano Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri e Palazzo Ottolenghi. Se Palazzo Mazzetti, sede principale delle più importanti mostre della città, è già sede riconosciuta per eventi culturali, la vera novità di questo progetto è l’apertura straordinaria del piano terra di Palazzo Ottolenghi e del piano nobile di Palazzo Alfieri.
La Casa Natale di Vittorio Alfieri, edificio simbolo dell’identità astigiana, è rimasta chiusa per anni e finalmente può riaprire come nuova sede espositiva per il progetto La Rinascita, ospitando i focus sulla serialità industriale e sulla comunicazione di massa. A Palazzo Ottolenghi invece l’onore di raccontare il periodo della Rinascita nel ricordo e nelle testimonianze della città di Asti, seguendo le poetiche testimonianze delle canzoni di Paolo Conte, cantautore astigiano celebre nel mondo.
Un’esposizione che coinvolge tre palazzi nel centro storico di Asti e inaugura la sede di Palazzo Alfieri come spazio espositivo.
1945 -1970. L’affermarsi del Made in Italy
In origine la definizione di Made in Italy è soltanto un marchio sopra i prodotti
di origine italiana, richiesto all’industria nell’ambito del commercio estero con nazioni europee come Germania e Inghilterra, che vogliono chiaramente indicare
al loro pubblico l’origine non nazionale dei prodotti del Belpaese. Una diffidenza che, con l’aumento della qualità della produzione italiana e del generale riconoscimento internazionale, si trasforma in segno di esclusività e garanzia di qualità. L’entusiasmo generato dal successo assolutamente imprevisto del Made in Italy, contamina anche la produzione culturale di quella generazione, scatenando una positiva evoluzione nell’ambito editoriale, del cinema, dell’arte, della fotografia, dello spettacolo in generale e infine nel costume e nella società che durerà per decenni, andando a delineare quell’Italian Lifestyle, che scalerà l’immaginario globale conquistandosi il titolo, talvolta troppo idealizzato, di migliore stile di vita possibile. Il mondo del cinema, la grande pubblicità, l’arte e la fotografia anticipano e sviluppano questo fervore nuovo, raccontando un’Italia inedita, fertile e creativa, un popolo pieno di entusiasmo e di fiducia che affronta la sfida del decollo industriale, del consumo di massa, del mutamento degli stili di vita dei giovani, con una leggerezza e una spinta propulsiva che sembra non lasciare troppo spazio alla riflessione e che non mancherà poi di creare motivi di scompensi e disordini sociali negli anni Settanta. Ma quali sono stati i processi che hanno reso possibile questo fenomeno? Quali le storie imprenditoriali? Quali le scoperte? E soprattutto, in un momento di crisi come questo è possibile che il miracolo si ripeta? Questa mostra sarà il racconto di quel repentino cambiamento, di una trasformazione generale dell’immaginario collettivo che passa dalla bicicletta alla Vespa, da “Ladri di biciclette” a “La Dolce Vita”, da Carla Boni a Caterina Caselli e tutto questo con la fiducia incondizionata in una trasformazione che non avrebbe portato altro che benefici e nuove speranze. È la storia dell’affermarsi di prodotti originali italiani che diventano veri e propri status globali come il pneumatico Cinturato Pirelli, la macchina per scrivere Lettera Olivetti. Prodotti e brevetti che saranno esposti ad Asti e giungeranno da Fondazioni Aziendali e direttamente dall’Archivio di stato di Roma. Accanto a questi prodotti che racconteranno la trasformazione della quotidianità e della produttività italiana, anche le opere d’arte figurativa, del cinema, della letteratura e il diffondersi della comunicazione di massa, della televisione nelle abitazioni e della radio.
Una città in mostra: Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri, Palazzo Ottolenghi
L’esposizione avrà tre linguaggi espositivi precisi, distinti e dialoganti tra loro, ciascuno utilizzato in uno dei tre edifici storici che costituiscono il percorso della mostra. Una mostra urbana che si snoda lungo Corso Alfieri, cuore storico della città, su cui affacciano Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri e Palazzo Ottolenghi. Se Palazzo Mazzetti, sede principale delle più importanti mostre della città, è già sede riconosciuta per eventi culturali, la vera novità di questo progetto è l’apertura straordinaria del piano terra di Palazzo Ottolenghi e del piano nobile di Palazzo Alfieri.
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