Pino Deodato, Lieve… e così sia, El, melek, naaman
Pino Deodato, Lieve… e così sia, El, melek, naaman.
Dal 10 Ottobre 2015 al 25 Ottobre 2015
Latina | Visualizza tutte le mostre a Latina
Luogo: Spazio COMEL | Arte Contemporanea
Indirizzo: via Neghelli 68
Orari: tutti i giorni 17:30-20
Curatori: Bernardi Daniela
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0773 487546
E-Mail info: info@spaziocomel.it
Sito ufficiale: http://www.spaziocomel.it
"Il desiderio di immediatezza muove in forme primitive il linguaggio poetico di Pino Deodato. Una maniera artistica dall'espressività innocente simile a quella dei fanciulli, che si rivela in modalità preculturali basate sull'istinto. Una rappresentazione apparentemente semplice, vicina a quella di Klee che affermava: "Si può ricominciare da capo partendo dalla stanza dei bambini". Ed è a partire da quella stanza e da questo sogno che Pino sublima il suo mondo.
Si allontana dal già noto e confonde, in modo consapevole, la realtà con la fantasia. Trame ricche di misteriose corrispondenze e di attimi sospesi in uno spazio fluido, esaltano il mondo interiore, la soggettività, l'irrazionale e rinviano alle diverse sfere sensoriali creando straniamento. Frammenti di quieta armonia, che appartengono ad un percepire contemplativo, trasformano l'esistenza profonda in dialogo con la vita, contaminato da tensione verso il sincretismo. Un modo peculiare di comunicare per cui l'immagine non è più ciò che appare ma cela una seconda e più profonda lettura legata ad un costante simbolismo dai tratti esoterici.
Decifrare il codice, è comprendere il significato allegorico e metaforico che l'artista pone in relazione dialettica con il mito, il favoloso preservando quel sapere ancestrale che riconduce a pura essenza i modelli archetipici presenti nella coscienza ma, anche, un modo di "vedere" con il cuore collegato saldamente all'amore. Palesa per segni un mondo lirico e rarefatto che ha come effetto l'abbandono all'intuizione, forma privilegiata di comprensione: un Neshamà, lampo di verità che sostiene lo spirito per elevare l'intelletto, fonte di luminosa creatività, capace di congiungerlo alla Natura e alle sue radici. " [Daniela Bernardo]
Si allontana dal già noto e confonde, in modo consapevole, la realtà con la fantasia. Trame ricche di misteriose corrispondenze e di attimi sospesi in uno spazio fluido, esaltano il mondo interiore, la soggettività, l'irrazionale e rinviano alle diverse sfere sensoriali creando straniamento. Frammenti di quieta armonia, che appartengono ad un percepire contemplativo, trasformano l'esistenza profonda in dialogo con la vita, contaminato da tensione verso il sincretismo. Un modo peculiare di comunicare per cui l'immagine non è più ciò che appare ma cela una seconda e più profonda lettura legata ad un costante simbolismo dai tratti esoterici.
Decifrare il codice, è comprendere il significato allegorico e metaforico che l'artista pone in relazione dialettica con il mito, il favoloso preservando quel sapere ancestrale che riconduce a pura essenza i modelli archetipici presenti nella coscienza ma, anche, un modo di "vedere" con il cuore collegato saldamente all'amore. Palesa per segni un mondo lirico e rarefatto che ha come effetto l'abbandono all'intuizione, forma privilegiata di comprensione: un Neshamà, lampo di verità che sostiene lo spirito per elevare l'intelletto, fonte di luminosa creatività, capace di congiungerlo alla Natura e alle sue radici. " [Daniela Bernardo]
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