Mariano Franzetti. Putty Toys Tricky, Loro
'Scoolture' di Mariano Franzetti
Dal 19 Novembre 2021 al 21 Novembre 2021
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Palazzo Hercolani
Indirizzo: Via Santo Stefano 30
Dal 19 al 21 novembre 2021 nel prestigioso Palazzo Hercolani di Bologna, negli spazi di Zefyro e Silaw Tax & Legal, lo studio ospita la mostra dell’artista italo argentino Mariano Franzetti, che mette per la prima volta in scena il progetto PUTTY TOYS TRICKY, LORO. Questa mostra segna un importante sviluppo nel suo percorso creativo, che senza rinunciare alla dimensione pittorica e neofigurativa si declina ora verso una tridimensionalità materica ricca di contrasti. On show una serie di sculture e arazzi in cui sono protagonisti una strana e grottesca community di personaggi che indossano abiti iconici di importanti maison della moda, come Saint Laurent, Celine, Prada, Bottega Veneta, tanto per citarne solo alcune. Inizialmente queste piccole sculture in stucco erano state pensate per sostituire i modelli nell’impossibilità di realizzare servizi fotografici per la moda durante il lookdown del 2020 e hanno colmato le giornate dell’artista. Si sono nel tempo moltiplicate, trasformandosi in personaggi grotteschi, dai volti deformi con pochi capelli colorati in testa, ma dai look super cool. In modo spontaneo è nata un’intera generazione di personaggi “ugly but cool”. Proprio lavorando su questo dualismo costante, tra realtà e voglia di apparire, alla ricerca di una Bellezza non canonica come quella imposta dalla moda, Mariano Franzetti ha dato vita a questi Beautiful Loser, che riflettono bene le contraddizioni della realtà che ci circonda.
“I personaggi di Putty Toys Tricky riflettono bene i contrasti del nostro tempo. Sono brutti ma cool o forse troppo cool ma brutti?” così Mariano Franzetti ci introduce a questo nuovo capitolo artistico e aggiunge: “Una strana e deforme comunità di individui che, pur indossando abiti delle più prestigiose griffe di moda, si atteggiano in posizioni anomale, parlano un linguaggio incomprensibile, muovendosi in modo strano e bizzarro. Ma è proprio nella loro diversità e nella loro distanza che questi personaggi vivono e comunicano.”
Queste “scoolture“ di improbabili fashion victims vanno poi a comporre dei veri e propri tableaux vivant, scene che rimandano a note iconografie sacre o che rimandano alla cantiche della Divina Commedia. Un’attrazione verso l’arte sacra che l’artista ha tratto dal suo retaggio e formazione in Italia durante il quale ha visitato in modo capillare le chiese e abbazie tra le Marche, l’Umbria e l’Emilia Romagna. In questi nuovi lavori emerge con forza un percorso spirituale in cui il corpo diviene metafora di un universo imperfetto in cui al centro è “la costante umana”. Ed è in questi luoghi che si cimenta l’arte di Mariano Franzetti, in quella parte dell’io nella quale avviene lo scontro primordiale, luminoso e sostanziale nel combattere con se stessi fin dalle origini. U n'esplorazione senza limiti che mette al centro il dualismo tra materia e spirito, luce e ombra, bellezza e bruttezza verso la ricerca di un archetipo assoluto.
In queste nuove opere Franzetti produce in un flusso libero utilizzando tutte le forme e tecniche che negli anni hanno caratterizzato il suo percorso, sculture umanoidi dalle espressioni e dalle movenze distorte, mai a loro agio né perfettamente collocate nello spazio, arazzi policromi realizzati a mano, dipinti su tela e acquarelli, ma anche video e fotografie in collaborazione con la casa di produzione video IPNOSE STUDIO, e il fotografo Antonio Managò. Una ricerca in cui la sperimentazione materica delle sculture e arazzi policromi si spinge verso un nuovo espressionismo contemporaneo. La mostra è supportata da ZEFYRO, merchant holding indipendente fondata da Alessandro Tempera, che investe nel settore dell’ambiente, dell’ agri food tech, del healthcare e Silaw Tax & Le- gal, studio legale con sedi a Bologna, Roma e Milano nelle persone dei partner bolognesi Avv. Marco Caroppo, Avv. Laura Recchioni, Avv. Matteo Sapienza.
Un percorso eclettico tra l’Argentina e l’Italia, tra l’architettura, l’arte e la moda. Dopo gli iniziali studi di architettura, Mariano si trasferisce a Buenos Aires per dedicarsi completamente alla sua passione, la pittura, che coltiva fin da piccolo studiando i pittori rinascimentali e l’arte in generale. Si trasferisce poi in Italia e nelle Marche inizia subito a lavorare come artista in collaborazione con uno laboratorio di architettura e interior design. Poi a Milano dove sviluppa ulteriormente la sua carriera di artista e direttore creativo. Le sue opere si caratterizzano per la ricerca cromatica, i toni brillanti e audaci, immagini e motivi grotteschi. Un universo costituito da fantasie apparentemente giocose, narrative stravaganti, atmosfere inusuali e affascinanti, che lasciano un segno sui fruitori, suscitando emozioni e stati d’animo differenti. I suoi lavori non si focalizzano su tematiche precise, ma spaziano molto, anche in funzione di ciò che Mariano vuole trasmettere, seppur al centro resta sempre l’uomo. Incuriosito dall’essere umano, dalle sue vicende e della sue svariate sfaccettature, all’interno delle sue opere si trovano spesso personaggi eccentrici, “diversi”, deformati, non solo di abbigliamento, pettinature, forme, sembianze, ma anche di stili di vita, culture e personalitàà.
“I personaggi di Putty Toys Tricky riflettono bene i contrasti del nostro tempo. Sono brutti ma cool o forse troppo cool ma brutti?” così Mariano Franzetti ci introduce a questo nuovo capitolo artistico e aggiunge: “Una strana e deforme comunità di individui che, pur indossando abiti delle più prestigiose griffe di moda, si atteggiano in posizioni anomale, parlano un linguaggio incomprensibile, muovendosi in modo strano e bizzarro. Ma è proprio nella loro diversità e nella loro distanza che questi personaggi vivono e comunicano.”
Queste “scoolture“ di improbabili fashion victims vanno poi a comporre dei veri e propri tableaux vivant, scene che rimandano a note iconografie sacre o che rimandano alla cantiche della Divina Commedia. Un’attrazione verso l’arte sacra che l’artista ha tratto dal suo retaggio e formazione in Italia durante il quale ha visitato in modo capillare le chiese e abbazie tra le Marche, l’Umbria e l’Emilia Romagna. In questi nuovi lavori emerge con forza un percorso spirituale in cui il corpo diviene metafora di un universo imperfetto in cui al centro è “la costante umana”. Ed è in questi luoghi che si cimenta l’arte di Mariano Franzetti, in quella parte dell’io nella quale avviene lo scontro primordiale, luminoso e sostanziale nel combattere con se stessi fin dalle origini. U n'esplorazione senza limiti che mette al centro il dualismo tra materia e spirito, luce e ombra, bellezza e bruttezza verso la ricerca di un archetipo assoluto.
In queste nuove opere Franzetti produce in un flusso libero utilizzando tutte le forme e tecniche che negli anni hanno caratterizzato il suo percorso, sculture umanoidi dalle espressioni e dalle movenze distorte, mai a loro agio né perfettamente collocate nello spazio, arazzi policromi realizzati a mano, dipinti su tela e acquarelli, ma anche video e fotografie in collaborazione con la casa di produzione video IPNOSE STUDIO, e il fotografo Antonio Managò. Una ricerca in cui la sperimentazione materica delle sculture e arazzi policromi si spinge verso un nuovo espressionismo contemporaneo. La mostra è supportata da ZEFYRO, merchant holding indipendente fondata da Alessandro Tempera, che investe nel settore dell’ambiente, dell’ agri food tech, del healthcare e Silaw Tax & Le- gal, studio legale con sedi a Bologna, Roma e Milano nelle persone dei partner bolognesi Avv. Marco Caroppo, Avv. Laura Recchioni, Avv. Matteo Sapienza.
Un percorso eclettico tra l’Argentina e l’Italia, tra l’architettura, l’arte e la moda. Dopo gli iniziali studi di architettura, Mariano si trasferisce a Buenos Aires per dedicarsi completamente alla sua passione, la pittura, che coltiva fin da piccolo studiando i pittori rinascimentali e l’arte in generale. Si trasferisce poi in Italia e nelle Marche inizia subito a lavorare come artista in collaborazione con uno laboratorio di architettura e interior design. Poi a Milano dove sviluppa ulteriormente la sua carriera di artista e direttore creativo. Le sue opere si caratterizzano per la ricerca cromatica, i toni brillanti e audaci, immagini e motivi grotteschi. Un universo costituito da fantasie apparentemente giocose, narrative stravaganti, atmosfere inusuali e affascinanti, che lasciano un segno sui fruitori, suscitando emozioni e stati d’animo differenti. I suoi lavori non si focalizzano su tematiche precise, ma spaziano molto, anche in funzione di ciò che Mariano vuole trasmettere, seppur al centro resta sempre l’uomo. Incuriosito dall’essere umano, dalle sue vicende e della sue svariate sfaccettature, all’interno delle sue opere si trovano spesso personaggi eccentrici, “diversi”, deformati, non solo di abbigliamento, pettinature, forme, sembianze, ma anche di stili di vita, culture e personalitàà.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A BOLOGNA
-
Dal 18 Ottobre 2015 al 31 Dicembre 2030
Museo Geologico Giovanni Capellini
Il Mosasaurus di Novafeltria al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna
-
Dal 30 Novembre 2025 al 10 Maggio 2026
Museo internazionale e biblioteca della musica
wunderkammer - il museo delle meraviglie
Visualizza tutte le mostre a Bologna
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 9 Aprile 2026 al 2 Giugno 2026
Torino | Sedi varie
EXPOSED. Torino Photo Festival - Mettersi a nudo
-
Dal 2 Aprile 2026 al 25 Agosto 2026
Firenze | Palazzo Medici Riccardi
Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
-
Dal 2 Aprile 2026 al 1 Novembre 2026
Trieste | Scuderie del Castello di Miramare
Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
-
Dal 2 Aprile 2026 al 3 Maggio 2026
Mantova | Casa del Mantegna
Incombenza della pittura. Opere dalla collezione del Premio Bugatti Segantini 1959-2026
-
Dal 28 Marzo 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria d’Arte Moderna
Jenny Saville a Ca’ Pesaro
-
Dal 27 Marzo 2026 al 23 Agosto 2026
Brescia | Museo di Santa Giulia
Bruce Gilden. A closer look