Il Corpo Aureo. La Via Crucis di Graziano Pompili
Graziano Pompili, Stazioni della Via Crucis, 2003, 14 formelle, terracotta dipinta, 43x40x3
Dal 28 Marzo 2014 al 4 Maggio 2014
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Museo di Santa Maria della Vita
Indirizzo: via Clavature 8
Curatori: Alberto Zanchetta
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 051 230260
E-Mail info: info@genusbononiae.it
Sito ufficiale: http://www.genusbononiae.it.
Inaugura venerdì 28 marzo, alle 17.30, al Museo di Santa Maria della Vita di Bologna, il complesso monumentale che ospita il celebre "Compianto sul Cristo Morto" di Niccolò dell'Arca, l'esposizione "Il Corpo Aureo" dell'artista Graziano Pompili, uno degli scultori più interessanti del panorama nazionale, già docente di Scultura in marmo all'Accademia di Bologna e di Scultura per l'arte sacra all'Accademia di Brera.
Come scrive Alberto Zanchetta, «La mostra personale di Graziano Pompili allestita nelle sale espositive del Museo della Sanità è incentrata sulla Via Crucis che l'artista ha realizzato nel 2003. È trascorso un decennio dal concepimento di quell'opera, che nel frattempo è stata presentata in importanti contesti espositivi, non ultimo quello bolognese che mette in dialogo la via dolorosa di Pompili con il Compianto sul Cristo morto di Niccolò Dall'Arca nell'attigua Chiesa di Santa Maria della Vita. L'opera è composta da 14 formelle in terracotta rossa ed ingobbiata che l'artista aveva realizzato per la chiesa romanica di Santa Maria a Cortemilia. Ricorda lo stesso Pompili: «la chiesa era spoglia e poverissima. Allora, dopo qualche riflessione decisi di fare una Via Crucis. Non che fossi avvezzo all'arte sacra, ma la situazione mi ispirava... la terracotta dipinta, su quella pietra cupa, era perfetta». In bilico tra narrazione ed evocazione, Pompili rielabora con vigore e originalità il tema sacro ponendo l'attenzione sull'agone del Cristo, il suo lungo, estenuante, sforzo che trova il suo inevitabile "approdo" nella crocifissione. Il calvario del Cristo è un concetto universale, ogni individuo ha una croce da portare, bisogna quindi accettare i propri limiti e decidere di «prendere la croce» (come suggerisce il Vangelo di Matteo) per raggiungere l'unica salvezza possibile. Nell'occasione di questa mostra la Via Crucis si completerà idealmente con una quindicesima stazione, costituita da una scultura in marmo del 2006 raffigurante una deposizione. Non c'è sacro senza profano, non c'è profano che non abbia in sé qualcosa di sacro. I lavori di Graziano Pompili inseguono quei fenomeni e quei significati che ammantano il quotidiano di un'aura magica: personalissime epifanie che percorrono il derma dell'arte e della storia. Quest'aura si esprime anche in un corpo "aulico e aureo", la cui anatomia si dis-articola e si irrigidisce/indurisce nella terracotta o nel marmo. In mostra, infatti, sono presenti svariati studi e variazioni che l'artista ha realizzato su carta in anni successivi alla Via Crucis, particolarmente significativi sono anche un Paesaggio urbano (1989) in marmo bianco e un basalto nero del ciclo ORT (2004); il primo rappresenta la tipica casa squadrata su cui l'artista si interroga da anni, nell'altro troviamo invece una chiesa-croce che si ricollega all'iconografia sacra. Completano il percorso espositivo delle sculture degli anni Ottanta che accentrano il tema del corpo caro all'artista, tracciando così un percorso antologico in seno alla propria ricerca. Con questa mostra Graziano Pompili rinnova la sua indole d'archeologo - che ne aveva caratterizzato l'imprimatur artistico - dimostrandoci che le sue opere sono anzitutto un tentativo di fare [s]cultura, insegnandoci il luogo dove "poeticamente abita l'uomo"».
Saranno presenti al vernissage, oltre all'autore, Leone Sibani (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna), Fabio Roversi-Monaco (Presidente di Genus Bononiae. Musei della Città) ed Alberto Zanchetta (Curatore). La mostra, visitabile gratuitamente fino al 4 maggio 2014 con orario 10-19, sarà arricchita da un ciclo di tre incontri sul tema La Via Crucis, che si terranno nei giorni 9, 15 e 29 aprile 2014, alle ore 18.
Evento realizzato con il sostegno di CCPL, Gruppo Industriale Cooperativo.
Graziano Pompili (classe 1943) dopo l'infanzia e l'adolescenza trascorse in Romagna, vive e lavora a Reggio Emilia dal 1963. Si è affermato come uno degli scultori più interessanti del panorama nazionale. Già docente di Scultura in marmo all'Accademia di Bologna e di Scultura per l'arte sacra all'Accademia di Brera Pompili ha esposto in Italia e all'estero, in musei pubblici e in gallerie private. Le sue opere figurano in importanti collezioni e significativi sono i critici che hanno riservato la loro attenzione alla sua opera, tra cui: Marco Meneguzzo, Giorgio Cortenova, Sandro Parmiggiani, Claudio Spadoni, Walter Guadagnini, Marilena Pasquali, Valerio Dehò, Klaus Wolbert, Marco Vallora, accanto ai quali va ricordato il testo partecipe che Luciano Manicardi, monaco della Comunità di Bose, ha dedicato proprio alla Via Crucis dell'artista.
Come scrive Alberto Zanchetta, «La mostra personale di Graziano Pompili allestita nelle sale espositive del Museo della Sanità è incentrata sulla Via Crucis che l'artista ha realizzato nel 2003. È trascorso un decennio dal concepimento di quell'opera, che nel frattempo è stata presentata in importanti contesti espositivi, non ultimo quello bolognese che mette in dialogo la via dolorosa di Pompili con il Compianto sul Cristo morto di Niccolò Dall'Arca nell'attigua Chiesa di Santa Maria della Vita. L'opera è composta da 14 formelle in terracotta rossa ed ingobbiata che l'artista aveva realizzato per la chiesa romanica di Santa Maria a Cortemilia. Ricorda lo stesso Pompili: «la chiesa era spoglia e poverissima. Allora, dopo qualche riflessione decisi di fare una Via Crucis. Non che fossi avvezzo all'arte sacra, ma la situazione mi ispirava... la terracotta dipinta, su quella pietra cupa, era perfetta». In bilico tra narrazione ed evocazione, Pompili rielabora con vigore e originalità il tema sacro ponendo l'attenzione sull'agone del Cristo, il suo lungo, estenuante, sforzo che trova il suo inevitabile "approdo" nella crocifissione. Il calvario del Cristo è un concetto universale, ogni individuo ha una croce da portare, bisogna quindi accettare i propri limiti e decidere di «prendere la croce» (come suggerisce il Vangelo di Matteo) per raggiungere l'unica salvezza possibile. Nell'occasione di questa mostra la Via Crucis si completerà idealmente con una quindicesima stazione, costituita da una scultura in marmo del 2006 raffigurante una deposizione. Non c'è sacro senza profano, non c'è profano che non abbia in sé qualcosa di sacro. I lavori di Graziano Pompili inseguono quei fenomeni e quei significati che ammantano il quotidiano di un'aura magica: personalissime epifanie che percorrono il derma dell'arte e della storia. Quest'aura si esprime anche in un corpo "aulico e aureo", la cui anatomia si dis-articola e si irrigidisce/indurisce nella terracotta o nel marmo. In mostra, infatti, sono presenti svariati studi e variazioni che l'artista ha realizzato su carta in anni successivi alla Via Crucis, particolarmente significativi sono anche un Paesaggio urbano (1989) in marmo bianco e un basalto nero del ciclo ORT (2004); il primo rappresenta la tipica casa squadrata su cui l'artista si interroga da anni, nell'altro troviamo invece una chiesa-croce che si ricollega all'iconografia sacra. Completano il percorso espositivo delle sculture degli anni Ottanta che accentrano il tema del corpo caro all'artista, tracciando così un percorso antologico in seno alla propria ricerca. Con questa mostra Graziano Pompili rinnova la sua indole d'archeologo - che ne aveva caratterizzato l'imprimatur artistico - dimostrandoci che le sue opere sono anzitutto un tentativo di fare [s]cultura, insegnandoci il luogo dove "poeticamente abita l'uomo"».
Saranno presenti al vernissage, oltre all'autore, Leone Sibani (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna), Fabio Roversi-Monaco (Presidente di Genus Bononiae. Musei della Città) ed Alberto Zanchetta (Curatore). La mostra, visitabile gratuitamente fino al 4 maggio 2014 con orario 10-19, sarà arricchita da un ciclo di tre incontri sul tema La Via Crucis, che si terranno nei giorni 9, 15 e 29 aprile 2014, alle ore 18.
Evento realizzato con il sostegno di CCPL, Gruppo Industriale Cooperativo.
Graziano Pompili (classe 1943) dopo l'infanzia e l'adolescenza trascorse in Romagna, vive e lavora a Reggio Emilia dal 1963. Si è affermato come uno degli scultori più interessanti del panorama nazionale. Già docente di Scultura in marmo all'Accademia di Bologna e di Scultura per l'arte sacra all'Accademia di Brera Pompili ha esposto in Italia e all'estero, in musei pubblici e in gallerie private. Le sue opere figurano in importanti collezioni e significativi sono i critici che hanno riservato la loro attenzione alla sua opera, tra cui: Marco Meneguzzo, Giorgio Cortenova, Sandro Parmiggiani, Claudio Spadoni, Walter Guadagnini, Marilena Pasquali, Valerio Dehò, Klaus Wolbert, Marco Vallora, accanto ai quali va ricordato il testo partecipe che Luciano Manicardi, monaco della Comunità di Bose, ha dedicato proprio alla Via Crucis dell'artista.
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