Zhang Enli. Landscape
Zhang Enli. Landscape, Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova
Dal 7 November 2013 al 8 January 2014
Genova
Luogo: Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce
Indirizzo: via Jacopo Ruffini 3
Orari: da martedì a venerdì 9-19; sabato, domenica e 1 novembre 10-19
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3
Telefono per informazioni: +39 010 580069/ 010 585772
E-Mail info: staffmostre@comune.genova.it
Sito ufficiale: http://www.museidigenova.it/spip.php?lang=it
Il Museo di Villa Croce presenta Landscape la prima mostra italiana di Zhang Enli (1965), concepita e realizzata ad hoc
per gli spazi del museo genovese. La mostra inaugurata in contemporanea con il progetto Space Painting del ICA (Institute of Contemporary Art) di Londra, si articola come una contaminazione sottile tra interno ed esterno. L’artista attraverso la sua pittura trasparente sembra portare la natura del parco di Villa Croce all’interno del museo e contemporaneamente trasforma le pareti storiche in leggeri fogli di carta, reinventando un soggetto caro alla tradizione dell’aquerello.
Riconosciuto a livello internazionale per i suoi quadri apparentemente astratti, Zhang Enli dipinge seducenti composizioni fatte di oggetti quotidiani insignificanti: tubi, cavi d’acciaio, pompe da giardino, muri di piastrelle e fili annodati. Tuttavia
l’abile trattamento della pittura acrilica e dell’acquerello, trasformano questi elementi quotidiani in rappresentazioni capaci
di ridefinire l’idea di profondità e di disegno. Concentrandosi volutamente su soggetti ordinari e privi di interesse, Zhang Enli sembra evocare il suo senso di straniamento come cittadino della campagna rurale arrivato a studiare, prima e vivere,
poi in una megalopoli moderne come Shanghai.
Il suo lavoro infatti è intimo e sottilmente evocativo, rifuggendo, a differenza del lavoro di molti suoi contemporanei cinesi
la critica al capitalismo globale come manifestato nei diversi movimenti del ‘Political Pop’, ‘Kitsch Art’, o del ‘Realismo Cinico’ emersi in Cina durante il boom economico degli anni ’90. Attraverso le sue tele e i suoi interventi site-specific Zhang Enli racconta un mondo fatto di oggetti famigliari che sono talmente banali da passare inosservati, un mondo silente che prende vita grazie alle inquadrature inusuali delle sue tele.
Il suo lavoro si struttura serialmente su diverse tematiche: i contenitori, le scatole di cartone, i bauli, le reti di cinta.
Scegliendo luoghi e particolari insignificanti non cerca di parlare di politica ne metaforicamente del mondo, al contrario cerca di aprire uno spazio neutro in cui i colori, le immagini parlino silenziosamente al pubblico portandolo a sognare ad occhi aperti.
per gli spazi del museo genovese. La mostra inaugurata in contemporanea con il progetto Space Painting del ICA (Institute of Contemporary Art) di Londra, si articola come una contaminazione sottile tra interno ed esterno. L’artista attraverso la sua pittura trasparente sembra portare la natura del parco di Villa Croce all’interno del museo e contemporaneamente trasforma le pareti storiche in leggeri fogli di carta, reinventando un soggetto caro alla tradizione dell’aquerello.
Riconosciuto a livello internazionale per i suoi quadri apparentemente astratti, Zhang Enli dipinge seducenti composizioni fatte di oggetti quotidiani insignificanti: tubi, cavi d’acciaio, pompe da giardino, muri di piastrelle e fili annodati. Tuttavia
l’abile trattamento della pittura acrilica e dell’acquerello, trasformano questi elementi quotidiani in rappresentazioni capaci
di ridefinire l’idea di profondità e di disegno. Concentrandosi volutamente su soggetti ordinari e privi di interesse, Zhang Enli sembra evocare il suo senso di straniamento come cittadino della campagna rurale arrivato a studiare, prima e vivere,
poi in una megalopoli moderne come Shanghai.
Il suo lavoro infatti è intimo e sottilmente evocativo, rifuggendo, a differenza del lavoro di molti suoi contemporanei cinesi
la critica al capitalismo globale come manifestato nei diversi movimenti del ‘Political Pop’, ‘Kitsch Art’, o del ‘Realismo Cinico’ emersi in Cina durante il boom economico degli anni ’90. Attraverso le sue tele e i suoi interventi site-specific Zhang Enli racconta un mondo fatto di oggetti famigliari che sono talmente banali da passare inosservati, un mondo silente che prende vita grazie alle inquadrature inusuali delle sue tele.
Il suo lavoro si struttura serialmente su diverse tematiche: i contenitori, le scatole di cartone, i bauli, le reti di cinta.
Scegliendo luoghi e particolari insignificanti non cerca di parlare di politica ne metaforicamente del mondo, al contrario cerca di aprire uno spazio neutro in cui i colori, le immagini parlino silenziosamente al pubblico portandolo a sognare ad occhi aperti.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 19 January 2026 al 1 March 2026
Roma | GNAMC | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Maurizio Cannavacciuolo. Promenade
-
Dal 17 January 2026 al 22 March 2026
Bologna | Museo Civico Medievale
Alessandro Moreschini. L’ornamento non è più un delitto
-
Dal 15 January 2026 al 15 April 2026
Milano | Palazzo Citterio | Ledwall
Debora Hirsch. Vanishing Trees
-
Dal 15 January 2026 al 28 February 2026
Milano | The Pool NYC | Palazzo Fagnani Ronzoni
I tempi dello sguardo. 90 anni di fotografia italiana in due atti - Il Bianco e il Nero
-
Dal 9 January 2026 al 27 February 2026
Roma | Galleria Borghese
Sguardi oltre il tempo
-
Dal 20 December 2025 al 20 April 2026
Caserta | Reggia di Caserta
Regine: trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa