Joshua Cesa. Segni
Joshua Cesa. Segni, Riserva naturale dei laghi di Doberdò
Dal 20 Ottobre 2018 al 18 Novembre 2018
Doberdò del Lago | Gorizia | Visualizza tutte le mostre a Gorizia
Luogo: Riserva naturale dei laghi di Doberdò
Indirizzo: via Vallone 32
Telefono per informazioni: +39 375 553 2009
E-Mail info: [email protected]
Due monumentali segni rossi, dalle forme spigolose, nei quali si condensa la vocazione di un territorio.
È così che l’artista Joshua Cesa rende visibile un frammento di quel confine con l’Est che lungo i secoli ha diviso le popolazioni della frontiera orientale, anche costringendole all’assunzione di identità imposte (nella storia recente, con le guerre mondiali).
L’installazione sorge nel cuore del Carso goriziano, nella riserva naturale dei laghi di Doberdò: realizzata in tessuto - e perciò destinata a consumarsi gradualmente -, riprende l’aspetto cromatico del paesaggio circostante, caratterizzato dal cespuglio detto "foiarola", cui è legata una significativa memoria storica: si dice che le sue rosse foglie autunnali siano il sangue dei caduti che riaffiora dall’altopiano.
Il visitatore potrà fruire liberamente l’installazione da diverse angolazioni e punti di vista, più o meno ravvicinati, percependo, attraverso l’opera, il moto continuo del confine.
"I segni di confine sono infatti stati spostati a più riprese durante le guerre mondiali, dividendo le genti e forzando la popolazione sopravvissuta all’assunzione di identità nazionali", dice l’artista Joshua Cesa, noto per la realizzazione di opere di arte pubblica tra l’Italia e la Slovenia, opere oggi acquisite nelle collezioni della National Art Gallery of Namibia, del National WW1 Museum in USA, del Mosede Museum a Copenhagen e presto dal Museu d’Històrya de Catalunya, a Barcellona.
A partire dal 20 ottobre 2018 e fino al 18 novembre, il visitatore avrà la possibilità di fruire l’opera liberamente, e da differenti prospettive: quella da vicino, che permetterà di percepire la natura cinetica dell’opera, quella dall’interno, e quella aerea, visibile dal promontorio della riserva naturale, punto dal quale si potrà cogliere il dinamismo delle forme che punta verso il mare.
In particolare, osservando l’opera dal lato destro, si avrà una percezione di sfondamento e tensione verso la meta, mentre, dal lato sinistro, la sensazione opposta di doverne parare il movimento. Questa tensione rimanda all’immaginario collettivo del Carso come confine ultimo con l’est del mondo, dai tempi delle invasioni Barbariche, passando per quelle Ottomane, e in quanto teatro della Grande Guerra e della guerra fredda nel periodo del muro di Berlino, durante la quale costituiva l’ultimo "baluardo" del mondo occidentale.
L’inaugurazione con conferenza stampa, è prevista per il 20 ottobre 2018, alle ore 11.30, nei pressi dell’installazione (l’evento sarà aperto al pubblico, per l’occasione è prevista una visita guidata con l’artista, per prenotazioni: https://segni.eventbrite.it).
Visite guidate saranno disponibili ogni domenica, laboratori didattici ed educativi, il 27 e 28 ottobre.
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