Antonio Vinciguerra. L'enigma del reale
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Dal 06 Giugno 2015 al 14 Giugno 2015
Livorno
Luogo: Fortezza Vecchia
Indirizzo: Darsena Toscana
Curatori: Bruno Sullo
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0586 829325
Sito ufficiale: http://www.fortezzavecchia.eu
È intitolata "L'enigma del reale" la personale di Antonio Vinciguerra, a cura di Bruno Sullo, alla Sala Cisterna della Fortezza Vecchia di Livorno dal 6 al 14 giugno 2015.
"Quanto di reale e quanto di inconoscibile, o di perduto, esiste nella realtà? quanta assenza v’è nella presenza, e quanta evanescenza, ombra, incertezza nella solidità fisica delle cose? ed infine quante tracce, impronte, allusioni di umanità sono conservati negli oggetti che abbiamo quotidianamente sott’occhio e che quotidianamente perdiamo per la nostra acquiescenza all’abitudine: letti sfatti, cuscini gualciti, fogli di carta piegati e ridistesi, camicie ripiegate sulle grucce, sacchi neri dell’immondizia chissà di che riempiti, cassetti semiaperti, tele di quadri bruciacchiate ed esposte nel loro retro".
Sono queste le domande che si pone Sullo analizzando le 14 opere accuratamente selezionate e presentate nel catalogo poiché "un profondo impegno interpretativo è certamente richiesto dall’arte di Antonio Vinciguerra. Che però dimostra una singolare qualità: di non ostacolare il primo approccio del lettore, anzi di facilitarlo fino a indurlo, quasi suo malgrado, ad entrare in medias res e a trovarsi impegnato a scoprire i motivi, le aperture e i sensi reconditi di opere che si rivelano assai più complesse di quanto non gli siano sembrate. Vinciguerra ottiene questa iniziale complicità dell’osservatore ponendo in gioco una notevole perizia del rappresentare ed una scelta linguistica, quella di accentuare gli aspetti del reale fino ai limiti dell’inganno dell’occhio, del trompe-l’oeil. Queste caratteristiche del suo lavoro pittorico ci conducono ai temi e problemi dell’Iperrealismo, che l’artista affronta consapevolmente ed arricchisce di senso ed emozione".
"Quanto di reale e quanto di inconoscibile, o di perduto, esiste nella realtà? quanta assenza v’è nella presenza, e quanta evanescenza, ombra, incertezza nella solidità fisica delle cose? ed infine quante tracce, impronte, allusioni di umanità sono conservati negli oggetti che abbiamo quotidianamente sott’occhio e che quotidianamente perdiamo per la nostra acquiescenza all’abitudine: letti sfatti, cuscini gualciti, fogli di carta piegati e ridistesi, camicie ripiegate sulle grucce, sacchi neri dell’immondizia chissà di che riempiti, cassetti semiaperti, tele di quadri bruciacchiate ed esposte nel loro retro".
Sono queste le domande che si pone Sullo analizzando le 14 opere accuratamente selezionate e presentate nel catalogo poiché "un profondo impegno interpretativo è certamente richiesto dall’arte di Antonio Vinciguerra. Che però dimostra una singolare qualità: di non ostacolare il primo approccio del lettore, anzi di facilitarlo fino a indurlo, quasi suo malgrado, ad entrare in medias res e a trovarsi impegnato a scoprire i motivi, le aperture e i sensi reconditi di opere che si rivelano assai più complesse di quanto non gli siano sembrate. Vinciguerra ottiene questa iniziale complicità dell’osservatore ponendo in gioco una notevole perizia del rappresentare ed una scelta linguistica, quella di accentuare gli aspetti del reale fino ai limiti dell’inganno dell’occhio, del trompe-l’oeil. Queste caratteristiche del suo lavoro pittorico ci conducono ai temi e problemi dell’Iperrealismo, che l’artista affronta consapevolmente ed arricchisce di senso ed emozione".
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