Francesco Paolo Martelli. Personale
Francesco Paolo Martelli. Personale, Conservatorio Ottorino Respighi, Latina
Dal 20 Marzo 2014 al 17 Settembre 2014
Latina | Visualizza tutte le mostre a Latina
Luogo: Conservatorio Ottorino Respighi
Indirizzo: via Ezio 32
Orari: da lunedì a venerdì 8,30-20,30; sabato 8,30-13
Curatori: Fabio D’Achille
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0773 664173 / 393 3242424
E-Mail info: eventi@madarte.it
Sito ufficiale: http://madarte.tumblr.com
Prosegue la rassegna Giovedì in musica, che prevede l’affiancamento di una mostra di pittura curata da Fabio D’Achille per MAD Museo d’Arte Diffusa ad ogni stagione concertistica del Conservatorio di Latina “Ottorino Respighi”. Dopo la personale di Anna Laura Patanè, la Galleria Musicale/Auditorium Roffredo Caetani ospiterà l’esposizione di Francesco Paolo Martelli, che sarà inaugurata giovedì 20 marzo alle 20,30. Il vernissage sarà sinesteticamente accompagnato dal concerto “Violino e pianoforte nel ‘900”.
Francesco Paolo Martelli è un illustre artista di Latina, conosciuto e apprezzato da oltre trent’anni. Ha partecipato a svariate manifestazioni artistiche sia nazionali che internazionali, senza mai dimenticare le sue radici pontine. Martelli è un autodidatta ed è arrivato alla pittura per caso quando aveva trent’anni. Attraverso l’utilizzo del colore Francesco Paolo Martelli riesce a scavare nel profondo delle nostre anime, evidenziandone gioie e sofferenze. I percorsi della vita hanno portato Francesco a vivere momenti d’inquietudine capaci di segnare profondamente anche le sue opere.
Successivamente, attraverso una nuova spinta interiore, ha illustrato su tela periodi che lo hanno riconciliato con la vita stessa e acceso una profonda spiritualità che coltiva con dedizione così come i suoi quadri, sempre propo-sitivi e colorati. Con vari stili e su diversi materiali Francesco Martelli ha sviluppato il suo spirito: quadri, disegni e installazioni esprimono nella medesima maniera tutto il suo vasto repertorio artistico.
Scrive Francesca Piovan, storica e critica dell’arte: “Raccontare la vita nel suo trascorrere, ricercare il filo unico ed indivisibile che mi lega al mondo terreno e mi unisce a quello immortale.”
“Ovvero l’ardua ambivalenza tra il terreno e l’immortale, tra la Terra, tangibilità in divenire, custode e teatro delle pulsioni materiali, e il Cielo, luogo della memoria, spazio rimembrante di un come eravamo e desiderio da ripercorrere in un come torneremo ad essere.
Nelle grandi tele di Francesco Paolo Martelli, grandi come grande è il messaggio significante ed intrinseco in ognuna di esse, l’ardua ambivalenza tra il terreno e l’immortale, tra l’essere e l’entità, è risolta da quel filo unico, sottile come un respiro, forte come la vita, che va a ricomporre una spirale spazio-temporale esplosa sulla tela in molteplici forme geometriche stratificate le une sulle altre, come materia indissolubile, intese come itineranti cerchi della vita, come tanti vissuti riconducibili ad un’ideale continuità tra passato e presente.
Non si abbandona mai una latente, rassicurante figurazione, perché l’origine dell’uomo è lì, nelle forme care, nei sentieri percorsi, nel sentimento dei luoghi, coperti e riscoperti dai veli della memoria; e da lì, dall’origine del tutto, prendono vita le Azioni che si muovono lungo il confine tra il visibile e il visionario, tra il vissuto e l’onirico.
E’ una pittura solida, carnale, quella di Francesco Paolo Martelli, i piani si intersecano in un turbinio di rette che sfuggono a qualunque logica strutturale e, come nel più misterioso disegno astrale, esse vengono poi ricomposte dalla ricezione sensoriale degli astanti.
Non c’è contenimento, non c’è impedimento, i limiti imposti dalla superficie paiono scomparire come granelli di sabbia al cospetto delle imperanti pennellate come fossero lame taglienti in un moto continuo, il gesto pittorico si traduce in entità materiche, finestre aperte su una corrispondenza biunivoca dell’anima: l’anima narrante e l’anima narrata, in un incessante, mutevole dialogo tra le parti, sotto l’egida trasparente della luce che squarcia prepotentemente la sostanza grumosa, lacerando l’inaccessibile, illuminando la rassicurante, preziosa, presenza di quel filo “unico ed indivisibile che mi lega al mondo terreno e mi unisce a quello immortale”. La mostra ci accompagnerà fino al termine dell’estate, al termine della stagione concertistica.
Francesco Paolo Martelli è un illustre artista di Latina, conosciuto e apprezzato da oltre trent’anni. Ha partecipato a svariate manifestazioni artistiche sia nazionali che internazionali, senza mai dimenticare le sue radici pontine. Martelli è un autodidatta ed è arrivato alla pittura per caso quando aveva trent’anni. Attraverso l’utilizzo del colore Francesco Paolo Martelli riesce a scavare nel profondo delle nostre anime, evidenziandone gioie e sofferenze. I percorsi della vita hanno portato Francesco a vivere momenti d’inquietudine capaci di segnare profondamente anche le sue opere.
Successivamente, attraverso una nuova spinta interiore, ha illustrato su tela periodi che lo hanno riconciliato con la vita stessa e acceso una profonda spiritualità che coltiva con dedizione così come i suoi quadri, sempre propo-sitivi e colorati. Con vari stili e su diversi materiali Francesco Martelli ha sviluppato il suo spirito: quadri, disegni e installazioni esprimono nella medesima maniera tutto il suo vasto repertorio artistico.
Scrive Francesca Piovan, storica e critica dell’arte: “Raccontare la vita nel suo trascorrere, ricercare il filo unico ed indivisibile che mi lega al mondo terreno e mi unisce a quello immortale.”
“Ovvero l’ardua ambivalenza tra il terreno e l’immortale, tra la Terra, tangibilità in divenire, custode e teatro delle pulsioni materiali, e il Cielo, luogo della memoria, spazio rimembrante di un come eravamo e desiderio da ripercorrere in un come torneremo ad essere.
Nelle grandi tele di Francesco Paolo Martelli, grandi come grande è il messaggio significante ed intrinseco in ognuna di esse, l’ardua ambivalenza tra il terreno e l’immortale, tra l’essere e l’entità, è risolta da quel filo unico, sottile come un respiro, forte come la vita, che va a ricomporre una spirale spazio-temporale esplosa sulla tela in molteplici forme geometriche stratificate le une sulle altre, come materia indissolubile, intese come itineranti cerchi della vita, come tanti vissuti riconducibili ad un’ideale continuità tra passato e presente.
Non si abbandona mai una latente, rassicurante figurazione, perché l’origine dell’uomo è lì, nelle forme care, nei sentieri percorsi, nel sentimento dei luoghi, coperti e riscoperti dai veli della memoria; e da lì, dall’origine del tutto, prendono vita le Azioni che si muovono lungo il confine tra il visibile e il visionario, tra il vissuto e l’onirico.
E’ una pittura solida, carnale, quella di Francesco Paolo Martelli, i piani si intersecano in un turbinio di rette che sfuggono a qualunque logica strutturale e, come nel più misterioso disegno astrale, esse vengono poi ricomposte dalla ricezione sensoriale degli astanti.
Non c’è contenimento, non c’è impedimento, i limiti imposti dalla superficie paiono scomparire come granelli di sabbia al cospetto delle imperanti pennellate come fossero lame taglienti in un moto continuo, il gesto pittorico si traduce in entità materiche, finestre aperte su una corrispondenza biunivoca dell’anima: l’anima narrante e l’anima narrata, in un incessante, mutevole dialogo tra le parti, sotto l’egida trasparente della luce che squarcia prepotentemente la sostanza grumosa, lacerando l’inaccessibile, illuminando la rassicurante, preziosa, presenza di quel filo “unico ed indivisibile che mi lega al mondo terreno e mi unisce a quello immortale”. La mostra ci accompagnerà fino al termine dell’estate, al termine della stagione concertistica.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Palazzo Mora
“ _____________” Gaza - No Words - Biennale Arte Venezia 2026
-
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Salone Verde
Jewel. Matriclysm: An Archeology of Connections Lost - Biennale Arte Venezia 2026
-
Dal 9 Maggio 2026 al 23 Novembre 2026
Venezia | Fondazione Prada
Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince
-
Dal 9 Maggio 2026 al 13 Settembre 2026
Venezia | Ca’ Pesaro - Museo d’Arte Orientale
Keita Miyazaki. From Water To Form
-
Dal 7 Maggio 2026 al 25 Luglio 2026
Venezia | Fondazione Bevilacqua La Masa
Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes
-
Dal 7 Maggio 2026 al 30 Agosto 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Hernan Bas. The Visitors