Iolanda Giuffrida. Paesaggi
Opera di Iolanda Giuffrida
Dal 20 Novembre 2021 al 4 Dicembre 2021
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: SATURA Palazzo Stella
Indirizzo: Piazza Stella 5/1
Orari: dal martedì al venerdì 9:30–13:00 / 15:00–19:00; sabato 15:00–19:00
Curatori: Andrea Rossetti
Telefono per informazioni: +39 010 2468284
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.satura.it
Sabato 20 novembre 2021 a partire dalle ore 16:00, si apre, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale di Iolanda Giuffrida “Paesaggi” a cura di Andrea Rossetti.
Un punto indiscutibile è l’intensità abbacinante delle sue stesure cromatiche, al pari dei volumi molli creati e di una fluidità strutturante in ogni senso. Un caso di “bell’\estetismo” che non è solo estetismo ma interseca più scelte pratiche fatte con criterio e costanza.
La prima di queste, la più descrittiva ed evidente nell’opera di Iolanda Giuffrida, fa parte di un modello attuativo dalle ambizioni quasi performative: l’intenzione di catturare la luce, di renderla parte essenziale del suo richiamo al colore, un acrilico steso a velature, leggero o intenso in base all’operazione programmatica dell'artista. Per Giuffrida difficilmente una tela potrà fare a meno del proprio costrutto luministico, rinunciando a essere soggetto integrante in un tiro incrociato di bagliori, carico d’esuberanza scenica.
Scena da osservare, comporre e non - necessariamente - riprodurre, seconda forma costante nel lavoro dell’artista. Femminile, innato e manifesto amore per il paesaggio, di chi dalla costa ligure ha ricevuto tanti input di percezione e non potrà mai dimenticare la propria terra d’origine, quella Sicilia lucente e raggiante che è tutta racchiusa nella vivacità di una colata lavica alle pendici dell'Etna.
Perché allora negare l’atto del “riprodurre”? Di fatto perché se “trattato”, soprattutto se fondamentalmente estrapolato dal suo essere “tema pittorico”, il paesaggio prescinde la nozione di luogo in sé, avendo - ed è questo il caso - una concezione più ideale che reale. Così è e deve essere, così si produrrà un rapporto equo tra ciò che può rappresentare la pittura e ciò che già è rappresentato dalla realtà, in un mutuo scambio che non presenterà vincitori né vinti. E sarà questa una pratica di totale normalità per chi, come Giuffrida, è preso a seguire il gesto pittorico scegliendo il punto di vista della propria esperienza/visione emotiva.
Riprodurre - nel tono più “specularmente inteso” del termine - concerne in sé troppa figuratività e troppo poco slancio interiore, decisamente più “astrattivo”. Improbabile pertanto ritrovare in tale verbo/azione una declinazione strettamente giuffridiana.
L’apertura si svolgerà in accordo con tutte le normative vigenti per garantire la massima sicurezza dei visitatori. Si informa che, in ottemperanza all'ultimo decreto legge per il contenimento dell'emergenza Covid-19, è necessario esibire il GREEN PASS.
Un punto indiscutibile è l’intensità abbacinante delle sue stesure cromatiche, al pari dei volumi molli creati e di una fluidità strutturante in ogni senso. Un caso di “bell’\estetismo” che non è solo estetismo ma interseca più scelte pratiche fatte con criterio e costanza.
La prima di queste, la più descrittiva ed evidente nell’opera di Iolanda Giuffrida, fa parte di un modello attuativo dalle ambizioni quasi performative: l’intenzione di catturare la luce, di renderla parte essenziale del suo richiamo al colore, un acrilico steso a velature, leggero o intenso in base all’operazione programmatica dell'artista. Per Giuffrida difficilmente una tela potrà fare a meno del proprio costrutto luministico, rinunciando a essere soggetto integrante in un tiro incrociato di bagliori, carico d’esuberanza scenica.
Scena da osservare, comporre e non - necessariamente - riprodurre, seconda forma costante nel lavoro dell’artista. Femminile, innato e manifesto amore per il paesaggio, di chi dalla costa ligure ha ricevuto tanti input di percezione e non potrà mai dimenticare la propria terra d’origine, quella Sicilia lucente e raggiante che è tutta racchiusa nella vivacità di una colata lavica alle pendici dell'Etna.
Perché allora negare l’atto del “riprodurre”? Di fatto perché se “trattato”, soprattutto se fondamentalmente estrapolato dal suo essere “tema pittorico”, il paesaggio prescinde la nozione di luogo in sé, avendo - ed è questo il caso - una concezione più ideale che reale. Così è e deve essere, così si produrrà un rapporto equo tra ciò che può rappresentare la pittura e ciò che già è rappresentato dalla realtà, in un mutuo scambio che non presenterà vincitori né vinti. E sarà questa una pratica di totale normalità per chi, come Giuffrida, è preso a seguire il gesto pittorico scegliendo il punto di vista della propria esperienza/visione emotiva.
Riprodurre - nel tono più “specularmente inteso” del termine - concerne in sé troppa figuratività e troppo poco slancio interiore, decisamente più “astrattivo”. Improbabile pertanto ritrovare in tale verbo/azione una declinazione strettamente giuffridiana.
L’apertura si svolgerà in accordo con tutte le normative vigenti per garantire la massima sicurezza dei visitatori. Si informa che, in ottemperanza all'ultimo decreto legge per il contenimento dell'emergenza Covid-19, è necessario esibire il GREEN PASS.
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