Dark Optimism. L'inedito sguardo di David Lynch
Dark Optimism. L'inedito sguardo di David Lynch, Palazzo Panichi, Pietrasanta
Dal 23 Agosto 2014 al 14 Settembre 2014
Pietrasanta | Lucca | Visualizza tutte le mostre a Lucca
Luogo: Palazzo Panichi
Indirizzo: piazza Duomo
Orari: da martedi a domenica 18-20 / 21-23
Curatori: Alessandro Romanini
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0584 795500
E-Mail info: cultura@comune.pietrasanta.lu.it
Sito ufficiale: http://www.comune.pietrasanta.lu.it
L’iniziativa è parte del grande e variegato omaggio a Lynch programmato dal Lucca Film Festival 2014, di cui il regista sarà l’ospite d’onore.
Palazzo Panichi diventa il palcoscenico delle visioni surreali e inquietanti che hanno reso famoso David Lynch presso tutti gli appassionati di cinema con film come Eraserhead, Elephant Man, Velluto Blu, Cuore Selvaggio, Lost Highways, per citarne alcuni.
Visioni e temi ricorrenti che hanno caratterizzato la sua poetica, declinate sul versante fotografico e litografico. A Pietrasanta sarà possibile ammirare una serie fotografica dal titolo “Women and Machines”, costituita da 16 opere, realizzate da Lynch a fine 2013 e presentate in anteprima a Pietrasanta, come in anteprima viene presentata una suite di litografie realizzate a partire dal 2007.
Autore di fumetti, oltre alla sua nota attività di sceneggiatore vi è quella meno nota di scrittore, musicista, compositore e cantante, pittore (fortemente debitore dell’opera di Francis Bacon per sua stessa ammissione, come si evince da mostre come quella ospitata dalla Fondation Cartier di Parigi nel 2007 “Air is on Fire”, con opere disegnate e dipinte su tovaglioli di carta, scatole di fiammiferi oltre ai classici quadri tridimensionali).
Ma la sua poliedrica attività non si ferma qui, perchè Lynch ha voluto anche sperimentare installazioni, regie per video musicali, spot pubblicitari, performance teatrali, design, progettazione e realizzazioni di mobili (passione dovuta all’attività del padre che aveva un laboratorio di falegnameria).
Due i temi ricorrenti dell’universo lynchiano: la figura femminile colta nel suo potere evocativo, valorizzata nel suo elemento creatore e esposta nel suo versante ammaliante e secondo, ma non in ordine d’importanza, la macchina, colta nella sua doppia valenza di produzione umana e di strumento di creazione e distruzione.
Le 16 fotografie che costituiscono la serie “Women and Machines” sono state scattate nell’atelier Idem, a Parigi, dove da oltre un secolo sono prodotte litografie, realizzate dai più grandi maestri dell’arte del XX secolo, da Picasso a Braque, da Matisse a Chagall (in mostra sarà presentato anche un documentario realizzato dallo stesso Lynch dedicato al famoso atelier).
E’ in questo atelier, divenuto leggendario nell’immaginario artistico, che David Lynch scopre nel 2007 la tecnica litografica e da allora ha realizzato di suo pugno, oltre 200 grafiche, utilizzando una delle più antiche tecniche espressive.
La mostra presenta una selezione di questa ingente produzione, mettendo in evidenza i temi che hanno caratterizzato la sua poetica illustrata sul grande schermo.
Palazzo Panichi diventa il palcoscenico delle visioni surreali e inquietanti che hanno reso famoso David Lynch presso tutti gli appassionati di cinema con film come Eraserhead, Elephant Man, Velluto Blu, Cuore Selvaggio, Lost Highways, per citarne alcuni.
Visioni e temi ricorrenti che hanno caratterizzato la sua poetica, declinate sul versante fotografico e litografico. A Pietrasanta sarà possibile ammirare una serie fotografica dal titolo “Women and Machines”, costituita da 16 opere, realizzate da Lynch a fine 2013 e presentate in anteprima a Pietrasanta, come in anteprima viene presentata una suite di litografie realizzate a partire dal 2007.
Autore di fumetti, oltre alla sua nota attività di sceneggiatore vi è quella meno nota di scrittore, musicista, compositore e cantante, pittore (fortemente debitore dell’opera di Francis Bacon per sua stessa ammissione, come si evince da mostre come quella ospitata dalla Fondation Cartier di Parigi nel 2007 “Air is on Fire”, con opere disegnate e dipinte su tovaglioli di carta, scatole di fiammiferi oltre ai classici quadri tridimensionali).
Ma la sua poliedrica attività non si ferma qui, perchè Lynch ha voluto anche sperimentare installazioni, regie per video musicali, spot pubblicitari, performance teatrali, design, progettazione e realizzazioni di mobili (passione dovuta all’attività del padre che aveva un laboratorio di falegnameria).
Due i temi ricorrenti dell’universo lynchiano: la figura femminile colta nel suo potere evocativo, valorizzata nel suo elemento creatore e esposta nel suo versante ammaliante e secondo, ma non in ordine d’importanza, la macchina, colta nella sua doppia valenza di produzione umana e di strumento di creazione e distruzione.
Le 16 fotografie che costituiscono la serie “Women and Machines” sono state scattate nell’atelier Idem, a Parigi, dove da oltre un secolo sono prodotte litografie, realizzate dai più grandi maestri dell’arte del XX secolo, da Picasso a Braque, da Matisse a Chagall (in mostra sarà presentato anche un documentario realizzato dallo stesso Lynch dedicato al famoso atelier).
E’ in questo atelier, divenuto leggendario nell’immaginario artistico, che David Lynch scopre nel 2007 la tecnica litografica e da allora ha realizzato di suo pugno, oltre 200 grafiche, utilizzando una delle più antiche tecniche espressive.
La mostra presenta una selezione di questa ingente produzione, mettendo in evidenza i temi che hanno caratterizzato la sua poetica illustrata sul grande schermo.
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