Renato Corsini. Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno

Renato Corsini, Piattaforma antisismica, Capitolium di Brescia, 2020. Courtesy of the artist

 

Dal 19 Luglio 2026 al 30 Agosto 2026

Luogo: Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana

Indirizzo: Via F.lli Cairoli 9

Orari: martedì-sabato: 15.00–19.00; domenica: 9.30–19.30


Dal 19 luglio al 30 agosto 2026, la Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana a Brescia ospita la mostra fotografica di Renato Corsini, dal titolo Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno, dedicata a uno dei più importanti interventi di restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico italiano degli ultimi anni.
 
La rassegna è uno degli appuntamenti inseriti nel palinsesto di eventi, ideato e promosso da Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, per celebrare il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata.
 
L'esposizione racconta, attraverso una selezione di scatti realizzati tra il 2018 e il 2021, la genesi e l’evoluzione del restauro al quale venne sottoposta la Vittoria Alata: dalla partenza da Brescia per il delicato intervento di conservazione, svolto all’Opificio delle Pietre Dure a Firenze, con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Sapienza Università di Roma e il contributo tecnologico della ditta Capoferri, fino al ritorno nel nuovo allestimento firmato dall’architetto spagnolo Navarro Baldeweg, all'interno del Capitolium.
 
Le fotografie di Renato Corsini non documentano soltanto le fasi tecniche dell'intervento quanto restituiscono soprattutto la dimensione umana di un processo complesso, fatto di competenze, cura, ricerca e dedizione.
 
“Seguendo le fasi del restauro della Vittoria Alata - ricorda Renato Corsini -, da quando ha lasciato Brescia fino alla sua nuova collocazione nel Capitolium, non mi sono mai sentito un fotografo ma un privilegiato. Quasi come se fosse un essere umano, mi è stata data l’opportunità di scoprirne i segreti più intimi, le sue fragilità e la sua resistenza”.
 
Nel percorso emerge il dialogo tra la materia antica e le tecnologie più avanzate, tra la fragilità del reperto e la solidità delle competenze che ne hanno garantito la conservazione. Le immagini accompagnano il visitatore dietro le quinte di un evento eccezionale, permettendo di osservare da vicino dettagli, gesti e momenti normalmente sottratti allo sguardo pubblico.
 
L’iniziativa rappresenta così non soltanto il racconto fotografico di un restauro, ma anche la testimonianza di una straordinaria impresa culturale e scientifica che ha restituito alla comunità uno dei suoi simboli più preziosi. Un viaggio di andata e ritorno che attraversa venti secoli di storia e che, attraverso lo sguardo di Renato Corsini, restituisce al pubblico la dimensione più intima e umana della Vittoria Alata e del suo ritorno a casa.
 

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